Non è stata una domenica come le altre per il tennis argentino. Francisco Cerundolo, l’idolo di casa all’IEB + Argentina Open 2026, ha finalmente spezzato il tabù del Buenos Aires Lawn Tennis Club. Dopo due finali perse, il ventisettenne sudamericano ha sollevato il trofeo davanti al suo pubblico, superando Luciano Darderi con una prestazione che lui stesso definisce “senza dubbio la migliore del torneo”. Nella consueta conferenza stampa post-match, il tennista albiceleste ha ripercorso i momenti chiave di una settimana perfetta.
Un titolo che pesa più degli altri
Interrogato sulla collocazione di questo successo nel suo palmarès, Cerundolo non ha avuto esitazioni: “Ovviamente è super speciale, lo metto molto in alto. Non saprei dire esattamente dove, ma è speciale per tutto il contesto: una finale a Buenos Aires dopo averne perse due. Giocavo contro Luciano (Darderi, ndr.), che sta esprimendo un tennis impressionante e veniva da una striscia lunghissima sulla terra battuta. Sapevo che sarebbe stata durissima, ma credo di aver giocato a un livello spettacolare dall’inizio alla fine. Senza dubbio è stata la miglior partita del torneo”.
Cerundolo e un sogno che si realizza: “Sentivo che mi mancava sempre un piccolo passo, stavolta ce l’ho fatta”
Per chi è cresciuto a pochi passi dai campi del Gatone Gaudio e Vilas, questo successo ha il sapore dei pianeti che si allineano. Finalmente. “L’ho sognato moltissime volte. Da quando ho giocato qui la prima volta vincendo la pre-qualificazione… era già un lusso esserci. Due anni dopo arrivai in finale partendo dalle qualificazioni, fu inaspettato. L’anno scorso perdere la finale mi fece male, perché anche se hai fiducia nel tuo gioco, ti chiedi sempre se avrai un’altra opportunità. Volevo questa sfida, desideravo vincere qui a Buenos Aires. Ho una connessione bellissima con questo club, con questa gente. Sentivo che mi mancava sempre un piccolo passo, stavolta ce l’ho fatta”.
La chiave tattica contro Darderi
Nonostante il punteggio finale reciti un netto 6-4 6-2 a favore dell’argentino, la battaglia in campo è stata serrata, un duello di nervi e anticipi: “Siamo entrambi giocatori molto aggressivi, amiamo dominare il punto. Si trattava di vedere chi arrivava prima sulla palla. Al di là di come ho attaccato, credo di aver difeso molto bene; ho retto i suoi colpi che arrivavano fortissimi, cercando di contrattaccare e neutralizzarlo. Il punteggio è un po’ bugiardo, quasi tutti i game sono finiti ai vantaggi. Sul match point ho cercato di astrarmi, di non pensare che mancasse un solo punto per non farmi fregare dall’ansia. A volte pensi di dover chiudere con un colpo ‘galattico’ e lì commetti l’errore”.
Non solo talento, il messaggio ai critici: “Questo è il frutto di molti anni di lavoro”
Cerundolo ha poi voluto sottolineare come questo exploit non sia giunto per caso, ma rappresenti il frutto di un lavoro duro e lungimirante: “Più che i pianeti allineati, questo è il frutto di molti anni di lavoro e insistenza. Molta gente pensa che il mio sia solo talento, pochi mi hanno visto allenarmi davvero. Cerco sempre di migliorare, di capire cosa mi manchi per giocare contro i migliori. Vincere qui è unico: è l’unica settimana in cui gioco a casa, a parte la Davis. Volevo dare questa gioia alla mia famiglia e ai miei amici. Non so se sia un peso che si toglie, ma volevo vincere qui a tutti i costi”.
Il “tour de force” di Cerundolo: direzione Rio
Ma il tennis non concede pause. Nemmeno il tempo di godersi l’asado celebrativo che è già ora di imbarcarsi per il Brasile. “Prenderò un aereo per Rio e dovrò cambiare subito ‘chip’ perché martedì ho un’altra partita. Il tennis è così: la vittoria e l’euforia durano pochissimo. Spero di saper gestire la situazione come ho fatto altre volte, per non arrivare a Rio mentalmente stanco o rilassato. È un 500, ci sono molti punti in palio e voglio continuare a vincere”.
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