Certamente deluso per la sua sconfitta al BNP Paribas Open, ma senza perdere il suo solito permanente sorriso, Carlos Alcaraz ha aperto il suo incontro con la stampa facendo i complimenti a Daniil Medvedev per la sua vittoria.
“Devo dare merito a Daniil. Ha giocato una partita incredibile. Dall’inizio alla fine ha giocato in modo irreale. Onestamente, non l’avevo mai visto giocare così. Merita completamente la vittoria di oggi, merita pienamente di essere in finale qui. Tutto quello che posso dire è congratulazioni a lui.
Dal mio lato, soprattutto nel primo set, in un paio di game al servizio ho mollato un po’ e da lì in poi mi sono trovato sempre a rincorrerlo. È stata dura per me, ma sono orgoglioso di aver lottato fino all’ultima palla.
Mi ha sorpreso quanto sia stato aggressivo per tutta la partita. Sapevo che sarebbe stato offensivo fin dall’inizio, ma il modo in cui lo è stato mi ha colpito molto, perché praticamente non sbagliava o comunque sbagliava molto meno di quanto mi aspettassi. Giocava in attacco e non regalava nulla, quindi era complicato.”
Dopo alcuni match serali, Alcaraz si è trovato a giocare sotto il sole di un pomeriggio molto caldo, e questo ha richiesto un po’ di adattamento: “La palla rimbalzava altissima e dopo il mio servizio lui si ritrovava subito in una buona posizione per rispondere bene quasi sempre. Sembrava che trovasse sempre il varco giusto per il passante o il colpo che mi costringeva a volée in posizione scomoda.
Come ho detto, era tutto molto complicato e lui trovava una soluzione dopo ogni mio colpo. Ho capito che dovevo cambiare qualcosa. Già nel primo set avevo provato qualche variazione, ma lui continuava a trovare la risposta giusta a ogni mio tentativo.
Ho provato a giocare con più margine sopra la rete, con più altezza e rimbalzo, aspettando le mie occasioni. Ho cercato di essere aggressivo in risposta e poi, nei primi due o tre colpi dello scambio, di tenere la palla alta e profonda, per poi trovare lo spazio giusto per attaccare. Sono andato a rete qualche volta in più, con una certa efficacia, non sempre ma nella maggior parte dei casi.
Ho avuto le mie occasioni che però non ho sfruttato. Direi che la differenza è stata che lui ha salvato quattro palle break e io non ne ho salvata nessuna. Questa è stata una grande differenza.
Il caldo e i problemi fisici
Durante il secondo set è stato evidente che Alcaraz non fosse al top della condizione fisica: in una occasione ha deliberatamente preso un warning per “abuso di tempo” per recuperare meglio dopo uno scambio molto lungo: “Nel primo set non stavo giocando male, ma sentivo che negli scambi lunghi, soprattutto contro Daniil, dove i rally sono sempre lunghi e devi spingere al massimo quasi ogni colpo, consumavo tantissima energia.
Senti di spendere energia extra dopo ogni colpo e, con questo caldo, a volte è davvero difficile gestire tutto. Il primo set è stato complicato per me, ma perché è stato lui a mettermi in difficoltà e a costringermi a soffrire.
Nel secondo set ho iniziato a sentirmi molto meglio. Ho capito cosa dovevo fare, ho capito che dovevo soffrire e l’ho accettato, e credo sia per questo che il secondo set è stato migliore.“
Il bersaglio sulla schiena
Dopo un inizio di stagione entusiasmante che lo ha visto trionfare all’Australian Open e al Qatar Open, Alcaraz è diventato per antonomasia il giocatore da battere, e già dopo il suo match contro Rinderknech ha fatto notare come contro di lui tutti gli avversari tirino fuori il loro miglior tennis: “Quello che inizia a stancarmi un po’ è avere sempre questo bersaglio sulla schiena. Non avevo mai visto Daniil giocare in questo modo.
Ma devo accettarlo, devo accettarlo e andare avanti. Dopo tutto, ho capito cosa devo fare e come devo pensare prima di ogni partita e di ogni torneo: devo giocare per me stesso, per il mio team e per le persone a me più vicine. Non penso che “devo vincere” o che “sono obbligato a vincere”. Si tratta solo di inseguire i miei obiettivi, inseguire ciò che mi sono prefissato prima di ogni torneo. Questa è la mia mentalità, quindi non mi stanco del fatto che la gente pensi che io debba vincere ogni partita.
Adesso sono un po’ deluso, ma allo stesso tempo devo vedere anche gli aspetti positivi di questa sconfitta. Vuol dire che la gente e i giocatori pensano di dover giocare a questo livello se vogliono battermi, e in un certo senso questo alla lunga andrà a mio favore.“
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