Federico Cinà, obiettivo per il 2026: “Qualificarmi per le Next Gen Finals”

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Federico Cinà, obiettivo per il 2026: “Qualificarmi per le Next Gen Finals”

Federico Cinà è reduce dal suo primo titolo ATP Challenger a Pune, in India. Una vittoria che sa di consacrazione, ma anche di liberazione, perché “Pallino”, il suo soprannome, ci è riuscito alla quarta finale Challenger dopo le tre perse nella scorsa stagione (a Creta, Tbilisi e Amburgo). Una finale, quella vinta contro il britannico Felix Gill, in cui ha salvato anche cinque match point. “Spero che questo sia solo il primo”, ha detto Federico dopo il titolo conquistato. Grazie alla vittoria, il giovane azzurro ha raggiunto il best ranking alla posizione numero 183 nella classifica ATP, diventando il secondo giocatore più giovane nella Top 200 dietro a Justin Engel.

Cinà è nato a Palermo da una coppia di tennisti, la madre Susanna, giocatrice livello ITF, e il padre-allenatore Francesco, ex numero 427 ATP e soprattutto ex coach di Roberta Vinci. Ecco, quel periodo in cui papà Francesco seguiva Roberta, Federico se lo ricorda bene, e ne ha recentemente parlato in un’intervista rilasciata al sito atptour.com.

All’epoca Cinà trascorreva 10 settimane all’anno viaggiando nei tornei più importanti, al seguito del padre e della giocatrice pugliese. Il ragazzo, ricorda di aver visitato gli Slam e i tornei 1000 di Indian Wells e Roma. “Ero davvero molto giovane e vedevo tutti i campioni vicino a me“, ha raccontato. “Così ho capito quanto fosse bello essere lì e giocare su quei campi. Me ne sono innamorato fin dall’inizio”.

Come in un cerchio che si chiude, oggi Cina è allenato proprio da suo padre Francesco. Il giovane conserva ricordi vividi di quei primi viaggi nel tour. Ricordo una volta a Wimbledon quando vidi Federer: rimasi tipo “Wow“, ha raccontato Cinà. “È anche un mio idolo“, ha aggiunto, dopo aver già indicato Novak Djokovic come suo idolo tennistico.

Durante il passaggio al tennis professionistico, alcuni giocatori hanno bisogno di tempo per adattarsi alla vita fatta di continui viaggi. Per lui invece è stato un passaggio quasi naturale, qualcosa di già codificato all’interno del suo DNA. “Quando ho iniziato a viaggiare, forse per la mia età non era normale. Ma io ho iniziato a viaggiare a cinque anni, quindi non ho mai avuto problemi”, ha spiegato. Mi è sempre piaciuto. Penso che viaggiare con mio padre mi abbia aiutato molto in questo”.

Soggetto a tutti questi stimoli, è stato per lui naturale approcciarsi precocemente al gioco con racchetta. Infatti, Cinà afferma di aver “sempre giocato a tennis”. Ha iniziato a un anno, con una racchetta in casa. Ma a 14 anni ha capito che quella sarebbe stata la sua strada, coltivando il sogno di diventare professionista. Si allenava due volte al giorno per 90 minuti, faceva preparazione fisica nel pomeriggio e riusciva comunque a dedicare tre ore al giorno alla scuola.

“Credo che a quell’età abbia davvero capito che volevo fare questo e concentrarmi sul tennis al 100%”, ha detto.

La scelta fu ovviamente delle più felici, perché il ragazzo si impone subito come uno dei talenti più cristallini del circuito giovanile e nel ranking under-16 di Tennis Europe. In quegli anni arriva anche una semifinale allo US Open Jr del 2023. Tornado al presente, Federico sta bruciando le tappe al fine di potersi sedere al tavolo con i più grandi: lo scorso anno ha ricevuto una wild card nei tornei ATP Masters 1000 di Miami e Madrid, conquistato poi una vittoria in entrambi i tabelloni.

Poi quest’anno, all’inizio di Marzo, arriva la vittoria a Pune, con la quale è diventato il quinto italiano più giovane a vincere il primo titolo Challenger, in una lista guidata, guarda caso, da Jannik Sinner, che ci riuscì a 17 anni e 6 mesi nel Challenger di Bergamo 2019. Seguono Stefano Pescosolido (17 anni e 10 mesi al Parioli nel 1989); Luca Nardi (18 anni e 5 mesi a Forlì nel 2022); Lorenzo Musetti (18 anni e 6 mesi a Forlì nel2020) e per l’appunto Federico Cinà (18 anni e 11 mesi a Pune nel 2026).

Cina, che compirà 19 anni il 30 marzo, ha come obbiettivo prefissato la qualificazione alle prossime Next Gen ATP Finals. “Voglio davvero qualificarmi”, ha affermato con convinzione. “Certo, siamo solo a marzo e manca ancora molto, ma l’obiettivo è finire l’anno tra i primi otto giocatori under 20, così potrò andare alle Next Gen Finals”.

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