ATP Montecarlo: Sinner giocherà in doppio con Bergs. E in singolare cosa deciderà di fare?

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ATP Montecarlo: Sinner giocherà in doppio con Bergs. E in singolare cosa deciderà di fare?

Jannik Sinner, dalla Florida a Montecarlo?

Quando gli occhi del mondo tennistico sono rivolti in via esclusiva su Miami, dove, dopo il trionfo di Aryna Sabalenka, potrebbe verificarsi per la prima volta in 10 anni il completamento del Sunshine Double sia a livello femminile che maschile, una parte della mente, seppur recondita, è già focalizzata sullo spaccato di stagione sul rosso.

Nello specifico, l’attenzione è tutta per gli impegni attorno ai quali i giocatori, soprattutto i top player, incentreranno la propria programmazione.
Il calendario tennistico vuole che a una sola settimana di distanza dalla finale del Miami Open, che segue praticamente senza soluzione di continuità Indian Wells, sia già tempo di spostarsi sulla terra battuta, con il primo Masters 1000 ‘rosso’.

Dopo un mese sul cemento statunitense – con due tornei da 12 giorni ciascuno – l’adattamento al mattone tritato deve avvenire per tutti in un batter d’occhio. La competizione nel Principato non è che la prima tappa di un vero tour de force: un Masters 1000 da una settimana, due con il tabellone a 96 giocatori e uno Slam in poco più di due mesi – a cui si devono aggiungere anche vari ATP 500 a cui i big difficilmente rinunciano.

Sinner e il doppio con Bergs a Montecarlo

Alla luce del groviglio di appuntamenti che attende giocatori e appassionati di tennis, è lecito pensare a una cernita da parte dei protagonisti.

Regolamento ATP alla mano, dei nove Masters 1000 l’unico non mandatory è proprio Montecarlo, al via il prossimo 5 aprile. La non obbligatorietà comporta l’assenza di penalità in termini di ranking – con uno 0 tra i 18 tornei conteggiati per stilare la classifica di fine anno.

Non è un caso, infatti, che molti abbiano già annunciato la propria assenza nel Principato di Monaco, tra cui Taylor Fritz, alle prese con un problema al ginocchio, Ben Shelton e il campione del 2013 e del 2015 Novak Djokovic.

Alcune speculazioni giornalistiche e non avrebbero individuato in Montecarlo il possibile torneo in cui Jannik Sinner può assentarsi. E le ragioni sono molteplici.

Tuttavia, una notizia sembra contraddire l’ipotesi già in partenza. Circola da giorni la voce che vorrebbe l’azzurro fare coppia in Costa Azzurra con Zizou Bergs per il tabellone di doppio. A confermarlo, in via del tutto ufficiosa, sono i repost che il padre del belga non si è risparmiato sui social.

Cosa farà Sinner in singolare?

Sinner non è nuovo ad avventure in doppio, neppure nei Masters 1000. Non ultima la divertente accoppiata con Reilly Opelka a Indian Wells – non la prima insieme allo statunitense, a dire la verità. Quindi il fatto che si sia iscritto alla specialità a Montecarlo non dovrebbe sorprendere.

A far riflettere è la decisione di cimentarsi nei due impegni appena una settimana dopo l’estenuante doppietta americana, che, comunque vada la finale con Jiri Leheckaqui il profilo del ceco – gli porta in dote 12 partite in 22 giorni. E perlopiù su una superficie differente, che necessita di qualche accorgimento e aggiustamento anche per un campione come Jannik.

Considerando il periodo assai risicato per adattarsi e i tanti match disputati in poche settimane, ci si era precipitati a pensare a una possibile posticipazione del debutto sulla terra per il numero 2 del mondo. Magari rimandando tutto a Madrid.

La doverosa premessa è che nessuno vuole sostituirsi a Jannik nel programmare la sua stagione. Solo lui sa cosa è meglio per se stesso. E ogni qualvolta che c’è stato bisogno di prendere decisioni ardue per la sua carriera non ha mai tremato, dimostrando di non soffrire i processi dell’opinione pubblica tennistica. Tanto il giudice ultimo è e rimane il campo.
Quindi dobbiamo attenerci alle comunicazioni ufficiali che arriveranno senz’altro presto. Prima c’è da pensare all’ennesima finale importante, un altro appuntamento con la storia.

Ciò detto, c’è una domanda che rimbalza: il doppio insieme a Zizou Bergs è un’ipoteca sulla presenza anche in singolare oppure una scelta strategica?

Montecarlo, un torneo che parla (anche) italiano

L’uscita prematura di Carlos Alcaraz da Miami ha riaperto prima del previsto la corsa alla vetta del ranking. Lo spagnolo potrebbe cedere lo scettro già a Montecarlo se Sinner doversi laurearsi re del Principato di Monaco, dato che l’attuale numero 1 deve difendere i 1000 punti del titolo, mentre l’azzurro nel 2025 non c’era per cause di forza maggiore.

Ovviamente tornare sul tetto del mondo tennistico non è un’ossessione tale da stravolgere una programmazione. I conti si fanno a lungo andare. Perché il vero obiettivo è, senza giri di parole, arrivare al 100% al Roland Garros per completare il Career Grand Slam.
Quindi, per quanto la motivazione di scalzare Alcaraz dalla prima posizione sia ghiotta, ogni scelta da qui a Parigi, la città del destino di Jannik, deve essere posta nell’ottica dello Slam rosso.

Può essere, comunque, che la presenza di Sinner in doppio non lo vincoli necessariamente a disputare anche il singolare.
Magari optare per giocare una disciplina nobile ma meno dispendiosa fisicamente può garantirgli la possibilità di fare il pieno del calore del pubblico, composto da molti italiani, pur senza scendere in campo da solo.
E anche gli sponsor ringrazierebbero.

Montecarlo è in un certo senso un torneo di casa per l’azzurro, ma non perché nel Principato ha la residenza, quanto per i numerosi connazionali che ogni anno si recano sugli spalti.

Sarebbe curioso vedere il quattro volte campione Slam cimentarsi solo in doppio, ma non certo impossibile. Sarebbe una scelta che accontenterebbe – quasi – tutti, a cominciare dagli organizzatori, e consentirebbe a Jannik di riprendersi dalle fatiche del Sunshine Double e, al contempo, di prepararsi adeguatamente per i successivi appuntamenti sulla terra battuta.

E Madrid?

Un’ultima considerazione in questo mare di congetture riguarda i campi su cui si svolgono i quattro big titles sul mattone tritato. Pur essendo collocato a ridosso dei Masters 1000 sul cemento, Montecarlo garantisce condizioni di gioco paragonabili a quelle del Roland Garros, a differenza di Madrid.
Non è da escludere, quindi, che l’analisi riguardi proprio questo. Con il dovuto memento che il ‘1000’ nella capitale iberica è obbligatorio.
Ciò che è certo è che l’azzurro non mancherà agli Internazionali d’Italia.

Parola a Sinner, adesso. Campione di tennis e di scelte coraggiose e, spesso, vincenti.

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