Challenger: Cecchinato in finale in Rwanda, Bellucci sogna a Cap Cana

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Challenger: Cecchinato in finale in Rwanda, Bellucci sogna a Cap Cana

In Rwanda, sui campi in terra di Kigali, è arrivato alle curve finali il Challenger 100, col nostro Marco Cecchinato che conquista brillantemente la finale, prima battendo nei quarti lo slovacco Andrej Martin che si è arreso 7-6(7) 6-3 dimostrando però come non gli sia passata la voglia di lottare, anche se, a 36 anni compiuti, evidentemente non è più il giocatore che nel 2020 fu in top 100. Poi si è dedicato alla pratica Arthur Gea (n.161) che ieri si era preso la sua rivincita su Stefano Napolitano che sempre qui l’aveva battuto la scorsa settimana. Il Ceck ha vinto 6-3 6-4 al termine di un’ora e mezza di gioco in una partita disturbata a tratti dal forte vento che arrivava a folate sul bel campo centrale del ‘IPRC Kicukiro Ecology Tennis Club’. Domenica l’azzurro cercherà di mettere in bacheca il suo nono titolo Challenger affrontando il vincente dell’altra semifinale tra l’argentino Marco Trungelliti e il ceco Zdenek Kolar.

Il Challenger 175 di Cap Cana (cemento) era di gran lunga il più importante della settimana, con qualche spanna di vantaggio sul pari categoria in corso di svolgimento a Phoenix. Tra l’altro gli organizzatori del torneo, giunto alla seconda edizione, non nascondono la loro disponibilità finanziaria e di conseguenza le loro ambizioni di trasformare a breve la manifestazione in un evento ATP. Challenger o ATP che sia, il nostro Mattia Bellucci si sta facendo onore con uno straordinario percorso netto, la cui ultima perla è stata la vittoria nella tarda serata di venerdì contro il belga Raphael Collignon (n.77 e quarta testa di serie) col punteggio di 6-4 6-2 in un’ora e 26 minuti. L’azzurro ha ceduto un solo servizio e soprattutto è sembrato sempre in controllo, dimostrando come stia correggendo la sua immagine di geniale quanto discontinuo improvvisatore. Tempo fa il suo coach Fabio Chiappini ci diceva come il vero problema di Mattia fosse quello di riuscire a non limitarsi a sfruttare il suo talento (come era abituato a fare a livelli inferiori) ma di costruire delle trame di gioco. Siamo assolutamente convinti che nel momento che riuscisse a completare questa trasformazione non siano fuori dalla sua portata nemmeno i traguardi più ambiziosi. Intanto nella serata di sabato, seconda semifinale in programma, affronterà il 26enne australiano Adam Walton (n.91 ATP) e, a nostro modestissimo parere, giocherà da favorito.

Nel tradizionale Challenger 75 di Cherbourg (Categoria 75, cemento indoor) Filippo Romano, nativo di Sarzana (o come ha tenuto a precisarci di Arcola, paesino di 10.000 abitanti nell’entroterra spezzino) conferma uno stato di forma incredibile (in termini ciclistici si direbbe che non sente la catena) e ribadisce la propria superiorità sul 26enne francese Clement Tabur (n.190) con cui vantava un precedente positivo risalente allo scorso anno quando a Bagnoles de l’Orne vinse 6-4 2-0 rit. Ieri ha dovuto soffrire un po’ di più (6-3 3-6 6-3), ma è sembrato avere sempre la partita in pugno. Ogni volta che lo vediamo giocare notiamo enormi progressi, soprattutto su servizio e diritto che erano un po’ i suoi punti deboli, come ci confermava nel corso del Challenger di Cesenatico (dove pure raggiunse la semifinale) il suo coach Gipo Arbino cui brillavano gli occhi mentre parlava del suo pupillo. In semifinale affronterà l’austriaco Juij Rodionov (n.177) che teoricamente è favorito…

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