Arabia Saudita, il grande tennis non esce dai radar: confermato il progetto del Masters 1000 dal 2028

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Arabia Saudita, il grande tennis non esce dai radar: confermato il progetto del Masters 1000 dal 2028

L’Arabia Saudita continua a voler giocare un ruolo di primo piano nel tennis internazionale. Nonostante i segnali di ridimensionamento arrivati di recente da altri settori dello sport, il progetto di un nuovo torneo ATP Masters 1000 nel Regno non sembra essere in discussione.

A ribadirlo è stata SURJ Sports Investment, società controllata dal Public Investment Fund, il fondo sovrano saudita, che ha confermato la volontà di inserire un evento di categoria 1000 nel calendario ATP a partire dal 2028.

La precisazione arriva in una fase in cui la politica sportiva saudita appare meno espansiva rispetto agli ultimi anni. Dopo una stagione caratterizzata da investimenti massicci e da operazioni ad alto impatto mediatico, Riyadh sembra ora orientata a una maggiore selettività. Il caso più evidente riguarda il golf: il PIF ha annunciato che interromperà il proprio sostegno economico a LIV Golf al termine della stagione 2026.

Un altro segnale è arrivato dal calcio, con la cessione del 70% dell’Al Hilal, uno dei club più rappresentativi della Saudi Pro League. Il tutto si inserisce nella nuova strategia quinquennale 2026-2030 del fondo sovrano, che punta ad attirare nuovi partner e a rendere più sostenibile la crescita degli investimenti.

Nel tennis, però, il discorso sembra diverso. Almeno sul fronte maschile.

Il piano per un nuovo Masters 1000

Il torneo ATP Masters 1000 in Arabia Saudita era stato annunciato come uno dei passaggi più ambiziosi della crescente presenza saudita nel tennis. La data indicata resta il 2028, anno in cui l’evento dovrebbe entrare ufficialmente nel calendario.

Il progetto, secondo SURJ Sports Investment, non è stato accantonato. Anzi, viene presentato come parte di una strategia di lungo periodo, non come un’operazione isolata o legata alla sola visibilità immediata.

Danny Townsend, amministratore delegato di SURJ Sports Investment, ha confermato al quotidiano The National che la società resta impegnata nello sviluppo di un tennis di alto livello in Arabia Saudita e nella realizzazione del futuro Masters 1000. Il messaggio è chiaro: il nuovo corso più prudente del PIF non dovrebbe coinvolgere il torneo ATP previsto tra due anni.

Resta, naturalmente, da capire quale sarà la collocazione del nuovo evento in un calendario già molto denso. L’ingresso di un altro Masters 1000 comporterebbe inevitabilmente modifiche agli equilibri esistenti, tra settimane disponibili, programmazione dei tornei già presenti e gestione del carico per i giocatori.

Addio a Next Gen ATP Finals e WTA Finals

La conferma del progetto ATP arriva però mentre gli eventi già organizzati in Arabia Saudita si preparano a lasciare il Paese. Le Next Gen ATP Finals di Gedda non proseguiranno fino alla scadenza originariamente prevista. Il torneo riservato ai migliori giovani del circuito maschile, che avrebbe dovuto restare in Arabia Saudita per cinque anni, si è fermato dopo tre edizioni.

Anche le WTA Finals sono destinate a cambiare sede. Il torneo di fine stagione del circuito femminile resterà a Riyadh fino al 2026, ultimo anno dell’accordo triennale firmato dalla WTA con la Federazione Tennis Saudita e il Ministero dello Sport. Dal 2027, invece, servirà una nuova sede.

Per la WTA si tratta di un passaggio delicato. L’esperienza saudita aveva garantito un montepremi senza precedenti: l’edizione 2025 ha messo in palio 15,5 milioni di dollari, mentre Elena Rybakina, vincitrice del torneo, ha incassato 5,235 milioni di dollari, cifra record per il tennis femminile. Tuttavia, il costo complessivo dell’operazione non si limita al prize money.

Secondo quanto emerso, da parte saudita avrebbe prevalso una valutazione di opportunità economica: continuare con le WTA Finals alle condizioni attuali non sarebbe stato considerato sufficientemente conveniente. La necessità di trovare una nuova sede arriva in un momento non semplice per il circuito. La recente uscita di scena di Portia Archer, che ha lasciato il ruolo di CEO dopo meno di due anni, ha aggiunto un ulteriore elemento di incertezza.

Un cambio di passo, non un passo indietro

La situazione saudita va quindi letta con attenzione. Il Regno non sembra voler abbandonare lo sport come strumento di investimento e posizionamento internazionale, ma appare intenzionato a scegliere con maggiore cura le operazioni da portare avanti. Meno espansione indiscriminata, più attenzione alla sostenibilità economica e al ritorno strategico.

In questo quadro, il tennis maschile continua a rappresentare un obiettivo prioritario. Il futuro Masters 1000 avrebbe un peso diverso rispetto agli eventi finora ospitati: non sarebbe una semplice tappa temporanea o una manifestazione di fine stagione trasferita in Arabia Saudita, ma un nuovo torneo strutturale del calendario ATP.

Per questo la conferma di SURJ Sports Investment assume un significato importante. Il ridimensionamento di alcune spese sportive non coincide, almeno per ora, con un disimpegno dal tennis. Piuttosto, suggerisce una nuova fase: meno eventi acquistati a ogni costo, più progetti selezionati con l’obiettivo di incidere stabilmente sugli equilibri dello sport globale.

Il punto interrogativo principale resta il calendario. L’arrivo di un nuovo Masters 1000 dal 2028 dovrà trovare spazio in una stagione già compressa, nella quale giocatori, tornei e organismi internazionali discutono da tempo della sostenibilità degli impegni. E individuare una collocazione consona nella stagione 2028 sarà ancora più complicato che in altri anni per due motivi.

Il problema olimpico

Innanzitutto il 2028 è un anno olimpico: le Olimpiadi di Los Angeles sono in programma dal 14 al 30 luglio, con il torneo di tennis che durerà 10 giorni a cavallo delle due settimane, da mercoledì 19 a venerdì 28 luglio, invece della tradizionale durata di 9 giorni da sabato a domenica. Quindi almeno sulla carta ci sarà una settimana in più da dedicare alle Olimpiadi, e i due Masters 1000 estivi di Canada e Cincinnati hanno già fatto sapere di voler mantenere il più possibile la formula allungata, quindi cercheranno di accaparrarsi 8-9 giorni ciascuno.

Il Ramadan

Tutto ciò comprimerà necessariamente l’intera stagione, come accade ciclicamente ogni quattro anni, ma una questione ancora più delicata da valutare è quella relativa al Ramadan, il nono mese del calendario islamico, tradizionalmente dedicato alla penitenza e al digiuno. Durante questo mese, nei paesi islamici le attività produttive sono molto rallentate, dato che i fedeli non possono mangiare o bere durante le ore diurne, e in generale l’atmosfera non è appropriata per eventi sportivi come un torneo di tennis.

Nel 2028 il periodo del Ramadan andrà dal 27-28 gennaio al 25 febbraio, e molti degli addetti ai lavori danno praticamente per scontato che il nuovo Masters 1000 arabo si disputerà in questo periodo, dopo l’Australian Open e prima del Sunshine Double.

È noto che il Mondiale di Formula 1 solitamente aggiusta la data dei Gran Premi nei Paesi del Medio Oriente per evitare il mese del Ramadan, che a causa dello sfasamento tra il calendario islamico e quello gregoriano retrocede di circa 10-12 giorni ogni anno.

Pare difficile pensare che gli organizzatori vorranno lanciare un evento di questa portata, dopo tutto quello che hanno fatto per ottenerlo, in un periodo così poco appropriato e sfavorevole alla partecipazione del pubblico.

Quo vadis tennis?

Uno slittamento del primo Masters 1000 arabo al 2029 risolverebbe entrambe le problematiche: nel 2029 non ci saranno le Olimpiadi, e il Ramadan sarà anticipato (15 gennaio-13 febbraio) lasciando una finestra di febbraio utile per lo svolgimento.

Ma la direzione, per il momento, è tracciata: l’Arabia Saudita vuole ancora entrare nel cuore del circuito ATP, anche se oltre alla data, manca ancora la definizione della località dove il torneo sarà disputato e, soprattutto, non è ancora stata posata una pietra dell’impianto che lo ospiterà.

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