Sinner-Zverev, la preview: Jannik e la stanchezza, può essere la volta buona per Sascha?

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Sinner-Zverev, la preview: Jannik e la stanchezza, può essere la volta buona per Sascha?

Zverev-Sinner, la classica semifinale da Master 1000, la costante dei quattro successi consecutivi di Jannik negli ultimi eventi di calibro appena inferiore alla galassia Slam, al Mutua Madrid Open viene promossa a sfida per il titolo. Del resto, l’asso italiano dopo Montecarlo ha ritrovato il primo scranno della classifica e la costante dedizione del tedesco lo hanno confermato prima scelta tra i sostituti del favorito numero due Carlos Alcaraz, come noto fermo per l’infortunio al polso destro.

La stanchezza di Sinner può avere un ruolo?

Giocare stanchi aiuta a miglioraredice il saggio Jannik Sinner, e quando pensi a come questo ragazzo sia diventato grande e giudizioso in fretta negli ultimi tre anni spesi tra la prima e la seconda posizione mondiale, ti accorgi che questa affermazione ha compiuto cinque anni lo scorso febbraio. Il campione azzurro la pronunciò infatti al termine della finale del Great Ocean Road Open, il torneo che precedette l’Australian Open.

Allora Sinner, numero 32 del mondo, uscì al turno d’esordio del primo Slam della stagione, cedendo al quinto set a Denis Shapovalov, ma il peso dell’affaticamento, ci si può scommettere al riguardo, ha oggi un ruolo diverso, infinitamente più dolce perché venato dalle certezze che progressivamente hanno confortato il campione altoatesino nel quinquennio successivo.

Il numero uno del computer arriva sempre in fondo in ogni torneo e anche domenica il Corriere della Sera ricorda come due giorni or sono Jan abbia ammesso di non sentirsi freschissimo. La condizione atletica può essere un ingrediente più importante che nelle passate edizioni della contesa italo-tedesca; Sinner non era sicuro di venire nella capitale iberica e l’assenza improvvisa del padrone di casa Alcaraz deve essere uno dei motivi che lo ha convinto a venire, nell’ottica di un possibile ambo Madrid-Roma che gli permetterebbe il career Master 1000, ovvero la collezione di tutte le corone di categoria, operazione riuscita solamente a Novak Djokovic.

I numeri della sfida: prima volta sulla terra in altura

I finalisti di domenica giungono al confronto numero 14, e il bilancio vede l’azzurro comandare per 9-4 dopo essere stato in ritardo per 1-4. Otto successi consecutivi, solo uno dei quali, peraltro, sulla terra rossa: l’ultimo, al Country Club monegasco. Madrid è un teatro inedito per questa sfida: Zverev ama le sue condizioni ambientali e vi ha vinto nel 2018 e 2021 (con Berrettini), per poi perdere nel 2022 una finale con Alcaraz pesantemente condizionata dalle fatiche tennistiche notturne dell’atleta di Amburgo, costretto a coricarsi molto tardi per due sere consecutive.

Sinner non ha mai dimostrato eccessiva confidenza con la Caja Magica, ma bisogna ricordare che dal 2023 in avanti ha partecipato unicamente nel 2024, uscendo negli ottavi di finale con Auger-Aliassime per walkover. L’azzurro, si sa, impara in fretta: nel corso del torneo ha lasciato per strada un set, nel match di prevedibile rodaggio con Beniamin Bonzi, e ha regolato in due partite la speranza di casa Rafael Jodar, match delicato come tutti quelli in cui un campione affermato deve fronteggiare un giovane cui tutti pronosticano un grande avvenire.

Insomma, un po’ stanco sì, ma le energie fisiche e nervose lo hanno ben sostenuto anche questa settimana, e in fondo Sascha dall’inizio dell’anno ha giocato due partite in più dell’azzurro… Zverev, comunque, dal canto suo sta correndo con determinazione: durante la settimana in Castiglia ha ceduto anch’egli un solo set, a Mensik, e per il resto ha dimostrato la sua voglia di rivincita controllando bene sia Cobolli, che lo aveva battuto a Monaco, che il giovane belga Blockx.

Le serie vincenti di Jannik

La serie vincente in corso di Sinner, 22-0, cui si aggiunge quella di 27-0 nei tornei 1000, con due soli set persi, sta autorizzando pronostici fortemente ottimistici nei confronti del numero uno del computer. Noi ci permettiamo di essere un tantino meno granitici nelle sicurezze, avendo riguardo sicuramente alla serietà della preparazione e alla fame di rivincita di Zverev ma anche alla totale e tanto celebrata dedizione al programma del nostro campione, che forse si è fatto ingolosire dalla prospettiva di vincere a Madrid spendendo meno energie di quante dovrebbero servire con Carlitos tra i partecipanti.

Se Jannik si aggiudicherà anche oggi l’ultimo scambio del match, il rilievo tecnico di questo successo sarà secondo noi superiore a quello dei precedenti; le insidie paiono infatti di diverso spessore. Ma il rosso altoatesino ha già dimostrato più volte il valore dei propri anticorpi.

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