WTA Indian Wells, il gran momento di Svitolina: “La pausa mi ha fatto rinascere”

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WTA Indian Wells, il gran momento di Svitolina: “La pausa mi ha fatto rinascere”

Inizio 2026 da incorniciare per Elina Svitolina. Batte Iga Swiatek e conquista la semifinale a Indian Wells. Non sconfiggeva la polacca dai quarti di finale 2023 di Wimbledon. L’ucraina ha sfoderato una prestazione molto convincente ed è riuscita a restare concentrata per tutta la gara. Un break nel terzo set ha fatto la differenza e regalato la sfida con Rybakina in semifinale a Indian Wells.

I traguardi di questo 2026 della n. 9 del mondo sono impressionanti: semifinale all’Australian Open, battuta da Sabalenka, finale a Dubai sconfitta da Jessica Pegula e ora la semifinale a Indian Wells. Per lei 19 successi e tre sconfitte: E’ stata una buona giornata per me e ho giocato davvero bene. Non direi che sia stata la partita perfetta, ma in un certo senso sono riuscita a restare nel match, a lottare e a trovare una soluzione dopo aver perso il secondo set. Sono sicuramente molto felice della prestazione complessiva”, ha dichiarato l’ucraina

D. Una vittoria enorme, sembrava che tu fossi partita molto aggressiva. Secondo la tua esperienza, è questo il modo in cui bisogna giocare contro Iga?

Elina Svitolina: “Non solo contro di lei, ma penso in generale che bisogna cercare di essere più aggressivi, provare a giocare i propri colpi. Non esiste un campione che aspetta semplicemente gli errori dell’avversario: devi davvero cercare di metterti nella posizione giusta per attaccare. Mi sentivo bene. Cercavo di aprire il campo e provare a prendere il vantaggio, perché Iga è una giocatrice molto aggressiva e si muove molto bene. Quindi se non cogli l’occasione al momento giusto, la prenderà lei”.

D. Come spieghi la tua intensità costante dall’inizio della stagione? Hai cambiato qualcosa durante la preparazione?

Elina Svitolina: Ho lavorato molto sul mio gioco e su alcuni aspetti tattici. Ho analizzato anche alcune statistiche delle partite: cosa funzionava e cosa non funzionava. Per me era importante vedere con i miei occhi i risultati. A volte le sensazioni e quello che vedi possono essere diversi. Per questo ho il mio team che mi fornisce tutte queste informazioni. Poi ho avuto il tempo di lavorare su alcune cose: il servizio, la risposta e in generale su tutto. Perché a questo livello altissimo sono proprio le piccole differenze, i piccoli aggiustamenti che funzionano e fanno la differenza tra essere costanti oppure avere solo qualche buona settimana ogni tanto”.

D. Nel terzo set mi è sembrato che tu abbia cambiato un po’ tattica. Hai provato a modificare qualcosa?

Elina Svitolina:Ho cercato sicuramente di essere più costante. Nel secondo set ho fatto qualche errore qua e là e non ho sfruttato bene le opportunità. Dovevo restare aggressiva. Non direi di aver cambiato qualcosa in modo drastico, ma ho provato davvero ad aprire il campo e a lavorare un po’ di più la palla. È molto rischioso colpire sempre piatto, quindi mettere un pò di rotazione qua e là per me è stato importante, per cercare di sfruttare le piccole occasioni che Iga mi ha concesso”.

D. Ripensando al lavoro fatto nell’off-season sui piccoli dettagli del tuo gioco, diresti che negli ultimi anni stai cercando sempre più modi per essere aggressiva? Come nasce questo processo? È il tuo allenatore che ti porta video e idee nuove oppure sono cose che senti già tu?

Elina Svitolina:Il mio allenatore mi porta i video e il materiale delle partite, e lavoriamo anche con il team delle statistiche che ci fornisce i dati. Poi analizziamo insieme gli aspetti che emergono. Per me è importante trovare quei piccoli margini in cui posso migliorare il mio gioco. Ovviamente sto giocando bene, ma voglio essere ancora più costante. Voglio anche riuscire a vincere alcune partite in modo più semplice. Sono proprio quei piccoli dettagli su cui vuoi migliorare. Questo lavoro mi ha aiutato a vedere il mio gioco in modo in maniera diverso. Alcune cose sono semplicemente “scattate”. Non ho cominciato l’anno al massimo della forma. Ho dovuto ritrovare il ritmo giocando ad Auckland e cercando di disputare qualche partita, perché non giocavo da circa tre mesi dopo aver chiuso la stagione a settembre. Penso che tutto sia arrivato gradualmente e ora vediamo i risultati. Ma voglio spingere ancora di più e fare ancora meglio”.

D. Hai parlato dei tre mesi di pausa, forse per sentirti più fresca fisicamente. È stato parte del tuo successo? Quest’anno sei a 19 vittorie e 3 sconfitte.

Elina Svitolina:Il tempo che mi sono presa, soprattutto a livello mentale, ha fatto la differenza. Ero sopraffatta e stanca, completamente svuotata. Forse mi mettevo anche troppa pressione addosso, ma con tutto quello che ho nella mia vita da gestire era comunque molto. A volte è importante prendersi del tempo. Nel mio caso mi ha aiutato a ricominciare da zero. Non ho giocato per un mese. Ho fatto lavoro fisico, fitness, migliorando piccole cose e la prevenzione degli infortuni. Poi ho ricominciato gradualmente con il lavoro specifico in campo e sono tornata ad allenarmi con il mio allenatore e il team”.

D. Come stai vivendo il fatto di vederlo affrontare l’ultima stagione di Gael? Dall’esterno sembra molto emozionante, con tanta attenzione su di lui. Ti dà una prospettiva diversa? Come lo stai vivendo?

Elina Svitolina:Per me il momento più difficile è stato quando me lo ha detto davvero. Lo seguivo già da quando faceva grandi partite all’inizio della sua carriera, e anche prima che stessimo insieme. Essere al suo fianco e vedere quello che sta vivendo è molto speciale. E’ emozionante vedere il modo in cui sta affrontando tutto questo. A volte può essere difficile ed emotivo per lui, e io cerco di esserci in ogni momento e di sostenerlo. Non credo ci sia molto altro che io possa fare: semplicemente esserci, parlare a volte, oppure restare in silenzio e lasciargli vivere questo ultimo anno”.

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