Indian Wells, si riapre l’eterno dilemma sul doppio: meglio specialisti doc o singolaristi top?

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Indian Wells, si riapre l’eterno dilemma sul doppio: meglio specialisti doc o singolaristi top?

‘Specialisti o singolaristi, questo è il dilemma’: verrebbe da titolare così, dopo lo spunto che è arrivato dal torneo di doppio maschile del BNP Paribas Open 2026 di Indian Wells. Come capita raramente, infatti, nel primo appuntamento del Sunshine Double diversi top hanno deciso di cimentarsi nella specialità in coppia, riaprendo l’eterno e atavico dibattito se sia più forte l’una o l’altra categoria di tennisti. Sui campi in cemento della California abbiamo visto all’opera Jannik Sinner/Reilly Opelka, Novak Djokovic/Stefanos Tsitsipas e anche Alexander Zverev – solo per citarne alcuni – per cui cogliamo la palla al balzo per provare a darne una nostra lettura.

Con una premessa doverosa prima di andare avanti. Nel discorso in questione non facciamo riferimento al doppio femminile per un semplice fatto: tra le donne c’è quasi meno specializzazione soprattutto negli ultimi anni. Basti pensare al fatto che l’attuale n. 1 del ranking WTA, Aryna Sabalenka, è stata in testa alla classifica mondiale in questa specialità oltre a essersi laureata campionessa Slam. Lo stesso discorso si può fare per l’ormai ritirata Ashleigh Barty e – a livello leggermente inferiore nel complesso delle sue discipline – per Coco Gauff, Jessica Pegula, Jasmine Paolini e Barbora Krejcikova. Ma potremmo andare avanti a lungo.

ATP Indian Wells, le scelte dei singolaristi

Quando il torneo di Indian Wells ha pubblicato il tabellone del doppio maschile, c’è stato indubbiamente grande stupore da parte degli addetti ai lavori, soprattutto per alcune coppie, ancor prima della presenza di determinati singolaristi top. Con il forfait di Lorenzo Sonego era pressoché scontato che Jannik Sinner avrebbe scelto l’amico Reilly Opelka, così come lo stesso discorso può valere per Alexander Zverev con il ‘mentore’ Marcelo Melo. Idem come sopra per i cugini Arthur RinderknechValentin Vacherot, che si sono spinti fino alla finale, per i connazionali Karen KhachanovAndrey Rublev, Brandon NakashimaFrances Tiafoe e Alex de Minaur-John Peers (con tutte le differenze del caso).

Reilly Opelka e Jannik Sinner – Indian Wells 2026

Molta più curiosità hanno destato altri accoppiamenti che si sono visti sui campi del BNP Paribas Open 2026 di Indian Wells. In primis la coppia Novak DjokovicStefanos Tsitsipas, la cui unione può essere spiegata tramite il cambio della residenza di Nole da Belgrado ad Atene – con tanto di spostamento del torneo di proprietà familiare – il che rende i due ‘quasi connazionali’. Anche il sodalizio composto da Daniil Medvedev e Learner Tien è stato sorprendente in un primo momento, dati i precedenti tra i due in singolare, sebbene lo statunitense abbia poi spiegato la natura dell’aggregazione. E lo stesso discorso può essere fatto per Felix Auger-Aliassime e Sebastian Korda o Francisco Cerundolo e Luciano Darderi.

Un grande aiuto dal tabellone

Al di là di questo excursus sulle coppie presenti in California, arriviamo al dunque. Il titolo di doppio maschile al BNP Paribas Open 2026 di Indian Wells è stato conquistato da Manuel GuinardGuido Andreozzi – ai quali si potrebbe anche dedicare un approfondimento ad hoc per le loro storie – che in finale hanno battuto 7-6(3) 6-3 Arthur Rinderknech-Valentin Vacherot. E qui c’è da fare una prima riflessione. A parte il fatto che i due cugini non possono essere considerati dei top in singolare, o almeno non possiamo ritenerli ‘big in senso stretto’ in questo preciso discorso, la loro fortuna è stata quella di trovarsi in una zona di tabellone con tante coppie che rientrano nel nostro approfondimento, per cui era altissima la probabilità che una di queste arrivasse in fondo nel tabellone.

Valentin Vacherot e Arthur Rinderknech hanno battuto al primo turno Daniil Medvedev/Learner Tien, al secondo Novak Djokovic/Stefanos Tsitsipas e ai quarti Karen Khachanov/Andrey Rublev. La coppia russa a sua volta aveva superato Felix Auger-Aliassime/Sebastian Korda, vincenti all’esordio contro Alexander Zverev/Marcelo Melo. Questo primo elemento ci dà spiega come il ragionamento sul dilemma singolaristi top/doppisti doc vada prima di tutto tarato sul sorteggio. E in ogni caso è sempre necessario fare queste analisi con equilibrio, valutando l’intero tabellone e non fermandosi semplicemente al risultato finale.

ATP Indian Wells, l’atteggiamento dei singolaristi nei confronti del doppio

Un altro aspetto da tenere in considerazione è quanto sul serio i singolaristi abbiano preso il torneo di doppio. Spesso si è parlato – soprattutto nel muovere critiche contro il nuovo format del misto promosso dallo US Open – del fatto che i top lo considerino alla stregua di un allenamento e non si impegnino al massimo delle proprie potenzialità. Le scene che si sono viste al BNP Paribas Open 2026 di Indian Wells non vanno troppo lontane da questo concetto. Nel match tra Stefanos Tsitsipas/Novak Djokovic e Arthur Rinderknech/Valentin Vacherot, ad esempio, il francese si è messo a roteare la racchetta in aria per infastidire gli avversari, tanto che Nole ha richiesto al giudice di sedia l’hindrance. Il tutto tra le risate dei giocatori in campo.

Un altro episodio simile, lo si è avuto in un altro doppio tra singolaristi. Andrey Rublev colpisce male e la palla termina out, dopo essere passata sopra la testa di Sebastian Korda (che si abbassa cercando di evitarla). Il russo, in coppia con il connazionale Karen Khachanov chiede la review per il tocco dell’avversario, che nel frattempo se la ride con Felix Auger-Aliassime. In questa sede, ovviamente, non ci interessa entrare nei casi specifici e nei commi del regolamento, quanto far notare lo spirito messo in campo dai giocatori in questione.

Singolaristi top o doppisti doc? La domanda è un’altra!

Alla fine di tutto e considerate le analisi già proposte, però, è giusto provare a dare una risposta a quell’eterno dilemma di cui sopra. Il fatto che il titolo a Indian Wells lo abbiano conquistato due doppisti doc, che per altro non figurano tra le coppie più competitive del circuito, non depone assolutamente a favore dei singolaristi top. Che, allo stesso modo, in alcuni casi possono dire di aver estromesso dal tabellone sodalizi molto accreditati. La domanda da porsi, ancor prima di quella cui cerchiamo di rendere conto, è un’altra: vogliamo lo spettacolo o l’alto livello?

Se la risposta è la prima, è inevitabile che personaggi come Novak Djokovic, Andrey Rublev, ma anche gli stessi Alexander Zverev e Jannik Sinner – soprattutto se accoppiati con gli amici Marcelo Melo e Reilly Opelka – si prestino allo spettacolo. Detto che di tennisti ‘naif’ ne esistono anche tra i doppisti e basterebbe guardare questa specialità con un minimo di costanza in più per individuarli in fretta. L’alto livello, invece, non sempre è raggiungibile con i singolaristi top, anche perché tendenzialmente non sono a conoscenza di tutti gli schemi tattici che si adottano nella disciplina in questione. Insomma, tutto dipende dal prodotto che si vuole. Ma ci riserviamo di preferire in doppio chi lo fa di professione. A ognuno il suo.

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