WTA Roma, Mertens: “Paolini? Non so come io abbia fatto. Ho cercato di metterle pressione”

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WTA Roma, Mertens: “Paolini? Non so come io abbia fatto. Ho cercato di metterle pressione”

Gli Internazionali BNL d’Italia portano bene a Elise Mertens. Prima del suo match di terzo turno contro Jasmine Paolini, l’ultima sua vittoria contro una top 10 era arrivata sempre al Foro Italico nel 2025. In quell’occasione sconfisse Jessica Pegula. In questa edizione, invece, l’attuale numero 22 al mondo ha rimontato la campionessa in carica. Annullati tre match point nel secondo set, Mertens è venuta a prendersi il successo al parziale decisivo dopo oltre due ore e quaranta minuti di gioco. Della vittoria, delle emozioni e di altri temi, la tennista belga ne ha parlato in zona mista con i giornalisti.

Mertens: “Paolini? Ho provato a metterle più pressione”

Non so come io abbia fatto. Ho cercato di rimanere aggrappata al match, nonostante i tre match point. Ho provato a metterle un po’ più di pressione e questa tattica ha dato i suoi frutti nel tie-break. Vinto quello, ho capito di avere buone chance nel terzo set. Sono sempre rimasta positiva e ho sempre tentato di rendere la partita dura e molto fisica. Entrambe, a un certo punto, mi sono resa conto che eravamo più stanche. Nonostante il pubblico supportasse lei, avvertivo comunque una buona energia in campo e una grande atmosfera”.

Il tennis continua a evolversi ed è bene rimanere al passo, provando a essere aggressive, indipendentemente dalla superficie. Tempo fa giocavo più in difesa. Ora, se vedo una palla attaccabile, la devo aggredire. La settimana scorsa ho perso 7-6 al terzo a Madrid (contro Karolina Pliskova, ndr). Sentivo che c’era bisogno di mettere qualcosa di più in campo. Contro Jasmine ci sono riuscita e sono stata ricompensata”.

Mertens: “Nei doppi cerco di tenere una mentalità aperta”

“Ho sempre giocato molti singoli, ma anche molti doppi, pure da junior. Lì nei 40-40 c’è il punto secco. Ti devi inventare qualcosa in quei momenti. Ho qualche trucco che mi permette di tenere una mentalità aperta in queste situazioni. A rete mi sento sicura, e questo è un buon punto dal quale partire”.

Mantenere l’impegno sia con il singolo che con il doppio è difficile, ha risposto Mertens alla mia domanda. “Almeno in questi tornei, nel singolare o un giorno di riposo tra un match e l’altro. Nei tornei di una settimana questo non accade. Si cerca anche di godersi il più possibile l’atmosfera. In questo caso, nel mio giorno libero dal singolare giocherò il doppio. Allo stesso tempo, cerco di ottimizzare al meglio le mie energie. In ogni caso, nel doppio c’è il punto secco sul 40-40 e il super tie-break al posto del terzo set. Difficilmente esce un match molto lungo. Ti aiuta però molto con servizio e risposta. Quindi, il doppio da una parte lo vedo un po’ come un allenamento, ma dall’altra quando sono in campo voglio sempre vincere. È un po’ un mix di queste due cose”.

Mertens: “Non utilizzo Chat GPT. Preferisco parlare con il mio cane”

Tutti sanno che gli scommettitori ci sono. Sul Centrale però non ne ho visti molti. Forse sarà perché bisogna comprare un altro biglietto se si vuole accedere a quel campo. Di questi tempi fa parte dello sport ormai. Poco fa ho guardato il mio Instagram e ho ricevuto centinaia di messaggi. Magari nei campi secondari tra la prima e la seconda di servizio alcuni fanno rumori. Specialmente i giovani. Se però oltrepassano la linea, è giusto andare dall’arbitro o dal supervisor e fare presente la situazione”.

E’ un po’ da pazzi cercare informazioni sulla tua prossima avversaria su Chat GPT. Personalmente, non sono molto sul telefono. Preferisco farlo alla vecchia maniera, guardando i video delle mie avversarie. In ogni caso, questo sarà il futuro. Non uso l’intelligenza artificiale. Parlo con il mio cane e mi faccio una passeggiata piuttosto. Non utilizzo molto la tecnologia”.

Non sempre mi rendo conto di ciò che sono riuscito a raggiungere in questo sport. A volte mi entusiasmo di più quando so di avere due giorni liberi a casa. Poi magari bisogna ripartire per un altro torneo, e non hai molto tempo per goderti le tue vittorie. Anche se è giusto celebrare un po’ i successi con famiglia e amici. Nella tua testa, però, sai che la stagione va da gennaio a novembre e bisogna sempre correre da una parte all’altra. Forse, quando finirò la carriera, mi siederò a riflettere su tutto ciò che ho raggiunto. Fino a che si gioca, però, si punta a vincere sempre di più.

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