Il nome di Filippo Romano era da un po’ che girava e tutti mi parlavano bene di questo ragazzone di quasi 190 cm e 88 km di peso. Poi al Challenger di Cesenatico (dove tra l’altro ottenne la semifinale, fino ad allora fu il suo miglior risultato in carriera) abbiamo finalmente avuto modo di conversare un po’ proprio mentre Umberto Rianna (responsabile della Federazione per gli Over 18) ci stava raccontando belle cose di lui. E soprattutto mentre a coach Gipo Arbino brillavano gli occhi mentre ci raccontava del percorso che stavano facendo assieme. La finale conquistata al Challenger 75 di Cherbourg ci ha convinti definitivamente che fosse il caso di approfondire la conoscenza. Ci abbiamo parlato una mattina della scorsa settimana mentre al Circolo della Stampa di Torino usciva dal campo di allenamento, in preparazione della prossima trasferta al Challenger di Spalato.
Buongiorno Filippo, innanzitutto complimenti per il risultato ottenuto a Cherbourg. Com’è la tua routine in questi giorni?
Filippo Romano: “Beh, grazie per i complimenti. In questi giorni fondamentalmente sto cercando di recuperare un po’ di energie perché la settimana a Cherbourg è stata davvero impegnativa (5 match al terzo set…)”.
Però ricca di soddisfazioni…
Filippo Romano: “Finora è stata senza dubbio la miglior settimana della mia carriera”.
A conferma diremmo di un salto di qualità impressionante compiuto proprio negli ultimi mesi.
Filippo Romano: “Diciamo che in questa stagione ho sempre vinto contro quelli con cui dovevo farlo, evitando quelle sconfitte impreviste che ti mandano nei matti. Poi perdere con un 400 ATP ci sta perché è un mondo molto competitivo e le differenze tra un 300 e un 600 sono davvero minime. L’altra novità è che ora ho cominciato a vincere anche con gente di livello superiore. Ma so bene che un conto è vincerci ogni tanto, un altro farlo per tutta la settimana come mi è capitato in Francia”.
Tu sei nato ad Arcola nello spezzino, a pochi km da casa Musetti. Degli esordi di Musetti ormai sappiamo tutto, raccontami invece come tu ti sei avvicinato al tennis.
Filippo Romano: “Da piccolo piccolo giocavo a calcio, poi mio padre mi ha messo una racchetta in mano e me ne sono subito innamorato. Prima il tennis ha affiancato il calcio poi l’ha definitivamente sostituito. Fino a quando, sui 14 anni, ha cominciato a diventare un vero e proprio lavoro. Ad Arcola il mio primo vero maestro è stato Massimiliano Benedetti che mi ha seguito fino ai 14 anni”.
“Poi il circolo cominciava ad andarmi stretto perché un atleta professionista, o aspirante tale (ride, ndr), occupa troppo spazio in una piccola realtà come quella. Così a malincuore ho dovuto andare via e ho girato diversi circoli, inizialmente in Federazione, poi a Massa dove allenava Renzo Furlan, anche se in realtà io l’ho visto poco perché era sempre in giro con la Paolini. Poi sono andato a Spezia e finalmente, un anno fa, mi sono trasferito a Torino”.
Com’è stato l’incontro con Gipo Arbino, il tuo attuale coach?
Filippo Romano: “Inizialmente doveva essere solo un colloquio assieme ai miei vecchi maestri Guidotti e Sanna di Spezia. Poi si è velocemente trasformato in qualcos’altro”.
Adesso a Torino ti alleni al Circolo della Stampa?
Filippo Romano: “Sì e sono contentissimo. Mi garantiscono condizioni di allenamento ideali e il mio rapporto con il Direttore Tecnico Gennaro Colturo è veramente ottimo. La struttura è pazzesca e da un punto di vista umano a Torino mi sono ambientato benissimo, ho fatto amicizie ed è diventata la mia comfort zone”.
Gipo mi diceva che state lavorando soprattutto su diritto e mobilità.
Filippo Romano: “Vero, anche se in realtà il lavoro più importante è di carattere mentale: la voglia di soffrire e di stare in campo sono fondamentali se vuoi raggiungere certi livelli. Ovviamente lavoriamo pure sui colpi anche se siamo convinti che a livello tecnico sia già in grado di giocare ad un ottimo livello”.
A proposito di approccio mentale ho letto che tu sei una persona molto emotiva.
Filippo Romano: “Sì, fino a poco tempo fa l’avvicinarsi della partita mi metteva molta ansia, facendo evidentemente leva anche su insicurezze mie che vanno oltre il mondo del tennis. Comunque, dalla fine dello scorso anno sto lavorando tanto anche con uno psicologo proprio su questo. Adesso in campo mi sento molto più a mio agio e questo evidentemente sta facendo la differenza”.
Al Challenger di Cesenatico c’era Umberto Rianna (responsabile over 18 della Federazione) che ha speso belle parole su di te. Quali sono i tuoi rapporti con lui e con la struttura?
Filippo Romano: “Sono contentissimo di come sta lavorando la Federazione, soprattutto per le competenze che ci mette a disposizione. Poi coi grandi risultati dei nostri giocatori si è innescato un meccanismo virtuoso e i tecnici sono in grado di seguirci sempre meglio”.
A proposito degli ottimi risultati dei tuoi colleghi, per te è uno stimolo o ti mette ansia?
Filippo Romano: “Assolutamente una spinta motivazionale in più. Tra l’altro molti di loro li conosco bene e so che sono ottimi ragazzi e che si meritano tutto quello che stanno ottenendo”.
Chi di loro conosci meglio?
Filippo Romano: “Musetti e Sonego ovviamente, poi in diverse occasioni ho avuto modo di scambiare opinioni con Cobolli e Darderi”.
Ti ci sei anche allenato?
Filippo Romano: “Con Musetti e Sonego sicuramente. E anche con Cobolli parecchio tempo fa, ma ora loro stanno frequentando un circuito che non è ancora di mia competenza (ride, ndr)”.
Cosa ti aspetti dalla tua stagione?
Filippo Romano: “Spero che questo bell’inizio di stagione sia solo un inizio e non un punto d’arrivo. In ogni caso mi dà molta fiducia perché una finale Challenger non è da tutti e comunque certifica il fatto che ormai ho il livello e che altre ne potrò fare”.
Dove ti piacerebbe essere a fine stagione?
Filippo Romano: “Un obiettivo realistico potrebbe essere trovarsi in top300”.
O addirittura le qualificazioni degli AO, perché no?
Filippo Romano: “Sarebbe un sogno…ma andiamo con calma. La strada è lunga e c’è ancora tanto da lavorare. Al momento è più importante apprezzare il livello che ho raggiunto e i risultati vengono poi di conseguenza”.
La tua superfice preferita?
Filippo Romano: “A giudicare dai risultati sembrerebbe il cemento indoor ma in realtà io mi trovo molto bene anche sulla terra e soprattutto sull’erba, anche se in realtà ci ho giocato pochissimo. Solo nel 2023 a Wimbledon Juniores e i tornei di preparazione. Avevo giocato molto bene e fatto anche dei buoni risultati. Quest’anno potrei cercare di mettere in calendario qualche torneo sui prati”.
Amici nel circuito?
Filippo Romano: “Più o meno tutti i miei coetanei. In particolare Jacopo Vasamì che è una delle persone che sento di più fuori dal campo. Poi sono parecchio amico con Francesco Forti con cui sono cresciuto a Tirrenia. Lui e Francesco Maestrelli mi hanno aiutato tanto anche come formazione della persona. Francesco Forti in particolare è un po’ come se fosse un mio fratello maggiore”.
Forti che quest’anno ha festeggiato il titolo di campione italiano a squadre con Massa Lombarda.
Filippo Romano: “Sì, complimenti a loro…ma in questo modo stimoli un ricordo doloroso (ride, ndr). Infatti noi del Rungg perdemmo contro di loro dopo che io avevo portato il primo punto alla squadra. Mi ricordo che tu mi facesti qualche domanda e io ti risposi che non era ancora il momento di festeggiare. Purtroppo avevo ragione”.
Ti piace qualche altro sport?
Filippo Romano: “Zero, il calcio l’ho completamente abbandonato e non lo seguo per niente. E un po’ mi dispiace perché è un bell’argomento di conversazione da cui io sono inevitabilmente escluso. Per un periodo ho seguito il basket, ma adesso ho smesso. Gli altri sport al limite mi piacerebbe praticarli più che seguirli, ma ovviamente non ho tempo e quindi esiste solo il tennis”.
E il tennis ti piace anche guardarlo?
Filippo Romano: “Diciamo che ho iniziato, anche se per ora mi limito soprattutto a riguardare le mie partite o al limite quelle dei miei amici”.
Scuola?
Filippo Romano: “Ho fatto privatamente ‘Finanza e marketing’. La scuola pubblica l’ho frequentata fino alle medie poi, come capita anche a tanti altri, non ho avuto più tempo. Però sono arrivato al quinto anno anche se non sono riuscito a fare la maturità perché coincideva con il torneo di Wimbledon Juniores. E da lì è stato tutto un rimandare…devo darmi una svegliata”.
Hobby?
Filippo Romano: “Guardo tantissimi film per riempire i tempi morti durante le trasferte. Altrimenti dovrei sempre telefonare agli amici, soprattutto quelli che non sento da un po’. Poi mi piacciono molto le macchine e guidare. Metto la mia musica e guido, mi rilassa moltissimo. Anche se al momento è un hobby troppo costoso (ride, ndr)”.
Con Sinner avresti un buon argomento di conversazione.
Filippo Romano: “Sicuramente sì (ride, ndr), ma non solo con lui. Poi adesso in F1 il tuo concittadino (Kimi Antonelli, ndr) ha fatto un capolavoro, una cosa strabiliante”.
Riesci a fare anche un po’ di turismo?
Filippo Romano: “Dipende da dove si va. In una bella città ci provo sempre, ma è molto difficile perché giocando anche il doppio (una specialità in cui Filippo eccelle con due titoli Challenger e ben 17 ITF, ndr) ho sempre almeno una partita al giorno ed è difficile allontanarsi dal circolo”.
Hai già definito il tuo programma?
Filippo Romano: “Dopo Spalato (dove è stato eliminato al secondo turno dopo essere stato ancora costretto a partire dalle qualificazioni, ndr) sarò a Barletta e Monza. Nel caso non entrassi a Monza potrei andare a Santa Margherita di Pula”.
Ai Challenger di Cervia e Cattolica ci sarai?
Filippo Romano: “Penso di sì perché nei tornei in Romagna ho sempre giocato bene, tanto che comincio a pensare che sia una terra che mi porta bene”.
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