WTA Miami: Rybakina e Sabalenka avanti, Zheng si (ri)prende la scena

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WTA Miami: Rybakina e Sabalenka avanti, Zheng si (ri)prende la scena

Vittorie attese. Potremmo così definire il quadro dei risultati del terzo turno del tabellone femminile disputatosi nella serata/notte di Miami: vincono come da pronostico Rybakina e Sabalenka, torna finalmente alla vittoria Zheng che supera, Madison Keys. L’infortunio al gomito della campionessa olimpica sembra essere superato.

Rybakina, solidità senza fronzoli

Rybakina b. Kostyuk 6-3 6-4

Elena Rybakina supera Marta Kostyuk con una prestazione lineare, costruita sulla continuità al servizio e su una gestione lucida dei momenti chiave. Non è un match che vive di fiammate, ma di controllo progressivo.

Un solo break indirizza il primo set, nel quarto gioco, poi la kazaka si limita ad amministrare. Più complesso l’avvio del secondo, quando Kostyuk prova ad alzare la pressione, soprattutto sul secondo servizio. È lì che Rybakina alza il livello: più prime nei momenti delicati, nessuna concessione nei turni cruciali.

Il break sul 3-3 è il passaggio che chiude il discorso. Da quel momento, solo gestione: turni di battuta solidi e nessuna apertura. I numeri spiegano tutto: 84% di punti vinti con la prima, nove turni di servizio tenuti su nove e tre palle break annullate. Agli ottavi troverà Talia Gibson.

Zheng cambia marcia e firma la rimonta

Zheng b. Keys 4-6 6-2 6-4

È Qinwen Zheng a firmare la vittoria più significativa, rimontando Madison Keys al termine di una partita che cambia volto con il passare dei minuti. Un successo che pesa, perché segna il ritorno a pieno regime dopo l’infortunio al gomito.

L’avvio è in salita: Keys impone ritmo e profondità, Zheng fatica a reggere e non trova nemmeno una palla break nel primo set. Poi, però, qualcosa cambia. La cinese si abitua alla velocità degli scambi e inizia a incidere.

Nei due set successivi costruisce il successo con numeri netti: 31 vincenti totali, di cui 23 tra secondo e terzo set. Ma soprattutto domina i momenti chiave: 13 palle break create (4 convertite) e una resistenza difensiva impressionante, con 10 break point salvati su 11, inclusi tutti e nove nel secondo set.

È una vittoria di adattamento e tenuta mentale, oltre che di qualità. E ora arriva il test più alto: Aryna Sabalenka.

Sabalenka cresce alla distanza

Sabalenka b. McNally 6-4 6-2

Più complessa di quanto dica il punteggio la vittoria di Aryna Sabalenka contro Caty McNally. La numero uno del mondo impiega tempo per trovare ritmo, costretta a inseguire nelle prime fasi.

McNally parte meglio, strappa subito il servizio e prova a trascinare il match su scambi lunghi, togliendo campo alla bielorussa. Anche dopo il contro-break, Sabalenka fatica a imporre continuità e si ritrova spesso a gestire turni complicati.

La differenza arriva nei finali di set. Nel primo, il break decisivo sul 5-4 nasce da una sequenza di risposte aggressive; nel secondo, dopo l’equilibrio iniziale, lo strappo sul 4-2 indirizza definitivamente il match. È al ritorno che costruisce il successo, soprattutto contro la seconda di McNally.

Il 65% di punti vinti sulla seconda avversaria racconta la pressione costante esercitata, mentre il finale (16 degli ultimi 20 punti) certifica il divario emerso nei momenti decisivi. Agli ottavi, però, il livello si alza: sfida aperta con Qinwen Zheng.

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