La prima tappa del ‘Sunshine Double’ continua a inebriarci di tennis sopraffino, di storie, di retroscena e di ritorni. Il rovente deserto della California ha inscenato duelli magnifici nel corso di questa settimana e mezza. Puntando i riflettori sui tanto attesi talenti dell’entry list del BNP Paribas Open, quali Joao Fonseca, Arthur Fils, Learner Tien e del rientrante Jack Draper, campione in carica di Indian Wells. Il britannico si è arreso a Daniil Medvedev nei quarti di finale, pagando, in termini di energie spese, una battaglia logorante con Nole Djokovic nel turno precedente, da quale era uscito vittorioso dopo due ore e trentacinque minuti al cardiopalma.
Un 2025 complicato
Il semifinalista dello US Open 2024 – ed ex numero 4 del mondo – è rimasto fermo ai box per 6 lunghi mesi a causa di un infortunio al gomito che l’ha costretto a saltare la tournée Nordamericana pre-Flushing Meadows, dove alzò bandiera bianca prima di mettere piede in campo per il match del 2° turno contro Bergs. La stagione 2025 del mancino di Sutton, dunque, termina ad agosto, con appuntamento all’anno successivo per il rientro. Jack ci va cauto, ha imparato a conoscere il suo corpo a menadito. Ed opta per una strategia conservativa, decidendo di dare forfait per il primo Slam dell’anno, in Australia: “Sono nelle fasi finali del processo di recupero – aveva dichiarato a fine dicembre – e tornare in campo in partite al meglio dei cinque set così presto non sembra una scelta intelligente per me e per il mio tennis in questo momento“.
Come biasimare un ragazzo di soli 24 anni, dotato di una dose sconfinata di talento, che ha già subito sin troppi stop fisici già dalla fase adolescenziale. Gli eccessivi infortuni annotati ai danni dell’inglese hanno fatto sì che attorno a Draper aleggiasse una nuvola d’incognite. Un tennis talmente violento e aggressivo – e spettacolare – da mettere a dura prova la struttura ossea del corpo. Anche se si tratta di un fisico statuario come quello di Jack.
Il parere degli esperti: “Draper rischia di avere una carriera breve”
L’alta predisposizione agli infortuni di Draper ha incuriosito persino Stephen Smith, uno dei massimi esperti mondiali di prevenzione degli infortuni in ambito sportivo. Il quale, senza mezze misure, ha dichiarato: “Nel caso di Draper si tratta di un evidente quadro di tensione ripetitiva. Il modo in cui ruota le articolazioni e l’impatto continuato sui suoi segmenti ossei derivano dalla combinazione tra servizio e diritto. È un gesto che, ripetuto così spesso, produce vere e proprie contusioni ossee, con tempi di recupero simili a quelli di una frattura”. E la visione futura dell’esperto Smith pare tutt’altro che ottimista: “Qualcosa nella sua gestione sta fallendo. Che sia una preparazione errata, un uso eccessivo della forza o una programmazione sbagliata, serve intervenire subito. Con il numero di infortuni che ha già accumulato alla sua età, Draper deve capire che così rischia una carriera molto breve”.
Un rientro incoraggiante. Anche se il ranking…
Saltata la trasferta australiana, il funambolo nato nel Sud di Londra ha dato il via al suo 2026 indossando la divisa della Gran Bretagna. Utilizzando la convocazione in Coppa Davis per testare il proprio livello. Il ritorno alle competizioni ufficiali si rivela un successo: Jack travolge il norvegese Durasovic in sessanta giri d’orologio, rifilandogli un doppio 6-2. L’ottima performance registrata a Oslo sembra suggerire un’apparizione imminente in un torneo ATP. Ma il classe 2001 sorprende tutti, rinunciando anche al tabellone di Rotterdam. A fine febbraio, però, Jack vola negli Emirati Arabi. E nel 500 di Dubai debutta con un incoraggiante 2-0 inflitto al francese Halys. Mentre, al secondo turno, viene sorpreso da Arthur Rinderknech, che lo tiene in campo per ben due ore e trenta, mettendolo k.o al terzo.
Draper vira così verso la California con la consapevolezza di esser tornato a regime fisicamente, ma di aver bisogno di ritrovare appieno il ritmo gara. Per l’appuntamento di Indian Wells, a lui tanto caro, l’ex numero 4 del ranking decide di rasarsi quasi del tutto i capelli. Quasi come un gesto simbolico che testimoni l’inizio di un nuovo capitolo. Jack ha bisogno di stimoli per un’avventura che pesa un macigno, tra dubbi di competitività, punti e titolo da difendere. Ma la California si dimostra ancora una volta magnanima col talento di Sutton. Che, dopo il brutto inizio con Roberto Bautista Agut, onora il suo percorso al BNP Paribas Open con tre ottime vittorie. Una su tutte, quella ottenuta ai danni di Djokovic.
Risultato pesante e prospettive
Una prova di forza, fisica e mentale per il ventiquattrenne, il quale non è riuscito ricaricare le pile per la sfida con Medvedev, arrendendosi in due set. Nonostante l’esiguo numero di partite disputate prima del ‘Sunshine Double’, Draper è riuscito a “salvare il salvabile” nel deserto, anche se i punti lasciati tra le vie del Tennis Paradise sono ben 800. Il ranking – che si aggiornerà, come di consueto, il prossimo lunedì – vede il britannico perdere 12 posizioni, passando provvisoriamente dalla 14^ alla 26^ piazza.
La primavera è ormai alle porte, e lo swing sul rosso europeo sarà cruciale per Draper, che ha 1050 punti da difendere tra Roma, Madrid e Parigi. Dopo Wimbledon, poi, sarà tutto in discesa per l’inglese. Che, alla luce dello stop dello scorso anno, potrà riguadagnare parecchio terreno in classifica nelle successive uscite, tra la stagione sull’erba e la tournée sul cemento nordamericano.
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