La vittoria che mancava, su quella superficie che doveva essere casa per Alcaraz e che invece casa lo è stata per Sinner e non soltanto perché a Montecarlo ci vive, ma per come questa vittoria è arrivata, per come questo titolo è stato conquistato: “È stata una settimana incredibile, con grandi partite da parte mia”, racconta Jannik Sinner dopo il successo contro Carlos Alcaraz. “Sono molto, molto felice. Ho cercato di alzare il livello match dopo match, e credo di esserci riuscito. Vincere il primo grande titolo su questa superficie significa tanto per me”.
L’azzurro non nasconde una certa sorpresa, ma nella giusta direzione: “Sorprendente in senso positivo, sì. Sarebbe strano dire il contrario. Ogni giorno mi sveglio cercando di migliorare, di diventare un giocatore migliore, e qui abbiamo lavorato giorno dopo giorno per capire quale fosse il miglior modo di giocare contro ogni avversario”. Un percorso fatto anche di aggiustamenti continui: “Non ho giocato lo stesso tennis contro tutti, abbiamo cambiato piccole cose”.
E adesso, dopo la cavalcata nel Principato, è tempo di respirare: “Ho bisogno di un po’ di tempo per realizzare quello che è successo. Sarà bello prendersi qualche giorno di pausa, è stato tutto molto intenso nelle ultime settimane”.
La finale di Sinner: vento, tensione e dettagli
“È stata una partita strana”, spiega Sinner tornando sulla finale. “C’era molto vento, non faceva caldo e la palla rimbalzava meno. In generale condizioni non semplici”. In questo contesto, i dettagli hanno fatto la differenza: “Ho servito molto bene nei momenti importanti del primo set, nel tie-break sono stato molto preciso”.
Nel secondo parziale, invece, equilibrio e stanchezza: “È stato un po’ altalenante da entrambe le parti. Alla fine del torneo è normale sentire la fatica, c’era tensione per entrambi”. Ma il giudizio resta netto: “È stata una buona partita, sia da parte mia che sua”.
E lo sguardo è già proiettato avanti, dentro una rivalità destinata a crescere: “Ci sono sempre piccole cose in cui lui migliorerà per la prossima volta, e io devo farmi trovare pronto”.
Consapevolezza e prospettive da numero 1
Il successo di Montecarlo lascia in dote qualcosa di più di un trofeo: “Questa vittoria significa che sto facendo progressi importanti. Ho capito tante cose di me stesso e del mio gioco”. Un percorso che passa anche dall’adattamento: “Dopo Indian Wells e Miami non era facile arrivare qui, ma abbiamo preparato molto bene il torneo, affrontando giocatori diversi e mettendomi sempre alla prova”.
Poi uno sguardo al calendario: “Madrid sarà diverso come condizioni, dovremo farci trovare pronti soprattutto per Roma e Parigi”.
Non manca un pensiero personale da parte di Sinner: “Mia mamma non era qui perché non si sentiva bene, ha preferito restare a casa”. E uno più ampio, quasi identitario: “Essere italiano per me è molto bello, devi essere fortunato perché non puoi sceglierlo. Sentiamo sempre il tifo, siamo un bel gruppo di giocatori forti e ogni settimana qualcuno fa bene. Sono fiero di essere italiano”.
Infine, il numero 1 e la rivalità con Alcaraz: “Essere numero 1 è bellissimo, ma la cosa più importante resta lavorare nel modo giusto. Io e lui siamo vicinissimi, però contano i titoli e gli Slam: poi vedremo dove saremo”.
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