Tegola Draper, salta Madrid e Roma: “Il recupero procede bene, spero nel Roland Garros”

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Tegola Draper, salta Madrid e Roma: “Il recupero procede bene, spero nel Roland Garros”

Non c’è pace per Jack Draper. Il talentuoso tennista britannico, che già aveva dato forfait per il Masters 1000 di Madrid (Mutua Madrid Open), ha alzato bandiera bianca anche in vista degli Internazionali BNL d’Italia, in programma dal 6 al 17 maggio prossimo. Il colpevole è ancora quel problema al tendine del ginocchio che lo sta tormentando in questa campagna primaverile, costringendolo ai box dopo aver disputato un solo match (incompiuto) sulla terra battuta a Barcellona.

Un calvario fisico: da Indian Wells allo stop forzato

I segnali d’allarme erano comparsi già a Indian Wells, dove Draper aveva mostrato un tennis scintillante – battendo persino Novak Djokovic – ma scendendo in campo con una vistosa fasciatura al ginocchio. A Barcellona, nel set decisivo contro Tomas Martin Etcheverry, il crollo: difficoltà di movimento evidenti e ritiro obbligato. Un infortunio al tendine del ginocchio mi impedisce di giocare a Madrid e a Roma, ha spiegato amaramente Draper, come riportato da BBC Sport.

Classifica in picchiata: l’incubo del ranking

Le conseguenze di questo stop sono pesantissime per il ranking del mancino di Sutton. Lo scorso anno, Draper aveva vissuto una stagione da sogno, confermando anche sulla terra battuta quanto di buono fatto con la vittoria a Indian Wells e raggiungendo la finale a Madrid (poi persa contro Casper Ruud) e i quarti di finale a Roma (dove si è dovuto arrendere a Carlos Alcaraz). Non potendo difendere quegli 850 punti, il britannico è destinato a scivolare fuori dalla top 70 mondiale, un distacco netto rispetto al suo best ranking di numero 4 del mondo toccato nel giugno 2025.

L’obiettivo Roland Garros e il piano di rientro

Nonostante la delusione, Draper prova a guardare il bicchiere mezzo pieno, puntando tutto sullo Slam parigino che inizierà il prossimo 24 maggio. Sempre ai microfoni di BBC Sport, ha dichiarato: “È sicuramente frustrante, ma sono grato che non si tratti di nulla di più grave. Il recupero sta procedendo bene e sono fiducioso di poter essere in forma per il Roland Garros. Non vedo l’ora di sfruttare questo slancio per migliorare ulteriormente”. In tal senso, resta viva l’ipotesi di un test a Ginevra o Amburgo la settimana precedente Parigi.

Un talento di cristallo: la cronologia degli infortuni

A conti fatti, purtroppo, la carriera di Draper somiglia sempre più a una sorta di bollettino medico. Dalla spalla che lo ha fermato per sei mesi nel 2023, ai problemi all’anca, fino alla contusione ossea al braccio sinistro che lo aveva limitato drasticamente dopo lo scorso Wimbledon. Ogni volta che sembrava pronto al definitivo salto di qualità, come dopo la vittoria del Masters 1000 di Indian Wells, il fisico gli ha presentato il conto, rendendo la sua ascesa un continuo stop-and-go frustrante per lui e per i tifosi.

La filosofia oltre il tennis: la “bolla” di Jack

Proprio durante uno dei suoi lunghi rientri, avvenuto in Coppa Davis lo scorso febbraio, Draper aveva offerto una riflessione matura sulla gestione mentale di questi momenti bui. “In questo periodo mi sono un po’ allontanato dal tennis”, aveva confessato a BBC Sport. “Il tennis è una bolla, e a volte ci si può distrarre pensando che sia l’unica cosa che conta nella vita. Quando ho delle pause, le sfrutto saggiamente per assicurarmi che, quando cercherò di tornare a giocare, sarò pronto a dare il massimo”.

Verso l’ombra della Tour Eiffel: una scommessa contro il tempo

Resta da capire se il fisico di questo talentuoso mancino saprà finalmente mettersi al passo con le sue ambizioni. Del resto, la “matematica del tennis” è un giudice severo: scivolare fuori dalle teste di serie significa esporsi ai capricci di un sorteggio che, all’ombra della Tour Eiffel, potrebbe rivelarsi particolarmente insidioso. Ma nello sport del diavolo, fortunatamente, non si gioca solo con la calcolatrice. Se è vero che i punti volano via come foglie al vento, è altrettanto vero che il talento non si smarrisce tra una fasciatura e l’altra. In fondo, l’eterna bellezza di questo sport risiede proprio nella capacità di rialzarsi quando il ranking (e la sfortuna) provano a metterti i bastoni tra le ruote. La parola passa ora alla terra rossa, l’unico tribunale che non ammette appelli, ma che sa ancora premiare chi non ha paura di sfidare la propria fragilità.

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