Madrid dà, Madrid toglie. Tyra Grant ha tagliato per la prima volta il traguardo del main draw di un masters 1000, ma al secondo turno, l’ingombrante nome di Sorana Cirstea – 1^ avversaria Top 50 sfidata in carriera – ha arrestato la corsa dell’azzurra, partita dal tabellone cadetto. Oltre duecento posizioni di differenza nel ranking, tra la romena e Tyra, che però ha già fatto capire al mondo che quella classifica sarà presto un vecchio ricordo. La rising star italiana si è ritrovata a combattere concretamente per la vittoria del secondo parziale, ma l’esperienza di Cirstea è uscita fuori nei momenti chiave, superando Grant al tiebreak e archiviando l’incontro.
“Contenta? Se non vinco il torneo, mai!”
Un’avventura straordinaria, anche se l’arci-competitiva Tyra – soddisfatta, ma non troppo – non la pensa allo stesso modo. La diciottenne pretende tantissimo da sé stessa, nonostante la giovanissima età, e anche dopo una sconfitta rimediata da una giocatrice navigata e di alta classifica come al romena, Grant storce comunque il naso: “Sono molto competitiva, quindi contenta… a meno che non vinca il torneo, mai! Vado via con tanta consapevolezza. Sicuramente ho un livello che chiaramente può stare benissimo in questo torneo. Lei è un’ottima giocatrice, nel primo set ha giocato veramente in modo impeccabile, e quindi vado via con la consapevolezza che posso giocare tranquillamente a questo livello e che ho un gioco aggressivo e che fa male a anche a giocatrici del genere, e che devo continuare a migliorare se voglio giocare questi tornei”
“Se avessi giocato qualche palla più lenta mi avrebbe schiacciato”
Un’impronta tennistica, quella di Tyra, molto “americana”. Gli anni passati negli stati uniti, a livello junior, si vedono eccome. Grant è una giocatrice che spinge tanto da fondo (e lo fa benissimo), ma le variazioni non fanno ancora parte del suo repertorio: “Penso che quello che fa la differenza nel mio gioco è il fatto che cerco sempre di dettare il punto all’inizio, di fare qualcosa, di spingere, soprattutto quando giochi con giocatrici in Top30, o con chi come gioca lei, una giocatrice che spinge tanto e che cerca di mettere pressione… penso che se mi fossi messa a giocare qualche palla un po’ più lenta, mi avrebbe schiacciato. Per dire, la palla del 5-4, in cui ho sbagliato un dritto lungo di poco, penso sia stata l’idea giusta. Se sono arrivata a quel punto è perché nel secondo set ho sempre spinto e ho cercato di fare qualcosa prima io di lei, comunque senza troppa fretta perché non penso di essere uscito dallo scambio in generale dalla partita. Tanti vincenti, ci sta fare qualche errore”
Da Madrid al Foro Italico, Grant: “Fa sempre piacere avere il pubblico a favore”
Il capitolo spagnolo si è appena concluso, ma Grant sbarcherà presto nella Città Eterna, dove troverà tutto il tifo e il calore del popolo tricolore: “Giocando da piccola, quando difendevo i colori americani, spesso avevo il tifo contro, perché sono cresciuta giocando in Europa, in Italia. All’estero avevo tanto tifo contro, ma a me fa piacere. Io trovo molto l’energia da me stessa, non sono una giocatrice che si gasa col pubblico mentre senza pubblico è piatta. Però fa sempre piacere avere il pubblico italiano a favore. Può aiutare anche a scoraggiare l’avversaria, dando carica a me. E comunque ho vissuto una bellissima esperienza a Roma l’anno scorso. Con queste partite, giocando a un ottimo livello mi può solo aiutare nelle prossime partite, quindi non vedo l’ora di arrivare a Roma”.
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