Ostapenko si apre: “Non cerco di essere come mi vorrebbero gli altri. E ora ho un obiettivo”

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Ostapenko si apre: “Non cerco di essere come mi vorrebbero gli altri. E ora ho un obiettivo”

L’intrattenimento è l’elemento cardine del quale si cibano quotidianamente gli spettatori di un qualsiasi evento. In Tv, al cinema, allo stadio, al teatro. L’evento sportivo in sé, però, a volte non è sufficiente per saziare l’irrefrenabile istinto animalesco dell’uomo. Sin dai tempi dell’antica Roma, in migliaia, riempivano gli anfiteatri per assistere ai violenti combattimenti tra i gladiatori. E tale concetto, traslato in epoca moderna all’interno degli impianti sportivi, conserva una radice del passato, anche se in maniera molto meno cruenta. Le rivalità del mondo sportivo aizzano le folle, bisognose di personaggi scomodi e imprevedibili che possano aggiungere un ingrediente piccante al semplice evento. E non è sadismo, è semplicemente un piacere insinuato nella mente umana sin dalla notte dei tempi.

Ostapenko, un vulcano di emozioni: “Se tengo tutto dentro, esplodo”

Il tennis ha sempre vantato la presenza di personaggi controversi che attirano l’attenzione del pubblico. Uno di questi è senz’altro Jelena Ostapenko. La giocatrice lettone ha toccato l’apice del successo a soli vent’anni, trionfando nel prestigiosissimo Slam del Roland Garros nel 2017. Un titolo così importante, arrivato all’alba della sua carriera, ha creato un’aspettativa enorme sulla tennista di Riga. Completa, talentuosa, ma incostante negli anni successivi. Ciò che contraddistingue particolarmente l’ex numero 5 del ranking, è la sua attitudine in campo, che l’ha resa antipatica a molti. Pochi giorni fa, Jelena ha partecipato al podcast dell’Australian Open, dove ha svelato molto del suo carattere e del suo modus operandi, dentro e fuori dal campo: Mi comporto come mi viene naturale, sono così e non cerco di essere qualcuno che la gente vuole che io siarivela la lettone -. A volte può essere eccessivo, ma se tengo tutto dentro, esplodo”. La gestione delle emozioni, specialmente all’interno del rettangolo da gioco, può essere infernale per alcuni atleti. La pressione, i milioni di occhi puntati addosso, possono far uscire la parte peggiore, soprattutto in alcuni momenti di frustrazione.

“Se avessi vinto lo Slam da più grande…”

Recentemente, Penko si è accodata a una breve lista di colleghi (Fritz, Pegula, Dimitrov, Paolini, ecc..) per partecipare a un simpatico prank ideato da Tennis Tv a Indian Wells, nel quale gli atleti si camuffavano fingendo di essere degli addetti ai lavori, mischiandosi col pubblico. Mossa astuta quella di scegliere la lettone per uno sketch del genere, così da umanizzare e “addolcire” una figura così controversa come quella della lettone. Durante l’intervista al podcast dell’AO, Jelena ha confessato di aver convissuto col grande peso delle aspettative dopo quel lampo Slam, poi diventato quasi un fardello: “Se avessi vinto un torneo del Grande Slam quando ero un po’ più grande, avrei gestito meglio la situazione. È stato tanto tempo fa, è un grande risultato, ma voglio vivere nel presente. Vengo da un piccolo Paese e l’attenzione che ricevi quando torni a casa è enorme”.

“Il tennis è per il 70 o 75% mentale”

Sono passati quasi 9 anni da quel trionfo parigino. E Penko, adesso ventottenne, vuole ridare linfa e vigore a questa fase della sua carriera: “Voglio tornare nella Top 10 ed essere più costante nei tornei più importanti. Ora sono più matura e credo di poter fare meglio”. Poi chiude, aggiungendo un paio di dettagli fondamentali: “Il tennis è per il 70 o 75% mentale, tutto sta nella testa. Puoi giocare in modo incredibile in allenamento e poi non vincere le partite”.

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