A 17 anni e sei mesi, nel febbraio 2019, Jannik Sinner raggiunse a Bergamo la sua prima finale Challenger (che poi vinse a spese di Roberto Marcora). A quasi 18 anni, (compleanno il 30 marzo) Federico Cinà centra lo stesso risultato in quel di Creta. Per carità, senza azzardare paragoni impropri, questo dato anagrafico ci deve però far seriamente pensare a quali infinite prospettive si aprano davanti a questo gioiellino del tennis italiano, da sempre considerato un predestinato. Nella semifinale odierna del Challenger 50 di Hersonissos (cemento) Federico ha disposto a piacimento (6-4 6-2) dell’ex n.14 del mondo, il russo Aslan Karatsev. Detto che il 31enne nativo di Vladikavkaz (n.207), dopo gli exploit del 2022, non è più stato capace di ripetersi, pur rimanendo comunque giocatore più che temibile quando entra in campo con la luna giusta. Cosa che oggi non è successa perché sul campo centrale del bel circolo ellenico, spazzato nuovamente da un vento da regata, si è dovuto arrendere in poco più di un’ora e mezza di gioco al nuovo che avanza. Nella finale di domani l’ultimo ostacolo per l’azzurro sarà il bulgaro Dimitar Kuzmanov (n.376) che oggi ha liquidato, non senza fatica, il tedesco Christoph Negritu. In caso di successo sarà per lui la decima vittoria consecutiva, visto che all’inizio di questo indimenticabile mese di marzo aveva già messo in bacheca il titolo all’ITF da 15.000$ di Sharm.
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Autor: Massimo Gaiba