Gli spagnoli, orfani di Alcaraz, stanno scoprendo una nuova Rafa-mania, quella di Jodar. Visto che in quarti di finale ci potrebbe essere una sfida con Sinner…
… abbiamo deciso di proporvi un’analisi della sfida fra i due talenti emergenti del tennis contemporaneo, visto che Sinner e Alcaraz ormai non vendono più sogni, ma solide realtà.
Per iniziare ricordiamo che molti dei dati riportati sono derivati dalla piattaforma courtside, sviluppata da TennisViz su dati Tennis Data Innovation (TDI), la società di ATP che gestisce i dati hawkeye raccolti nei tornei.
Per un dettaglio di queste metriche – che ormai sono presentati normalmente anche da tennis TV nei riepiloghi di fine set e match – rimandiamo a un post esplicativo e alle spiegazioni ufficiali ATP.
Primo set – Jodar vince un set che non doveva vincere
La prima cosa che salta all’occhio e che magari in diretta non era così chiara è che Jodar è rimasto in partita a dispetto del fatto di essere stato sovrastato per buona parte del parziale.

Fonte: Analysis by TennisViz; Data provided by Tennis Data Innovations – Performance set 1
Joao per larghi tratti del parziale è stato il migliore in campo, salvo addormentarsi in quel fatidico quinto gioco dove un paio di seconde molli sono state fatali: one shot, one kill per il ragazzo di Madrid, in un set nel quale i due ragazzi si sono equamente spartiti il bottino di punti, 40 a testa. Se come spesso si dice i punti non si contano ma si pesano andiamo a vedere come li ha giocati Jodar.
Un Pressure Point è qualsiasi punto che porta a una palla break, la palla break stessa, e qualsiasi punto giocato in un tie-break.
Pressure Points = 0-30, 0-40, 15-30, 15-40, 30-30, 30-40, 40-40, 40-AD
Premesso che la definizione di punti importanti può benissimo coincidere con quella di pressure points vediamo come si è comportato lo spagnolo, se è stato all’altezza o meno.

Il ragazzo di Madrid nel primo set aveva una sola chance, rimanere aggrappato al proprio servizio. Si ci aggiungiamo che Rafa ha vinto un surreale 88% di punti sulla prima si capisce quanto sia riuscito a incidere quando il servizio riusciva a stare dentro.

Punti vinti sulla seconda di servizio – primo set
Viceversa difficile dire quanto spesso succeda, ma di solito ben poche volte si riesce a uscirne vincitori quando si vince solo il 35% di punti sulla propria seconda… Fonseca nel primo set era insomma riuscito a trovare il modo di sovrastarlo non appena partivano gli scambi. Ecco un altro aspetto interessante da notare: Fonseca è stato il migliore nello scambio, ma il suo atteggiamento è stato forse meno aggressivo del solito: tante risposte avevano come scopo quello di far partire lo scambio non di incidere, come si vede da questa distribuzione dei punti giocati sulla seconda da Jodar.

Fonte: Analysis by TennisViz; Data provided by Tennis Data Innovations – Second serve effectiveness Jodar, set 1
Il brasiliano puntava a far partire lo scambio di base. Che in sè e per sè manco è una cattiva idea, visto anche come evolvevano gli scambi. Tuttavia, anche alla luce delle dichiarazioni di Fonseca, c’era un aspetto mentale che ha giocato sicuramente la sua parte:
Era la prima volta che mi trovavo ad affrontare un avversario più giovane di me nel circuito ATP e questo mi ha generato nervosismo.
Sarebbe stato interessante sapere da Fonseca se fosse stato anche soddisfatto dal suo livello di aggresività, specie in risposta nel primo parziale.
Secondo set – Fonseca prende coraggio
Nel secondo parziale, Fonseca inizia il set tornando a giocare su ottimi livelli e quando lascia andare i colpi, specialmente il dritto, è oggettivamente uno spettacolo. Ma anche qua si nota come l’ansietta alla fine del parziale torni a fare capolino, con una performance che cala nuovamente. Stavolta però lo spagnolo non riesce ad approfittarne e il parziale prende la strada del sudamerica.

Fonte: Analysis by TennisViz; Data provided by Tennis Data Innovations – Performance set 2
Fonseca nel secondo set è semplicemente ingiocabile sulla propria battuta, lasciando per strada solo 5 punti sul proprio servizio. La tranquillità di portare a casa comodamente i punti dietro la propria battuta da al brasiliano la tranquillità per poter sfoderare un atteggiamento molto più propositivo in risposta: evidentissima la differenza con il primo set. Andiamo allora a rivedere lo stesso grafico, relativo alla performance di Jodar sulla seconda di servizio.

Fonte: Analysis by TennisViz; Data provided by Tennis Data Innovations – Second serve effectiveness Jodar, set 1 vs set 2 comparison
La maggior aggressività insomma ha pagato per il brasiliano, che però ha pagato il pessimo avvio di terzo set e da lì non è più riuscito a riprendersi, mentre Jodar nel set decisivo ha letteralmente spiccato il volo.

Fonte: Analysis by TennisViz; Data provided by Tennis Data Innovations – Performance rating set 2
Terzo set – la risposta di Jodar
Una partita che finisce con un 6-1 al terzo lascia quasi un po’ di amaro in bocca, una sorta di anticlimax, quando probabilmente tutti all’interno della caja magica di Madrid si aspettavano i fuochi d’artificio di un terzo parziale decisivo.
Di solito, quando un set di tennis finisce 6-1 le cronache diventano scarne e lapidarie. A meno di situazioni strane – nel calcio parlerebbe di partite con differenziali di expected goals invertiti – diventa difficile trovare una chiave di lettura. Tuttavia in questo caso specifico una cosa interessante la si può notare. Ovvero la performance in risposta di Jodar, assolutamente irreale. Una delle caretteristiche dello spagnolo in ricezione è quella di rifiutare la possibilità di concedere vantaggi agli avversari. La sua impostazione è quella di un’aggressività conclamata, meglio rischiare e buttare a rete la risposta senza far partire lo scambio, piuttosto che far partire il dibattito da una posizione di inferiorità dialettica.

Fonte: Analysis by TennisViz; Data provided by Tennis Data Innovations – First serve effectiveness Fonseca, set 1 vs set 3 comparison
Nel terzo parziale Jodar è salito in paradiso, con una performance sintetica che sfiorava la perfezione, pari a 9,6, contro una media ATP di 6,4.

Fonte: Analysis by TennisViz; Data provided by Tennis Data Innovations – Return rating set 2
Fonseca, dopo un secondo parziale nel quale è stato intoccabile al servizio si è trovato improvvisamente a dover affrontare una macchina sparapalle peggio del “drago” di Agassiana memoria. In tale contesto il crollo di Joao è stato fragoroso, incapace di porre rimedio. Concentrarsi sul dato in risposta poi ha un vantaggio: ci mostra che la performance in risposta sulla prima, un colpo in cui il battitore parte in vantaggio, dà una misura del potenziale puro di Jodar in questo fondamentale. La lezione che potrebbe trarre Sinner – se fosse un quarto da sogno con il giovane crack spagnolo – è che Jannik potrebbe sperimentare la stessa medicina che invece è solito somministrare ai suoi avversari, almeno a folate.
In conclusione vi invitiamo ad esporvi nei commenti: a fine 2026 chi arriva davanti nella race? Jodar o Fonseca? Chi scrive dice Jodar, testa esagerata per uno di soli 19 anni, ma dite la vostra.
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“Era la primera vez que me enfrentaba a un rival más joven que yo en el circuito ATP y eso me generó nerviosismo.