Sconfitta onorevole per Jodar, che nonostante la sconfitta si presenta ai microfoni della stampa; il ragazzo in Spagna comincia a farsi conoscere e c’è fame di Jodar.
DOMANDA: Cosa ti porti a casa da questa partita e da questa settimana?
JODAR: Sì, la verità è che sono molto contento del mio livello. Mi porto via molte cose positive. Credo che si debbano analizzare un po’ tutte le partite che ho giocato questa settimana, perché ci sono cose molto positive e molte cose da imparare, e questo vale anche al di là della partita stessa. Però vorrei anche lasciare un pensiero per qualcosa che va oltre il tennis, penso che ci siano cose molto, molto importanti oltre al tennis. Per questo voglio ricordare Antonio Martínez, scomparso ieri, leggenda del Club de Tenis Chamartín. Ci tenevo a menzionarlo perché è stato una leggenda del club, per me è stato un punto di riferimento fin da quando ero molto piccolo. Quindi è molto triste che sia venuto a mancare ieri.
DOMANDA: Ciao Rafa, complimenti per la partita, soprattutto per il primo set. Mi piacerebbe che ci analizzassi come hai vissuto questo match, cioè la conquista del primo set e poi il modo in cui la situazione si è complicata sempre di più.
JODAR: Sì, alla fine è stata una partita molto dura. Credo che anche lui abbia mostrato un grande livello e penso che si sia decisa per piccoli dettagli. Nel primo set ho avuto e sfruttato le palle break che ho avuto, mentre nel secondo e nel terzo set non le ho sfruttate. Ma alla fine sono piccoli dettagli a fare la differenza. Quello che bisogna fare è analizzare come sono stati giocati quel tipo di punti e imparare dagli errori.
DOMANDA: Si parla molto e bene di te dopo la vittoria in Marocco. Come stai vivendo queste ultime settimane? E poi, com’è stato sentire qui il pubblico che ti incitava con quel “Vamos, Rafa”, che ricorda tanto Rafa Nadal, e il fatto che ti si paragoni a miti o alla nuova speranza spagnola come Alcaraz?
JODAR: Sì, certo, so di aver iniziato la stagione sulla terra battuta in maniera piuttosto buona, ma io penso e dico sempre che devo seguire la mia strada. Alla fine credo che ognuno abbia il proprio percorso, la propria progressione, e il fatto che ora abbia vinto molte partite o che stia facendo molto bene non significa che arriverò così lontano come sono arrivati quel tipo di giocatori. Quindi alla fine quello che devo fare è concentrarmi un su me stesso, cercare di migliorare di settimana in settimana. Ci sarà un’altra opportunità, in un altro torneo, e restano ancora molti tornei in stagione. Bisogna cercare di affrontarli nel miglior modo possibile.
DOMANDA: Rafa, sei giovane, sei agli inizi, ma ovviamente l’esigenza è quasi massima in ogni torneo. Come gestisci la fatica mentale e anche quella fisica? Cominci a sentirla oppure riesci a controllarla bene?
JODAR: Bene, bene. So che sono tante partite e che quando fai bene nei tornei devi giocare molte partite in una settimana. Però credo che la settimana scorsa, in cui non ho giocato nessun torneo, mi abbia aiutato a recuperare energie sia fisicamente sia mentalmente. Quindi penso di avere molta voglia adesso di analizzare quello che ho fatto in questa settimana, voltare pagina e giocare la settimana prossima a Madrid.
DOMANDA: Oggi il campo Rafa Nadal era pieno in ogni ordine di posto. Ti hanno sostenuto dal primo all’ultimo punto. Non so se durante la partita riesci a goderti quel momento ed essere consapevole che fino a pochi mesi fa non eri nel circuito, che sei appena arrivato e che hai vissuto il tuo primo grande torneo in Spagna, nel tuo Paese, con il calore del pubblico. Riesci a godertelo oppure sei concentrato al cento per cento sulla partita?
JODAR: Sì, credo che alla fine si possano fare entrambe le cose. Prima di entrare in campo, una delle cose che mi ha detto mio padre e che io mi sono ripetuto da solo era che dovevo divertirmi. Alla fine, non so quante volte ti capiti di giocare una semifinale al Godó, per di più la prima volta che gioco qui, quindi questa era la priorità: godermela. E l’ho fatto al massimo, sia nel primo set, quando le cose andavano bene, sia nel secondo e nel terzo set, quando non sono andate altrettanto bene. Alla fine mi sono goduto molto il campo e questo è quello che mi porto via.
DOMANDA: Rafa, come hai finito la partita? Perché dopo l’ultimo break nel terzo set ti lamentavi un po’ della terra. Non so se tu abbia avuto qualcosa. Come stai?
JODAR: No, sto bene, sto bene. Alla fine è stata una partita molto impegnativa, ma niente. Come dico, quando giochi tante partite adesso bisogna recuperare bene e basta.
DOMANDA: Rafa, mi piacerebbe sapere che ricordo ti porterai via di questa settimana a Barcellona.
JODAR: Un ricordo molto bello. La verità è che è stato il mio primo torneo, il mio primo Conde de Godó. Alla fine credo che mi porterò via un ricordo molto bello di questa settimana. Però, come dico, è stata un’ottima settimana, ma bisogna continuare a fare le cose allo stesso modo, restando umili e lavorando duramente come ho fatto finora, fin da quando ero molto piccolo. E niente, continuare così, imparando dagli errori.
DOMANDA UBITENNIS: Innanzitutto, complimenti per il torneo, che è stato incredibile. Volevo chiederti: Fils è uno dei giocatori che colpisce con più effetto, con topspin molto carichi. Volevo chiederti se ti ha un po’ sorpreso questo tipo di palla, magari perché non ti eri mai confrontato con qualcosa del genere, e se forse la pesantezza di quel colpo ti ha un po’ penalizzato nel finale del match.
JODAR: Alla fine io sapevo come giocava. Ho impostato una partita che credo sia venuta abbastanza bene, però, come dicevo prima, si decide per piccoli dettagli. E alla fine credo di essere stato all’altezza contro un giocatore molto potente e che gioca molto bene su questa superficie e anche sulle altre. Quindi mi tengo questo, il fatto di essere riuscito a tenergli testa, a un giocatore che era lì con quel livello. E questo mi dà motivazione per continuare a lavorare allo stesso modo.
DOMANDA: Rafa, credi che la maggiore esperienza di Fils sia stata ciò che ha fatto pendere la bilancia nel secondo e nel terzo set?
JODAR: Alla fine lui resta comunque un giocatore giovane, no? Credo che nemmeno lui abbia così tanta esperienza, anche se certamente ne ha più di me nel circuito, perché questo è il mio primo anno. Però non ti direi che ha vinto per l’esperienza, quanto piuttosto per i piccoli dettagli, per i punti importanti che questa volta sono andati dalla sua parte. E magari io non ho avuto molta fortuna oppure non ho saputo giocare bene quei punti. Però non ti direi che sia stato per l’esperienza. Come dico, adesso bisogna cercare di rivedere un po’ la partita, analizzarla, e la prossima volta, nella prossima partita, cercare di mettere in pratica quelle cose che non sono riuscito a fare altrettanto bene.
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