ATP Dubai, Draper: “Capisco molto di più il valore del corpo. Djokovic il più grande di tutti i tempi”

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ATP Dubai, Draper: “Capisco molto di più il valore del corpo. Djokovic il più grande di tutti i tempi”

Prima che un infortunio al braccio sinistro ne pregiudicasse la stagione, il 2025 di Jack Draper era stato in costante ascesa. Nei primi sei mesi dell’anno, i traguardi raggiunti dal londinese ne conferivano un’aura da predestinato, da terzo incomodo tra Alcaraz e Sinner. In principio ci fu la vittoria nel Masters 1000 di Indian Wells, poi le finali di Doha e Madrid, assieme alle ottime prestazioni nei primi due slam della stagione, dove raggiunse in entrambi la seconda settimana.

Traguardi che lo proiettarono al miglior ranking della sua carriera, il numero 4 del mondo, raggiunto a giugno. Poi, come una doccia fredda, arrivò il problema al braccio, con la conseguente diagnosi: lesione da stress osseo che cominciò ad avvertire a Madrid, e che alla fine lo costrinse a sei mesi di stop, limitandolo a sole due partite da Wimbledon in avanti.

Quest’anno il mancino classe 2001 è tornato a giocare una partita in un incontro di Davis Cup a inizio mese. Non ne giocava una dallo scorso US Open. Questa settimana invece Draper è impegnato nel Dubai Duty Free Tennis Championships, dove è testa di serie numero 4. E proprio in occasione del suo ritorno ufficiale nel circuito, Draper ha raccontato come sono stati questi mesi lontano dal tour alla testata ‘The National’.

Mi sento davvero bene, onestamente, a essere qui a Dubai. In realtà non avevo mai giocato questo torneo prima, quindi sono davvero entusiasta di essere qui”, ha affermato il britannico alla vigilia. “So che i britannici amano Dubai, quindi giocare in un torneo che guardavo da piccolo e in cui ho visto giocare molti dei miei idoli è fantastico. E poi, a livello personale, tornare a competere e tornare nel circuito è una sensazione davvero positiva per me, e non vedo l’ora di iniziare questa settimana“.

Il circuito tennistico è implacabile, il ritmo è serrato, e raramente concede ai giocatori la possibilità di fermarsi e fare altro lontano dallo sport. Se non per infortuni, appunto. In questo lasso di tempo Draper ha preso confidenza con la routine quotidiana: come portare a spasso il cane e cenare con i nonni.

ATP Dubai, Draper: “Il mio infortunio richiedeva mesi e mesi”

Tutte cose che gli erano mancate mentre era in tour. Dall’altro lato, però, affrontare l’infortunio ha avuto un impatto mentale significativo su di lui. Sinceramente, non è facile mentalmente passare dall’essere a cento all’ora, ottenere risultati, andare avanti tra vittorie e sconfitte e adrenalina continua, al tornare a una sorta di, non normalità, ma quasi normalità, a un ritmo molto più lento”, ha detto il 24enne.

“Ed è passato davvero troppo tempo dall’ultima volta che ho potuto competere ed essere qui nel circuito, quindi ho sfruttato quel periodo. Ho cercato di essere grato di poter stare con la mia famiglia e a casa, ma allo stesso tempo è stato un processo lungo tornare in campo e sono felice di essere di nuovo qui”.

Draper ha spiegato che le lesioni da stress osseo sono particolarmente difficili perché il processo di guarigione è tutt’altro che lineare. “È questa la cosa più dura dell’infortunio che ho avuto. Non c’è una risposta giusta”, ha detto. “Non è come uno stiramento al bicipite femorale o agli addominali, dove sai che saranno due o tre settimane e poi starai bene. Questo è qualcosa che richiede mesi e mesi e mesi e spesso senza grandi risultati. È difficile restare positivi e continuare ad andare avanti. Ci saranno alti e bassi e non andrà sempre tutto come vuoi. Devi accettare questi momenti, usarli per diventare più forte e continuare ad andare avanti.

“Importante non forzare il rientro”

Il britannico ha raccontato di aver ricevuto molti consigli da giocatori più esperti, i quali gli hanno detto di prendersi il suo tempo e non affrettare il ritorno in campo. “Mi piace pensare di essere ancora giovane e di avere davanti a me una lunga carriera in cui posso raggiungere molte cose. Quindi è importante non forzare questo processo di rientro.

Draper, che questa settimana è numero 12 del mondo, dice che il suo approccio allo sport resta lo stesso, ma che torna nel circuito con una prospettiva nuova e con grande attenzione alla cura del corpo.

“Dal punto di vista del recupero, le mie abitudini fuori dal campo sono forse cambiate un po’. Sto cercando di dormire di più e recuperare meglio. Capisco molto di più il valore del mio corpo. E credo anche di aver imparato a rallentare un po’ e a capire che non bisogna sempre lavorare in modo esagerato. È una maratona, non uno sprint.

Draper ha avuto modo di parlare anche dei suoi colleghi. Specialmente di Novak Djokovic, e della sua cavalcata all’Australian Open, eliminando lungo la strada Jannik Sinner, prima di arrendersi in finale a Carlos Alcaraz.

ATP Dubai, Draper: “Djokovic il più grande di tutti i tempi”

Draper ha rimarcato come il campione serbo, vincitore di 24 titoli del Grande Slam, continui a essere una fonte di ispirazione. “Con Novak nulla mi sorprende. Per me è il più grande tennista di tutti i tempi“, ha detto il londinese. “È un esempio per tutti di longevità e vera grandezza. Ogni volta che lo guardo giocare mi sento ispirato dal fatto che in Australia abbia vinto, cosa, dieci volte? Ed è lì a giocare la sua undicesima finale. Per me e per molti altri giocatori è una vera fonte di ispirazione e qualcuno a cui tutti guardiamo e aspiriamo ad assomigliare”.

Al suo ritorno in campo, Draper ha un nuovo allenatore al suo fianco, Jamie Delgado, che ha lavorato per molti anni con l’ex numero 1 del mondo Andy Murray. Dopo il debutto a Dubai questa settimana, voleranno a Indian Wells, dove Draper cercherà di difendere il titolo. Ma adesso come si sente? “È difficile dirlo in questo momento. Sono ancora proprio alla fine del mio percorso di recupero. Ma penso di poter giocare al massimo e settimana dopo settimana? Assolutamente sì”.

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