ATP Dubai, Wawrinka: “Straordinario quello che fanno Sinner e Alcaraz. Roland Garros 2015 lo Slam del cuore”

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ATP Dubai, Wawrinka: “Straordinario quello che fanno Sinner e Alcaraz. Roland Garros 2015 lo Slam del cuore”

Stan Wawrinka ha un rapporto intimo con il Duty Free Tennis Championships. Qui, nel 2016, alzò il trofeo sconfiggendo in finale Marcos Baghdatis per 6–4 7–6; dieci anni dopo lo svizzero è ancora lì, con 40 primavere sulle spalle, per l’ultima volta, alla ricerca di un emozione in più, di un’istantanea da aggiungere a una carriera da Hall of Fame.

Una storia cominciata con la prima vittoria a livello ATP nel 2003, e culminata con i successi Slam nel decennio passato. Senza dimenticare il lato istrionico del tennista elvetico, capace di passare alla storia per una paio di pantaloncini iconici – quelli rosa di Parigi 2015, il suo Slam del cuore. Lo scorso anno la Yonex, il suo sponsor tecnico, ha pensato a una maglietta celebrativa in vista dei suoi 40 anni: “40-Love“: “L’anno scorso ho compiuto 40 anni, quindi Yonex me l’ha regalata. “Love” rappresenta il mio amore per questo sport, la mia passione”, ha detto Wawrinka.

ATP Dubai, Wawrinka: “Il tennis è come un puzzle”

Intervistato alla vigilia del suo esordio di Dubai – contro il libanese Benjamin Hassan – Wawrinka ha ripercorso le tappe di questi suoi vent’anni e passa nel circuito, che lo hanno portato non solo ad essere uno dei tennisti più forti al mondo, ma anche uno dei più amati dalla gente.

L’aspetto mentale del gioco dello svizzero è sempre passato in secondo piano rispetto alla potenza del suo tennis. Eppure, secondo il diretto interessato, è stata la componente su cui ha lavorato di più per colmare il divario con i Big Three. “Questa è la bellezza del tennis: ha molte componenti. È come un grande puzzle. Devi mettere ogni pezzo al suo posto — forma fisica, tennis, aspetto mentale — e devi anche trovarti nel posto giusto al momento giusto. Mi è servito tanto lavoro e tanta energia per crescere e trovare me stesso come giocatore. Per me era importante lavorare su me stesso, sulla mia mentalità, su come entrare in campo con fiducia, pronto a battere i migliori del mondo. Ci sono voluti anni per arrivarci. Sono davvero felice di ciò che ho fatto“.

“Sinner e Alcaraz stanno facendo qualcosa di straordinario”

In questi 23 anni di onorata carriera Wawrinka ha vissuto diverse ere tennistiche: dagli albori dell’epoca Federer, fino al triumvirato con Nadal e Djokovic. Arrivando poi all’era attuale, quella del duopolio Alcaraz-Sinner. “Loro cinque, insieme ad Andy Murray, sono tra i migliori che abbiamo mai visto. Per me è stato incredibile affrontarli, giocare contro i Big Four per più di 15 anni. È stata una sfida. Ma prima di tutto sono un tifoso di tennis, amo questo sport. Ho sempre apprezzato guardarli giocare, sia da tifoso che da giocatore. È stata un’opportunità poter sfidare i migliori. Ora stiamo vedendo un livello altissimo da parte di Jannik Sinner e Carlos Alcaraz. Quello che stanno facendo da qualche anno, vincendo tutti gli Slam tra loro, è straordinario da vedere“.

Nonostante questi grandi campioni anche il nativo di Losanna è riuscito a ritagliarsi il suo spazio, riuscendo a vincere tre Slam che lo hanno portato a occupare la posizione numero 3 del ranking mondiale. Sceglierne uno dei tre è complicato in termini di preferenza, ma forse uno più speciale degli altri c’è.

“È difficile scegliere, ma è anche il mio lavoro rispondere alla domanda – afferma Stan. Se devo sceglierne uno… sono stati tutti speciali, ma direi il Roland Garros 2015. Sono cresciuto giocando sulla terra battuta, mi sono allenato molto in Spagna e, venendo dalla parte francese della Svizzera, il Roland Garros era il torneo che guardavamo di più da bambini. È anche quello che ho vinto da junior nel 2003. Battere Novak in finale lì è stato davvero speciale”.

ATP Dubai, Wawrinka: “Vorrei poter giocare per sempre ma …”

Ma gli anni passano per tutti, perché padre tempo resta imbattuto. Così, attorno alla fine dell’anno scorso, Wawrinka matura la decisione di appendere la racchetta al chiodo al termine del 2026. “Negli ultimi anni mi chiedevo quando fosse il momento di smettere, ma non avevo mai una risposta. Alla fine dell’anno scorso ho finalmente trovato quella risposta. Ho capito che mi sentivo in pace nel giocare ancora un anno, per dare un’ultima spinta. Sono ancora appassionato di questo sport, vorrei poter giocare per sempre, ma nessuno può farlo. Volevo anche chiudere una carriera di oltre 20 anni nel modo migliore. Sono felice che il mio livello sia ancora buono e che fisicamente mi senta bene”.

Nonostante i quarant’anni, il veterano Stan riesce ancora a competere con i più giovani, con la stessa grinta di un tempo. Come ci si riesce? “Cerco sempre di spingermi a essere il miglior giocatore possibile”, dice lui. “Devi farlo per restare competitivo per 20 anni. È stato impegnativo, soprattutto dal punto di vista fisico, con gli infortuni. Ho sempre cercato di ottimizzare tutto, di fare ciò che è meglio per me e per il mio corpo, per poter superare i miei limiti“.

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