Domato con successo Cameron Norrie, nei quarti di finale del BNP Paribas Open 2026, Carlos Alcaraz si è fatto beffe di una delle bestie nere più meritevoli di tale appellativo, tra quelle affrontate nel corso delle sue stagioni tennistiche. Per lo spagnolo, quella contro il mancino britannico, è stata la duecentesima partita in carriera disputata sul cemento. La percentuale di vittorie corrisponde ad un irreale 79%, ovvero parliamo di 158 match vinti di cui 74 ai danni di Top 100 ed 84 a discapito di avversari classificati fuori dai primi cento del ranking. Questo primato del n°1 ATP, rappresenta il record assoluto tra i tennisti ancora in attività in relazione ai loro primi 200 incontri professionistici sul veloce.
Superato Djokovic, Sinner insegue a distanza ravvicinata
Allargando ulteriormente l’orizzonte riscontriamo come tutte le leggende degli ultimi trent’anni di tennis mondiale, abbiano bilanci inferiori in termini di vittorie conquistate. Compreso l’attuale rivale del murciano, Jannik Sinner: momentaneamente fermo a quota 154. Dunque a meno 4 dall’iberico anche se è chiaro che si tratti di un dato divenire visto che entrambi sono ben lontani dal ritiro. Ai piedi del podio contemporaneo troviamo Djokovic con 153 successi, infine medaglia di legno per Medvedev e le sue 142 affermazioni.
Leggenda tra le Leggende
Per trovare qualcuno che possa vantare un rendimento superiore a quello di Carlitos, bisogna tornare indietro fin quasi agli albori dell’Era Open. Complessivamente sono infatti soltanto 6 i tennisti che nella storia moderna del nostro sport hanno vinto più incontri sul cemento del sette volte campione Slam, all’interno del campione preso in esame sulle rispettive prime 200 sfide. A completamento dell’analisi e soprattutto affinché si evitasse che la casistica venisse infarcita di intrusi “storici”, ossia coloro che magari avessero ottenuto le loro conquiste in palcoscenici inferiori o comunque non di primo rango, i numeri presentati di seguito riguardano esclusivamente tennisti in grado di trionfare in un “minimo” di 6 prove Major. Insomma, Carlos leggenda tra le leggende. Difatti, ecco i fantastici SEI capaci di terminare la carriera con numeri migliori dello spagnolo: Connors 180, McEnroe 175, Lendl 172, Becker 171, Wilander 160, Edberg 159. Con il settimo miglior record di sempre, Alcaraz ha davanti a sé unicamente tennisti in pensione (rispetto ai quali a fine carriera avrà giocato un numero cospicuamente superiore di incontri, considerando come nelle epoche dei campioni citati il circuito mondiale fosse sensibilmente più corto). A 22 anni, Carlos ha comunque già sorpassato gente come Sampras (155), Agassi (152), Nadal (150) e Federer (145).
Alcaraz eguaglia Sampras, davanti solo Federer e Connors
Concentrandoci sempre sulle imprese compiute sul cemento ma allo stesso tempo focalizzandosi esclusivamente su veloce out-door, c’è un’altra statistica pregnante di significato con protagonista il campionissimo spagnolo. Grazie al successo su Norrie, il conto aperto di Alcaraz raggiunge quota 34. Sono 34 vittorie consecutive fatte registrare sul cemento all’aperto: nel computo fanno eccezione le partite vinte con il tetto chiuso allo US Open e in Australia, ufficialmente tornei out-door. Ultimo KO datato 22 marzo 2025 al primo turno di Miami per mano di Goffin. E’ la terza migliore striscia di sempre per imbattibilità su tale superficie e in queste specifiche condizioni, parimerito con quanto fece Pete Sampras nel 1994. Carlos e Pistol Pete coabitano all’ultimo gradino del podio. Meglio di loro Federer, che si piazza in seconda posizione con le 46 vittorie in fila ottenute a cavallo tra il 2005 e il 2006. Davanti a tutti però c’è ancora Jimbo Connors con 55 successi nel triennio 1973-1976.
Terzo alloro nel torneo per entrare nella Top 10 dei migliori inizi di stagione
Se tutto ciò non fosse già abbastanza, Carlos Alcaraz qualora alzasse al cielo californiano il trofeo di Indian Wells battendo perciò sia Medvedev in semifinale sia l’eventuale finalista che uscirà dal confronto tra Sinner e Zverev, farebbe il proprio ingresso nella Top Ten storica dei migliori avvii di stagione. Con 18 vittorie e 0 sconfitte, si piazzerebbe all’ottavo posto all-time in questa speciale classifica. In questo caso, il primato è semplicemente alieno ed appartiene allo spaziale inizio di 2011 di Novak Djokovic quando conobbe la sconfitta per la prima volta in stagione “soltanto” al quarantaduesimo incontro. Anche se, a detta dello stesso Nole lo spagnolo può farcela.
Parlando invece di punti ATP, Alcaraz eguagliando i quarti del 2025 è già certo che mal che vada non avrà perdite nel ranking. Anzi, qualora conquistasse la finale, 250 punti, e qualora vincesse il titolo, altri 600, taglierebbe per la prima volta in carriera la soglia dei 14.000 punti: adesso ne ha in cascina 13.550.
Come Nadal e Djokovic ma è il più giovane di sempre
Quinta semifinale consecutiva nel deserto della California per il n°1 al mondo, così come è riuscito in passato solamente ad altri due mostri sacri del tennis: Rafael Nadal e Novak Djokovic. Ma Carlos con i suoi 22 anni e 303 giorni, festeggerà il ventitreesimo compleanno il prossimo 5 maggio, è il più giovane nella storia del torneo a riuscirci.
O que achou dessa notícia? Deixe um comentário abaixo e/ou compartilhe em suas redes sociais. Assim conseguiremos informar mais pessoas sobre o que acontece no mundo do tênis!
Esta notícia foi originalmente publicada em:
Fonte original
