Haddad Maia, che succede? “Non mi sono dimenticata come si gioca. Fonseca? Il tennis è una maratona”

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Haddad Maia, che succede? “Non mi sono dimenticata come si gioca. Fonseca? Il tennis è una maratona”

Beatriz Haddad Maia era la speranza del tennis brasiliano al femminile.
Nel 2023 si era affacciata in top 10 grazie ai grandi risultati ottenuti sulla terra battuta. La semifinale raggiunta al Roland Garros ha scandito il ritorno della bandiera del Brasile tra le migliori quattro giocatrici di uno Slam, 55 anni dopo Maria Bueno.

Tuttavia, la sua ascesa si è fermata sul più bello. Prima un infortunio alla schiena l’ha fermata agli ottavi di Wimbledon. Poi le difficoltà a confermare quanto di buono aveva fatto l’hanno allontanata dalle posizioni di luce.

Adesso Haddad Maia naviga lontano dalla top 50 – attualmente è al numero 69 – e, come ha raccontato a “Punto de break” , sta lavorando su se stessa per accettare questo nuovo status.
Beatriz ricomincia da Carlos Martinez, che da qualche settimana si siede sulla sua panchina per provare a darle la scossa di cui ha bisogno. Lei che di difficoltà ne ha affrontate parecchie, tra problemi fisici ricorrenti e, nel 2019, una squalifica per doping durata 10 mesi.

Haddad Maia :”Non mi sono dimenticata come si gioca a tennis, sto imparando a conoscermi”

Al Mutua Madrid Open, la brasiliana si è arresa al primo turno a Jessica Bouzas Maneiro, che le ha lasciato solamente due giochi. Ciononostante, si dice fiduciosa per questo nuovo capitolo della propria carriera.

Martinez ha chiuso la collaborazione con Lois Boisson per iniziare a lavorare con Haddad Maia. Quello che voglio è che mi facciano uscire dalla mia zona di comfort, che mi facciano fare cose che prima non facevo, che mi dicano la verità e mi parlino con onestà” confessa la ex top 10.
“Carlos lavora molto duramente; quello che mi colpisce di più è la passione che ha per il tennis. Sono arrivata alla sua accademia alle 08:00 del mattino ed era già in campo, e non è andato via fino alle 19:00. Un altro giorno è rimasto ad allenarsi per otto ore di fila, senza mangiare né bere: è capace persino di dimenticarsi di bere acqua (risate). Quando è in campo si dimentica dell’orologio”.

Nel 2026 Bia non ha ancora passato un turno di un tabellone principale WTA. I risultati negativi si riverberano sulla classifica, che si fa sempre più critica.

Il tennis non si dimentica, ma ci sono molte cose che accadono nella vita. In questo momento sto attraversando un processo molto personale: ho bisogno di conoscermi più a fondo, sia nelle cose che voglio, sia in quelle che ho vissuto e nei traumi che mi porto dietroammette Haddad, precisando che non si è dimenticata come si gioca a tennis. I giocatori e le giocatrici non sono robot e non vestono solamente il ruolo di atleti.

“Sono una persona molto appassionata nella vita di tutti i giorni, la mia energia è sempre oltre il 100%, e a volte devo persino abbassarla un po’ per non cadere nell’ansia. Tendo più a peccare per questo eccesso che per l’apatia. Ora mi trovo in una fase di conoscenza di me stessa: bisogna andare avanti giorno per giorno pensando che, in qualsiasi momento, tutto può girare a favore. Per questo è fondamentale restare positive”.

Tra la top 10 e la semifinale del Roland Garros: “Ho tanto amore e rispetto per ciò che ho fatto per me e il Brasile”

Beatriz Haddad Maia ricorda che, anche nei momenti di maggiore splendore tennistico, non è mai riuscita a scrollarsi di dosso le insicurezze che sono parte integrante della sua personalità.
Anche in quel periodo, pur vincendo molte partite e giocando diversi terzi set, non sono mai stata la persona più sicura. Ho sempre avuto i miei nervi, i miei dubbi, come tutti i giocatori”.

“Ora mi sento un po’ meno sicura: è la conseguenza del fatto di non arrivare da tante vittorie, soprattutto rispetto ai miei risultati degli anni passati” prosegue. “Oggi vedo la sconfitta in modo diverso, anche se so che ho bisogno della vittoria per ritrovare conferme: ho bisogno di vedermi presto vincere partite”.

Nonostante le sconfitte, la brasiliana cerca di mantenere l’equilibrio per vivere con serenità un momento complicato. E soprattutto per evitare di viziare i giudizi con paragoni che adesso sono fuoriluogo.
Non voglio confrontare il mio livello di tennis attuale con quello di prima; adesso la cosa più importante è essere pronta quando si presenteranno le opportunità”.

Nella mia testa conservavo tutto ciò che di buono ho ottenuto per me e per il mio Paese: tutte le porte che ho aperto, la creazione di nuovi tornei, l’emergere di più giocatori junior, l’aumento del supporto in tutta la struttura”. Perché prima che arrivasse Joao Fonseca a far uscire dal cassetto i sogni del Brasile, Haddad Maia era la trascinatrice del movimento carioca.

Credo di aver portato il tennis a un altro livello nel mio Paese, quindi provo molto orgoglio per tutto quello che ho fatto. Il tennis è così, è durissimo: se fosse facile, tutti sarebbero top 10. Dentro di me ho affetto e amore per tutta la mia storia, ma anche la voglia di tornare di nuovo in alto ammette la numero 69 WTA, precisando che l’obiettivo che la spinge a continuare è pensare di poter vincere uno Slam.

Haddad Maia: “Il tennis è una maratona, diamo tempo a Fonseca”

Una delle scelte riservate a questo spaccato di vita e carriera riguarda il tralasciare completamente i social network.
“È uno dei cambiamenti che sto facendo: utilizzo solo WhatsApp per parlare con la mia famiglia. Sono una persona che si preoccupa molto per gli altri, voglio sempre rispondere a tutti, ma è arrivato un momento in cui mi occupavo solo dell’esterno e non ascoltavo abbastanza quello che c’era dentro di me”.

Da quattro mesi Haddad Maia non apre Instagram. In questa fase di transizione ho deciso di puntare su un nuovo team e su una nuova vita. A tutte le persone a cui non ho risposto ai messaggi, voglio dire che è per una questione mia: ho bisogno di fare un passo avanti. Certo, i social network hanno anche i loro aspetti positivi, ma ora devo distrarmi meno ed essere più concentrata su ciò che voglio“.

E sulle pressioni della stampa brasiliana, Beatriz risponde che, grazie alla sua famiglia, è sempre riuscita a inquadrare nella giusta interpretazione ogni paragone, tra cui quello pesante con Maria Sharapova.
Sin dagli esordi, ha convissuto con il peso delle aspettative. L’approdo all’Accademia di Larri Passos è solo una tappa intermedia prima di sbarcare in Europa “perché il tennis era più sviluppato qui che in Sudamerica; mi dissero che, se fossi rimasta lì, sarei stata una tra tante e non avrei soddisfatto le aspettative di tutti i brasiliani. È una pressione diversa, ma la vedo più come un privilegio”.

Insieme a Maria Bueno, Guga Kuerten è stata la personalità più influente della racchetta carioca. Tre volte campione al Roland Garros e numero 1 del mondo, il pubblico brasiliano attende da molti anni il nuovo totem attorno al quale radunarsi.
Posso dire che il mio Paese ha più di 200 milioni di persone e ha una giocatrice tra le prime 100 del mondo: questo mi riempie di orgoglio. So di poter fare grandi cose, non sono ancora soddisfatta, voglio molto di più. Sarebbe molto ingiusto dire che non sono felice: so quanto lavorano duramente gli altri brasiliani e quanto sia difficile diventare una tennista professionista nascendo in Sudamerica”.

Le difficoltà del tennis sudamericano sono sempre più palesi. L’ampliamento della geografia tennistica a Paesi che non allevano giocatori, ma possono farsi largo con i soldi mina i tornei in quella zona di mondo. Uno sconvolgimento dei rapporti di forza che interessa le realtà storiche, ma meno solide finanziariamente.

Adesso i riflettori del tennis brasiliano sono tutti puntati su Fonseca, che sta portando avanti il suo processo di crescita con pazienza.
“Credo che la cosa più importante sia stare in un ambiente in cui può continuare a crescere e migliorare giorno dopo giorno. Sappiamo che il tennis non è una corsa di 100 metri, ma una maratona, quindi bisogna lavorare finché non arriva la ricompensa“.
Haddad Maia invita alla calma e a lasciare lavorare con pazienza il giovane connazionale. “Forse non arriverà a Madrid, né a Roma, né al Roland Garros. Forse neanche a Wimbledon, né a Toronto, né a Cincinnati… ma magari allo US Open”.

Bisogna avere pazienza: chi gioca a tennis conosce il talento che ha Joaochiosa.
La suggestione di vedere Beatriz Haddad Maia e Joao Fonseca in tabellone di doppio misto c’è. E la 29enne di San Paolo stuzzica gli entusiasmi, lasciando uno spiraglio per le Olimpiadi.

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