Da Madrid, il nostro inviato
Jannik Sinner continua a dettare legge sul Manolo Santana. Dopo un inizio di torneo così così, contro Bonzi, ha stritolato nella seconda uscita Elmer Moller, e agli ottavi, ha impiegato meno di un’ora e trenta per mettere fuori dai giochi Cameron Norrie – numero 23 del mondo. Il numero uno del mondo ritorna ai quarti di finale del torneo madrileno, e a questo punto, per Jannik, c’è da attendere l’esito del match tra Vit Kopriva e Rafael Jodar, il nuovo idolo indiscusso del popolo iberico.
“Ogni giorno devi essere pronto per una battaglia”
“Le 20 vittorie consecutive? Sì, va bene, sono contento ma allo stesso tempo non ci penso troppo. Ogni giorno hai un avversario e cerchi semplicemente di giocare meglio di lui. Le condizioni variano a seconda dell’orario in cui giochi e degli avversari. Oggi era un mancino. Devi cambiare un paio di cose. Cerco di mettermi nella posizione migliore possibile per vincere il maggior numero di partite possibile e basta. Quindi, ovviamente, ogni giorno mentalmente devi essere pronto per una battaglia dura e una lotta dura ed è quello che sto cercando di fare”
“Alcaraz? Quando ci stringiamo la mano è come se nulla fosse successo”
“Ho sicuramente un ottimo rapporto di amicizia con Carlos e credo che questo mi aiuti anche ad avere un po’ di sostegno qui, e penso che valga in entrambi i sensi. Quando gioca in Italia, lui riceve un bel sostegno. Ovviamente, quando Carlos gioca contro un giocatore italiano in Italia, la gente tifa più per il giocatore italiano, molto probabilmente, e qui è lo stesso se gioco contro un giocatore spagnolo, ma so che non è una questione personale. Io e Carlos abbiamo una grande rivalità in campo. Ma ogni volta che ci stringiamo la mano è come se nulla fosse successo e penso che la gente lo capisca, ed è anche bello. È un bene per lo sport”
Sinner, il programma madrileno non è eccelso: “Andare in campo e giocare oltre mezzanotte…”
“Intendo dire che per me va bene qualsiasi orario, la città non ha importanza, ma ho sentito alcune persone parlare, sai, del calendario: io che gioco alle 11 e Jodar alle quattro. Penso che sia una buona cosa perché è difficile quando si programmano due partite a partire dalle otto. Non si può pensare che ogni partita duri un’ora e mezza e che alle 23 sia già finita. Quando Jodar ha giocato di notte era molto, molto tardi, è entrato in campo verso le 23 e ha finito verso l’1.15. Dal mio punto di vista è troppo tardi. Oggi era logico che io giocassi alle 11 e poi Jodar alle quattro perché anche lui ha bisogno di un po’ più di riposo. Ma ovunque mi mettano, per me va bene. Sono contento di giocare alle 11, come sono contento di giocare un po’ più tardi.
Dal mio punto di vista, è giusto che cambino le cose, perché anche per il nostro corpo e la nostra mente, andare in campo alle 23 e giocare a mezzanotte, oppure oltre mezzanotte… Non è facile, anche se hai un giorno libero, perchè poi hai la conferenza stampa, il recupero, il pasto, i trattamenti, sai che non vai a letto prima delle quattro o delle cinque e sai che questo incasina l’intera giornata successiva. Quindi penso che possiamo sicuramente fare di meglio da questo punto di vista”.
Occhi su Jodar, (possibile) prossimo avversario: “Sarebbe un bene affrontarlo”
“Sì, insomma, ho guardato tutta la partita, era in TV in hotel. Una partita di altissimo livello. Ma non sarà l’unica volta che ci affronteremo, questa è la mia sensazione. Penso che sia una cosa positiva. Anche per me personalmente, ammesso che lui vinca, sarebbe bene affrontarlo prima dei tornei più importanti in programma, Roma e poi Roland Garros. Qui le condizioni sono davvero uniche. Lui è di Madrid, quindi è molto abituato a queste condizioni. Ma allo stesso tempo spero di ricevere un ottimo feedback in vista dei tornei più importanti in arrivo. È un nuovo giocatore davvero entusiasmante. Un grande, grande talento. Vediamo cosa ci aspetta. Allo stesso tempo, oggi deve ancora vincere una partita. So che ogni partita è difficile. Kopriva ha battuto giocatori molto, molto tosti, tra cui anche Rublev. Insomma, è un avversario tosto, ma in ogni caso cercherò di essere il più pronto possibile”.
“Il torneo sta diventando sempre più importante. Stiamo cercando di alzare il livello”
“Com’è giocare sempre da stra-favorito? Non guardo all’esterno. Mentalmente so che tutte le giornate possono essere difficili. Anche oggi mi sono complicato la vita nel secondo set. Cerco di stare sempre calmo mentalmente e non dare nulla per scontato. Le partite si vincono ma si possono anche perdere in un attimo, soprattutto in questo momento dove sono forse un po’ più stanco, e faccio un po’ di fatica a mantenere il livello alto.
Il torneo sta diventando sempre più importante, dai quarti di finale in poi. Stiamo cercando di alzare il livello turno dopo turno, sento che posso alzare qualcosina. Nell’altro senso, qua è molto più difficile avere più controllo. Però mentalmente so che devo alzare il livello se voglio andare lontano in questo torneo. In questo momento sto cercando di avere più energie possibili per domani, fisicamente. Perché so che ho giocato tanto, ma sono contento mettermi in gioco. Mal che vada ho fatto un altro quarto di finale ‘1000 che non è un brutto risultato. Non avendo giocato l’anno scorso questi sono tutti punti extra, quindi non mi sto preoccupando”.
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