ATP Montecarlo, Fonseca: “Sinner e Alcaraz giocano al massimo in ogni match, io ancora no”

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ATP Montecarlo, Fonseca: “Sinner e Alcaraz giocano al massimo in ogni match, io ancora no”

E’ una città piccola ma bellissima”, non è frequente riferirsi alla città del Principato per le sue dimensioni, almeno come primo aggettivo, ma per il raggiante Joao Fonseca da Rio de Janeiro tutto ciò lunedì risulta naturale. Il primo test sul rosso europeo al Rolex Monte Carlo Masters è andato bene e l’andamento del 6-2 6-3 di lunedì ai danni del canadese Gabriel Diallo gli consente di arrivare fresco al secondo appuntamento, con il francese Rinderknech.

Oggi sei stato molto solido e il tuo avversario ha dovuto giocare per lo più da fondocampo. In che modo la solidità del tuo tennis si è rivelata nel corso degli anni? Lo sei da prima di aver sviluppato i tuoi colpi o è venuto tutto dopo?
Fonseca: “La consistenza è venuta dopo, con il tempo. Sono nato tennisticamente sulla terra ma ho cercato sempre di vincere il punto colpendo forte, con il risultato che a volte arrivava il vincente e un’altra la pallina atterrava sui teloni. In seguito, ho imparato la pazienza necessaria sulla superficie rossa. La terra battuta mi ha dato questa qualità, è diversa dal duro ma io ci sto benissimo”.

In merito ai match di Indian Wells con Sinner e Miami con Alcaraz, molti hanno detto che sarai il terzo del gruppo, che sei vicino a loro, ma non così vicino. Come stai gestendo la faccenda? Ti preoccupa? Non ti interessa?
Fonseca: “In realtà non penso di essere ancora vicino. Sono state due partite belle e molto combattute, ma loro giocano sempre a quel livello, mentre io devo diventare più continuo. Devo lavorare duramente ma sono sulla via giusta. Credo” – continua – “che ognuno abbia i suoi tempi, e i miei verranno. Quindi devo continuare con il lavoro di tutti i giorni e con la mentalità più adatta, e le speranze diverranno realtà. Spero di giocare presto ancora con loro, però la gente deve capire che ho bisogno di tempo; voglio essere il numero uno ma per arrivare devo rimanere umile e lavorare sodo”.

Vorrei sapere come consideri un colpo in particolare, lo smash sopra la testa. Djokovic, che è un tennista completissimo, non sempre è a suo agio nell’esecuzione, e persino lui ci scherza su. Tu come lo vedi, difficile o facile? Tanti tuoi colleghi danno risposte differenti in merito.
Fonseca: “Non saprei, ci lavoriamo meno rispetto ad altri colpi. È considerata una soluzione facile, ma molto dipende dalla situazione di punteggio, che può metterti apprensione e magari farti sbagliare”.

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