Challenger Cagliari: Berrettini fatica ma vince. Kypson ko dopo quasi tre ore

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Challenger Cagliari: Berrettini fatica ma vince. Kypson ko dopo quasi tre ore

Folle pomeriggio in quel di Cagliari al Sardegna Open, dove Stefano Travaglia si fa rimontare da Jesper de Jong e Matteo Berrettini trionfa dopo quasi 3 ore di incredibile battaglia con Kypson.

L’ex numero 6 del mondo ha sprecato la chance di chiudere il match col servizio nel secondo set, perdendolo poi al tiebreak e andando sotto di un break in avvio di terzo.
Merito a lui per non aver mai smesso di crederci, fra mille difficoltà e difficili emozioni.

Travaglia ci ha provato, ma non è bastato: vince il giocatore oggi più forte, in condizioni non facili fra vento e terra non perfetta.

Ora per Berrettini c’è la testa di serie numero 1, Mariano Navone: lo attende un’altra battaglia.

J. de Jong b. S. Travaglia (4)6-7 6-3 6-1
Sette break nei primi sette giochi, a favorire l’esperto azzurro: il pareggio, però, arriva nel decimo gioco.
Dopo gli otto giochi vinti dal giocatore in risposta in dieci giochi totali, gli ultimi prima del tiebreak sono entrambi tenuti a zero.
Nei sette decisivi quindici finali, Travaglia gioca meglio e concretizza due minibreak, chiudendo dopo un’ora e quattro minuti.
Solo quattro punti su quattordici vinti sulla seconda di servizio per de Jong, capace di infilare 15 vincenti e 25 gratuiti.

Al ritorno in campo, la trama cambia: il servizio guadagna valore, Travaglia annulla una palla break nel primo gioco, una nel terzo, e ne manca due in quello successivo.
Alla fine, però, l’azzurro è costretto a cedere al giovane olandese, che guadagna il vantaggio nel quinto gioco e lo raddoppia chiudendo il set nel nono.
Non bastano i 4 ace dell’azzurro, de Jong è bravo a diminuire drasticamente il conto degli errori non forzati e a trovare maggior tranquillità.

Il terzo set, ormai, è quasi pura formalità: break in apertura, raddoppiato immediatamente, e chiusura per sei giochi a uno al primo matchpoint.
Un vincente, quindici errori gratuiti, soltanto sei punti al servizio, due in risposta: statistiche a raccontare un Travaglia completamente uscito dalla partita dopo il secondo set.
Ora per l’olandese c’è Adrian Mannarino.

M. Berrettini b. P. Kypson 6-4 6-7(5) 7-6(5)

Matteo con qualche difficoltà, annulla tre palle break, e sale di livello punto dopo punto. Gestisce alla grande le seconde di servizio, ben colpisce da fondo e conquista lui il break di vantaggio alla primissima occasione.
L’americano in risposta non riesce più in alcun modo ad avvicinarsi, lascia la gestione dello scambio all’avversario e non trova la chiave di lettura sulle sempre perfette traiettorie in battuta dell’ex numero 6 del mondo.
L’azzurro chiude subito al primo set point, ritrovando un mezzo sorriso.

Nel secondo set l’andamento del match resta il medesimo: grande dominio del giocatore in battuta, con Berrettini sempre perfetto anche quando sprovvisto di prima.
Le prime occasioni del parziale arrivano proprio quando il tiebreak pareva già scritto: Matteo torna ad avere chance, 15-40. L’americano annulla la prima, ma l’italiano concretizza appena dopo: serve per la partita.
Proprio sul più bello, a Matteo sembra mancar fiato: al servizio si accartoccia su se stesso, smarrisce completamente la prima, commette un paio d’evitabili gratuiti, e alla fine al tiebreak è costretto ad arrivarci con le peggiori sensazioni possibili.
A sorpresa, è proprio l’italiano il primo a passare in vantaggio, ma un Kypson miracoloso trova un’improponibile passante stretto e ribalta tutto. L’errore di dritto dello statunitense rimette tutto on-serve, ma Berrettini spreca: pareggiato il conto dei set, si fa durissima.

Come prevedibile, l’inizio del terzo set è più che complicato: Matteo ora fatica tanto, apparentemente sempre meno esplosivo sui colpi a rimbalzo ed emotivamente abbattuto. L’ennesimo errore col dritto, concede il break in apertura a Kypson.
Matteo continua a sbagliare tantissimo dal lato destro, completamente incapace di impensierire l’avversario sul suo servizio.
Un po’ a sorpresa, Kypson si spegne improvvisamente: errore dopo errore, Berrettini riconquista il break.
Sul 5 pari, dopo game che avevan fatto ben sperare, lo statunitense torna a palla break: ace di berrettiniana fattura, infiniti punti di lotta a seguito, e tiebreak conquistato
Come nel tiebreak precedente, è Matteo il primo a conquistare un quindici di vantaggio, Kypson pareggia, ma sbaglia ancora: Berrettini a match point. Kypson si salva una volta, ma dopo quasi tre ore di folle battaglia Berrettini trionfa. Ora, tocca prepararsi a un’altra maratona con Navone.

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