Becker a Madrid, tra Sinner e Alcaraz: un fenomeno e un artista

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Becker a Madrid, tra Sinner e Alcaraz: un fenomeno e un artista

Nell’intervista rilasciata al collega Filippo Maria Ricci de La Gazzetta dello Sport, (che potete leggere integralmente qui) Boris Becker ha tracciato un quadro chiarissimo del momento di Jannik Sinner, definendolo il migliore mai espresso finora dall’azzurro, citando anche Carlos Alcaraz. L’ex campione tedesco ha sottolineato come il Sunshine Double abbia un peso paragonabile a uno Slam, per difficoltĂ  e continuitĂ . Esaltando poi la naturale prosecuzione con il trionfo di Montecarlo, arrivato lasciando per strada un solo set. Becker ha evidenziato anche la spinta emotiva derivata dalla sconfitta contro Novak Djokovic a Melbourne, trasformata in carburante competitivo. PiĂč di tutto, perĂČ, lo colpisce l’umiltĂ  del numero uno del mondo, capace di prestazioni straordinarie senza mai bisogno di proclami.

Alcaraz tra crisi e libertĂ : il talento va lasciato respirare

Nel leggere il momento di Carlos Alcaraz, il tedesco ha individuato una dinamica quasi speculare rispetto a Sinner: quando uno accelera, l’altro tende a rallentare. Lo spagnolo, alle prese con una fase meno brillante e con cambiamenti nel team, resta comunque un punto di riferimento. Anche grazie al lavoro di Juan Carlos Ferrero, ritenuto tra i migliori tecnici del circuito. Il nodo, secondo Becker, Ăš tutto nella gestione del talento: Alcaraz Ăš un artista e ha bisogno di libertĂ , di spazio per esprimersi senza vincoli. Se messo nelle condizioni giuste, puĂČ tornare rapidamente al suo livello, con i tornei tra Roma e Parigi destinati a offrire le prime risposte concrete.

Dietro ai due fenomeni il vuoto: occasioni mancate e nuovi inseguitori

Il dominio condiviso da Sinner e Alcaraz negli ultimi mesi, sempre secondo Becker, racconta due verità possibili: la loro superiorità e, allo stesso tempo, le difficoltà del resto del circuito nel reggere il passo. Nemmeno ai tempi dei Big Three mancavano alternative credibili, mentre oggi l’unico ancora realmente competitivo resta Djokovic, nonostante l’età. Il caso di Alexander Zverev diventa emblematico: le occasioni ci sono state, ma non sono state sfruttate. Tra i possibili outsider Becker ha indicato Arthur Fils e Ben Shelton, oltre a diversi giovani in crescita, mentre su Lorenzo Musetti il giudizio resta legato alla tenuta fisica. Il quadro ù netto: due leader chiari, pochi inseguitori solidi e un gruppo ampio ancora alla ricerca di continuità.

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