Medjedovic: “Prendete sul serio la parte mentale, ha un impatto su ciò che facciamo” [ESCLUSIVA]

0
2
Medjedovic: “Prendete sul serio la parte mentale, ha un impatto su ciò che facciamo” [ESCLUSIVA]

Pensavo che qui facesse più caldo…non so se sia peggio Napoli o Novi Pazar“, scherza Hamad Medjedovic prima dell’intervista, in una giornata caratterizzata da freddo e pioggia a Napoli. È un tipo tosto, uno che ha già dovuto ripartire più volte nella sua carriera nonostante non abbia neanche 23 anni. Problemi fisici, vittorie e sconfitte, discese in classifica, ma una certezza: il livello è alto, come impatto di palla, come tenuta fisica…e anche mentale.

Lì Medjedovic, che ha lasciato meno delle briciole a Muller in quel del Challenger di Napoli battendolo 6-2 6-2, ha dimostrato grande maturità. La maturità di uno che ha dovuto rialzarsi già una volta di troppo, che ha reso il tennis una professione prima ancora che una passione con tanto sacrificio. E che sa bene, quanto, soprattutto in giovane età, sia importante lavorare su sé stessi. Sulla propria salute mentale, prima ancora che su quella fisica. Con l’aria scanzonata, ma gentile, di uno a cui non è mai stato regalato nulla. E che, fisico permettendo, non dovremo attendere molto per vederlo in top 50.

D: Volevo chiederti del tuo rapporto con Djokovic. 

Medjedovic: “Novak è un modello. Non solo come tennista, ma per chiunque giochi in Serbia è qualcuno da imitare, da cui prendere ispirazione per avere successo come è accaduto a lui. Ha avuto una parte fondamentale nella mia carriera, mi ha aiutato ad essere dove sono oggi. Con un aiuto economico all’inizio, e poi anche da un punto di vista mentale, dandomi consigli e aiutandomi a preparare il tour. Ha avuto un ruolo importante nella mia vita“.

D: Stai giocando il tuo primo Challenger da gennaio 2025. Quanto è difficile tornare a giocare tornei di questo livello?
Medjedovic: “Non è facile dopo essere stato nei tornei più importanti. Certo i Challenger sono fantastici, adoro giocarli, ti rendono un giocatore migliore. Per arrivare sul circuito principale devi passare attraverso i Challenger. Non è facile perché il livello di chi gioca i Challenger è molto alto e c’è poco margine tra qui e l’ATP. Sono contento di star giocando bene ora. Fisicamente mi sento meglio“.

D: Hai un obiettivo preciso da raggiungere a livello di ranking?
Medjedovic
: “Onestamente no. Lo scorso anno ero ad una partita dalla top 50, non ho avuto un buon finale di stagione. Sono stato un po’ sfortunato, dovevo difendere molti punti all’inizio della stagione, ma ne ho perso la maggior parte, quindi ora posso solo costruire e sono felice di come mi sento ora“.

D: L’anno scorso hai parlato del tuo bisogno di lavorare sulla forza mentale. Puoi parlarne, anche per i giocatori più giovani?Medjedovic: “È qualcosa su cui sto ancora lavorando molto. E finché sei nello sport professionistico devi sempre lavorarci. Devi lavorare contemporaneamente sulla parte del tennis e quella mentale, sono importanti alla pari. Suggerisco a tutti di prenderla nella maniera più seria possibile quando si parla di allenarsi e curarsi da un punto di vista mentale. Perché è qualcosa che ha un impatto su quello che facciamo. Il tennis è 50% parte fisica e 50% parte mentale, quindi si ha bisogno di tenere queste due parti insieme“.

O que achou dessa notícia? Deixe um comentário abaixo e/ou compartilhe em suas redes sociais. Assim conseguiremos informar mais pessoas sobre o que acontece no mundo do tênis!

Esta notícia foi originalmente publicada em:
Fonte original