Dai trionfi del Double Sunshine di Sinner a Monte Carlo per il primo “cambio gomme” della stagione

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Dai trionfi del Double Sunshine di Sinner a Monte Carlo per il primo “cambio gomme” della stagione

Articolo presentato da Yokohama, Official Tyre Partner dell’ATP Tour

Il circuito del tennis è un lungo viaggio che cambia pelle e superficie, stagione dopo stagione. L’anno inizia sotto il caldo cemento australiano, dove la temperatura del campo raggiunge anche i 70 gradi, e un mese dopo ci si sposta sul cemento americano, prima quello rugoso di Indian Wells e poi quello più liscio e veloce di Miami. Il Sunshine Double dove ha trionfato, senza perdere un solo set come non era mai riuscito a nessuno dei 7 grandi campioni della “doppietta” prima di lui, un fenomenale Jannik Sinner.

Ma dopo il primo quarto di stagione il Tour si sposta a Monte Carlo, sulla lenta terra battuta a due passi dal mare della Costa Azzurra: questo è il momento del primo vero “cambio gomme” della stagione. E lì Sinner medita il sorpasso, che pareva “mission impossible” a inizio anno.

Le gomme del tennis sono le suole delle scarpe: lì sotto i poderosi polpacci si cambia grip per scivolare quanto serve ma senza poter trascurare l’arte della “frenata”

Se sul duro si cerca la stabilità e la coordinazione quasi robotica per colpire la palla, sul rosso il segreto è saper gestire la perdita di aderenza, le piccole gibbosità, gli spostamenti imprevedibili, il ritmo che ora si può abbassare più che altrove, le strategie che devono modificarsi. 

È qui che entra in gioco il concetto di grip, un termine condiviso tra il mondo delle racchette e quello delle alte prestazioni automobilistiche di Yokohama, diventata partner d’eccellenza del torneo monegasco.

Sulla terra di Monte Carlo, il giocatore deve “scivolare” verso la palla, ma deve farlo con il controllo millimetrico di chi sa esattamente quando far terminare la frenata, per poi impattare e ripartire in accelerazione verso un’altra zona del campo. Senza la giusta trazione e un’elevata resistenza allo stress laterale, il rischio è quello di finire fuori giri (e fuori campo sulle balle di paglia). Proprio come un pneumatico ad alte prestazioni deve garantire aderenza sul bagnato o sull’asfalto più difficile, il tennista cerca nel rosso quella “presa” che permetta di trasformare una fase difensiva in un contrattacco fulminante.

Becker, Muster e il doppio fallo che ha scritto la storia

Per capire quanto Monte Carlo possa essere spietata, basta tornare al 1995. Boris Becker –  sei Slam, ex numero 1 del mondo, campione sull’erba e sul cemento – arriva in finale contro Thomas Muster con un tennis d’attacco che sembra impossibile su questa superficie. Arriva addirittura a un doppio match point nel quarto set. Ma invece di gestire, spinge sulla cloche e sceglie l’azzardo: una seconda di servizio a oltre 190 km/h, quasi la velocità di una prima. Doppio fallo! Muster, che aveva passato la notte precedente in ospedale per disidratazione e aveva lasciato il Country Club in barella dopo la semifinale, vince il tie break, poi dilaga 6-0 al quinto. Becker non vincerà mai un torneo sulla terra battuta, in tutta la sua carriera. La potenza, da sola, non basta.

Yokohama e il Principato: una partnership di rara eccellenza

Avrete già capito che non è un caso che Yokohama abbia scelto proprio Monte Carlo per consolidare il legame con il grande tennis. Il Principato, con i suoi tornanti famosi in tutto il mondo. la curva del Tabac, la chicane dopo il Tunnel,  e i campi atterrazzati del Country Club e a picco sul mare, è il palcoscenico naturale dove la tecnologia incontra la performance.

Mentre i campioni dell’ATP studiano il miglior modo per non “deragliare” sulla terra, la consapevolezza è una sola: la qualità del contatto con il terreno fa la differenza tra un trofeo sollevato e una sconfitta amara. Che si tratti di scarpe da tennis sulla terra battuta o di pneumatici sull’asfalto, la ricerca è la stessa: il massimo controllo nel momento del massimo sforzo. Sono i più piccoli dettagli che costruiscono un successo.

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