Isner sul prize money di Sinner a Miami: “È una follia, è ridicolo e assurdo”

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Isner sul prize money di Sinner a Miami: “È una follia, è ridicolo e assurdo”

Il prize money dei tornei dei circuiti maschile e femminile – da parecchio tempo a questa parte – è diventato uno dei temi più caldi nell’ambiente del tennis. Se ne parla sempre, si fa costantemente attenzione a questo aspetto nelle varie discussioni anche perché è una delle domande più frequenti nelle conferenze stampa dei grandi eventi. Ad esempio, nell’aprile 2025 i top 20 ATP e WTA hanno scritto una lettera agli Slam per chiedere molti più soldi di quanti ne guadagnassero in quel momento. L’idea era quella di organizzare un incontro per dibattere di questo aspetto nell’ottica di un aumento del montepremi di chi sta ai vertici.

Il tema è tornato d’attualità qualche giorno fa, quando nell’ultima puntata del ‘Nothing Major Show’, podcast di Sam Querrey, Steve Johnson, Jack Sock e John Isner, quest’ultimo ha sottolineato la disparità tra i suoi guadagni e quelli di Jannik Sinner. La discussione nasce da una sottolineatura di ‘Uncle Sam’ rispetto al carreer prize money di Carlos Alcaraz: Ha già guadagnato circa 65 milioni di dollari, ha appena superato Andy Murray ed è quarto nella classifica di tutti i tempi. Arriverà a 225 milioni di dollari nella sua carriera, o magari 250 o 300″. A quel punto prende la parola il big server statunitense, che sposta l’attenzione sul paragone tra quando ha guadagnato lui nel 2018 vincendo il Miami Open e quanto ha ottenuto l’attuale n. 1 del mondo con il successo contro Jiri Lehecka.

Isner: “A Miami ho guadagnato più soldi io nel 2018 che Sinner nel 2026. È una follia”

“Nei tornei Masters 1000, il premio in denaro per il vincitore è diminuito. Quando ho vinto a Miami nel 2018, ho guadagnato più soldi di quanti ne abbia guadagnati Sinner quest’anno nel 2026. Hanno distribuito il montepremi e il totale è maggiore. Ma la quota del vincitore nel 2026 è inferiore di circa 200.000 dollari rispetto al 2018. È una follia, è assurdo. Nessuno sport al mondo ha una situazione simile al momento. È ridicolo. I premi degli Slam invece sono aumentati tantissimo. E ogni volta si sente che c’è il record di biglietti a Montecarlo, il record di incassi a Indian Wells. È una follia”.

Come fa notare bene John Isner, per la verità il montepremi totale è cresciuto e – tra l’altro – questo discorso lo si può applicare alla maggior parte dei grandi tornei. Quello che invece non ha subito aumenti, e anzi in alcuni casi è anche diminuito, è stato il prize money del vincitore. La situazione, almeno per ora, rimarrà questa, ma è necessario un cambiamento per evitare queste anomalie.

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