WTA Roma, Cocciaretto: “Quando non sono al meglio devo essere più libera e sfrontata”

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WTA Roma, Cocciaretto: “Quando non sono al meglio devo essere più libera e sfrontata”

Da Roma, il nostro inviato

Come nel 2025, Elisabetta Cocciaretto non è riuscita a vincere più di un game contro Iga Swiatek. Al terzo turno degli Internazionali BNL d’Italia, la 25enne marchigiana ha dovuto cedere al suo fisico e a una prestazione straripante della sua avversaria, che non l’ha mai lasciata respirare durante la partita. A fine match, l’azzurra è intervenuta in conferenza stampa per rispondere alle domande alle domande dei giornalisti.

D: Hai sfidato Swiatek un anno dopo e il risultato è sempre lo stesso. Senti che la differenza con lei è sempre la stessa o ti sei avvicinata?
Elisabetta Cocciaretto: “Quest’anno ho giocato dieci minuti in più (ride, ndr). A parte gli scherzi, perché è meglio riderci su, credo che oggi non sia riuscita a esprimermi al mio meglio. Lei sicuramente è un’ottima giocatrice. Oggettivamente mi mette in difficoltà. Forse con una condizione migliore, con un po’ più di sfrontatezza, l’avrei potuta mettere molto più in difficoltà. L’anno scorso il suo livello era proprio più alto. Quest’anno, magari ovviamente l’avrei persa lo stesso, però avrei potuto fare molto di più sicuramente.

D: Il bilancio del torneo rimane positivo, no?
Elisabetta Cocciaretto: “Sì, sicuramente non mi aspettavo di giocare tre partite qui. Nell’ultimo periodo avevo avuto questi problemi al ginocchio e dopo Madrid sono stata ferma una settimana. Prima di Roma ho fatto solo pochi giorni di allenamento. Sono contento di aver giocato tre partite sul Centrale, con tutto il pubblico, l’atmosfera, che mi porterò per sempre. Sicuramente da oggi ho da imparare che in condizioni non ottimali posso fare di più e affronterei il match in maniera diversa. Invece che così contratta, magari un po’ più sfrontata e libera. Purtroppo però, quando so che non sono al meglio, mi irrigidisco. So che è una forma mentis un po’ sbagliata. Ma cercherò di migliorare questa cosa per il resto della carriera e dell’anno”.

D: Dopo la prima partita avevi detto che hai fretta di chiudere la partita quando le cose si mettono bene. Dal punto di vista mentale, cosa ti porti da questo torneo?
Elisabetta Cocciaretto: “Sicuramente che giocare in Italia è completamente un’altra cosa. Il pubblico ti aiuta tantissimo. Oggi io sicuramente ho fatto in modo che il pubblico non mi aiutasse, ma perché sono io che ho affrontato male il match. Lei è una grande campionessa, ha vinto tutto. Oggi è andata come è andata. È giusto ripensarci, però forse è meglio cancellare e ripartire, perché tra due settimane ci sarà il Roland Garros. Mi concentrerò sul recupero e sull’arrivare al meglio al torneo”.

D: Ormai hai affrontato le giocatrici più forti del circuito. Come vivi il livello che hanno Sabalenka, Gauff e Swiatek, rispetto a te che sei un po’ dietro?
Elisabetta Cocciaretto: “Io ho affrontato tutte. Con caratteristiche diverse, ma spingono sempre. Non rallentano mai, anzi. Nei momenti importanti, quando sono sotto nel punteggio, accelerano e spingono ancora di più. Questa è la chiave, la loro consapevolezza. Non rallentano, non hanno paura. Vanno a prendersi il punto. E poi alzano il livello di concentrazione. Invece, noi che siamo un po’ indietro, magari ci perdiamo un po’ di più nell’emozione, nella paura di perdere.

Andrea Binotto, Ubitennis: Il tuo inizio di annata è stato incredibile. Poi, forse hai iniziato la stagione sul rosso non al meglio, ma qui a Roma hai vinto due belle partite. Sei numero 24 nella Race. Alla luce di tutto questo, cosa ti aspetti dal prossimo periodo e qual è l’obiettivo?
Elisabetta Cocciaretto: “E’ una cosa che mi ha detto prima anche il mio team: ‘Va bene che hai perso la partita, però devi essere fiera di te stessa a prescindere da tutto’. Me l’hanno detto perché ero abbastanza amareggiata. Ho comunque iniziato bene l’anno. Poi sì, potevo fare meglio e mi è arrivata una lesione quando ero 12 nella Race. Però vabbè, le cose vanno come devono andare. Io cercherò di migliorarmi, di dare il massimo. Non voglio pormi limiti. Ora punto al recupero, al Roland Garros e a godermela. E poi arriva l’erba, che è la parte di stagione che gradisco maggiormente. La stagione è ancora lunga, avoja (sorride, ndr). Siamo a maggio”.

D: Che emozioni ti porti via da Roma, al di là del tennis?
Elisabetta Cocciaretto: “Io penso che le persone che mi hanno tifato e supportato mi abbiano riconosciuto anche di più. A casa mi era capitato, essendo una delle poche atlete marchigiane di alto livello, che le persone mi riconoscessero. Ma anche qui a Roma e al Foro, quest’anno, sono spesso uscita e le persone mi riconoscevano. Era una cosa a cui non ero abituata. Gli altri anni non succedeva. Oggi poi sono entrata in campo con due bambini che non stanno molto bene. Il supervisor mi aveva detto di andare piano perché questi bambini non sono molto in forma. Quando sono andata lì da loro, mi è venuto il magone e li ho abbracciati. È giusto anche rendersi conto di quanto siamo fortunati, al di là di tutto. C’è gente che vive situazioni peggiori.

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