ATP Montecarlo, Berrettini: “Medvedev? Lui si è ritrovato, ma io sono carico”

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ATP Montecarlo, Berrettini: “Medvedev? Lui si è ritrovato, ma io sono carico”

dal nostro inviato a Montecarlo

Le parole di Matteo Berrettini dopo aver superato il primo turno di Montecarlo 2026: il giocatore italiano ha approfittato del ritiro dello spagnolo Bautista Agut dopo soli quattro game.

Una partita durata appena 21 minuti, il tempo di prendere ritmo e confermare sensazioni che, per Matteo Berrettini, contavano molto più del risultato in sé. Il romano supera il primo turno a Monte-Carlo grazie al ritiro di Roberto Bautista Agut ma lascia il campo con segnali incoraggianti.

“Sono entrato molto convinto, molto deciso, sapendo bene cosa fare. Già ieri avevo avuto buone sensazioni, ho sentito bene la palla e questo mi ha dato fiducia. Conosco bene Roberto, sapevo più o meno cosa aspettarmi, ma un conto è saperlo e un conto è riuscire a metterlo in pratica”. La soddisfazione per l’approccio si mescola però al dispiacere per un epilogo che Berrettini conosce fin troppo bene, ma questa volta vissuto dall’altra parte.
“Dispiace sempre quando un avversario deve ritirarsi, soprattutto così presto. Mi è capitato tante volte e so che non è una situazione bella. Sicuramente si rimetterà e ci saranno altre battaglie”.

Medvedev e la sfida che manca

Al secondo turno ci sarà Daniil Medvedev, un incrocio che stuzzica e che rappresenta anche una piccola ossessione sportiva: Berrettini non lo ha mai battuto.
“Mi aspetto una partita diversa da quelle che ho giocato finora, è anche tanto tempo che non lo affronto. È un giocatore che preferisce superfici più veloci, ma ha dimostrato di poter vincere anche sulla terra, come a Roma. Viene da una finale a Indian Wells, sta giocando a un livello altissimo. Sarà una partita molto dura, però ho tanta voglia di giocarla. Mi sento carico, mi sento bene e spero possa essere la prima vittoria contro di lui”.

“La mia palla è sempre rimasta pesante”

Se c’è un punto fermo nel percorso recente di Berrettini, tra stop e ripartenze, è la qualità dei colpi. Un patrimonio mai realmente smarrito, anche nei momenti più complicati. “Anche quando mi sono fermato per gli infortuni, la qualità della mia palla non è mai scesa. Me lo dicevano anche l’anno scorso: la tua palla è sempre pesante, sempre efficace. Da quel punto di vista non ho mai avuto dubbi. È la fiducia che ti permette poi di rendere il colpo più profondo, più incisivo. E poi fisicamente mi sento bene: mi muovo bene, mi sento leggero, pimpante. È un mix di fattori che spero possa portare risultati”.

Montecarlo e la terra delle sensazioni

Le prime sensazioni sul rosso monegasco sono positive, anche se fortemente legate alle condizioni atmosferiche. “È una superficie buona, la palla salta e mi piace. Non è extra lenta, però dipende tanto dal clima: oggi era fresco e coperto e la palla si sporcava di più, mentre nei giorni scorsi con il sole viaggiava molto di più. Sono uscito con un po’ di rabbia, ma una rabbia buona. Ho perso dopo tre ore di lotta, che è positivo dal punto di vista fisico. Certo, avrei potuto fare meglio, ma a volte le sconfitte aiutano a ripartire più forti. Mi sono allenato molto bene e ora penso solo a questo torneo”.

La chiusura è leggera, con una battuta che Berrettini sa cogliere con il solito sorriso e che gli ricorda che un compleanno importante è imminente: “La vita comincia a 30 anni? Ancora no, fatemi stare tranquillo per altri cinque o sei giorni…”.

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