Una partita che resterà nella storia di Indian Wells: Jack Draper è riuscito a spuntarla su Novak Djokovic mostrando un livello di tennis molto alto, quasi pari a quello che il britannico aveva mostrato prima dell’infortunio. Una battaglia tennistica intensa in cui il campione in carica è andato a servire per il match sul 5-4 e poi è stato trascinato al tie-break dal serbo. L’ex n. 1 del mondo ha pagato a livello fisico lo scotto di una gara molto intensa. Draper ha sofferto in avvio, poi ha cominciato a entrare in partita. Ha pagato il fatto di essere stato a lungo fermo, ma poi ha saputo ribaltare l’inerzia della gara. Qualche ora per ricaricare le “batterie”, poi il britannico tornerà in campo per sfidare Daniil Medvedev apparso in grande stato di forma.
D. Jack, congratulazioni per questa vittoria molto combattuta. Puoi parlarci della partita?
Jack Draper: “E’ stata una partita folle. Penso che entrambi abbiamo dato tutto. Dal mio punto di vista credo di essere stato un po’ passivo all’inizio, mentre poi con il prosieguo del match sono riuscito a essere più aggressivo, a prendere il controllo degli scambi come piace a me. Ora sono semplicemente sopraffatto dall’emozione di aver battuto Novak, un tennista che ammiro e idolatro fin da quando ero bambino. Sono molto grato di aver vinto e di poter tornare in campo domani”.
D: Cosa hai pensato e come sei riuscito a resettare tutto dopo non essere riuscito a chiudere la partita al servizio sul 5-4 del terzo?
Jack Draper: “Quel game è andato via molto velocemente. Non è stato bello, per niente. Credo che in parte sia anche dovuto al fatto che sono stato fuori dal circuito per un po’. Servire per chiudere una partita contro un top player è già difficile, ma quando dall’altra parte c’è Novak lo è ancora di più, come dicevo prima: è qualcuno che guardo da quando ero bambino”.
“Quando sei abituato a chiudere le partite, soprattutto a questo livello, hai come riferimento le ultime gare o gli ultimi tornei. Io, invece, non avevo quel tipo di esperienza recente. Sono orgoglioso di come sono riuscito a riorganizzarmi. Ho giocato un buon game sul 6-5 al servizio e anche un buon tie-break. È qualcosa di cui posso essere fiero e sicuramente userò l’esperienza di quello che è successo sul 5-4 per il futuro”.
D: Cosa pensi di quel punto giocato sul 30 pari nel primo game del terzo set? È stato elettrizzante. Dopo quello scambio hai avuto la sensazione che potesse essere il momento giusto per prendere il controllo del set?
Jack Draper: “Penso sia stato un punto molto importante, perché non è facile fare quattro grandi scatti nello stesso scambio. Le smorzate che ho giocato erano buone, direi. Smorzata, lob… sembrava quasi una sessione di allenamento atletico dentro lo scambio, e la partita era già molto fisica a quel punto”.
“Ho sentito le conseguenze di quel punto e sapevo che nello scambio successivo avrei dovuto essere davvero molto solido per confermarlo. Credo che abbia dato il tono al set per me, anche se alla fine ho perso quel punto. Detto questo, con Novak non sai mai: lui torna sempre a pressarti. È stato molto divertente, con tanti punti di grande livello. Ho enorme rispetto per lui”.
D: Considerando tutte le variabili con cui arrivavi a questo torneo, quanto ti sorprende essere a questo livello di forma e pronto a giocare partite come queste?
Jack Draper: “Sono davvero orgoglioso di dove sono arrivato grazie al mio gioco. Dicevo al mio allenatore che penso di poter fare molto meglio, non tanto dal punto di vista tecnico, ma per quanto riguarda la mentalità in campo. L’anno scorso ho giocato tante partite e questo ti dà fiducia: sai cosa fare nei momenti importanti e come impegnarti nel tipo di tennis che vuoi giocare”.
“È difficile quando non giochi per un po’, soprattutto contro i migliori giocatori del mondo e ti fanno sentire a disagio. Sto ancora riscoprendo il mio gioco e la mia identità in partita. Match come questi sono importantissimi: sono quelli che poi riguardi e ti dici “ce l’ho fatta” e ti danno un’altra occasione per giocare il giorno dopo contro un altro top player. Anche se quella con Djokovic è una grande vittoria, è anche un piccolo passo nel mio percorso di recupero e nel tornare a essere il giocatore che voglio diventare”.
D: Con che approccio mentale sei entrato nel tie-break? E su quel punto sul 6-5, quando ti sei appoggiato al box degli asciugamani, stavi per vomitare? Ti girava la testa? Cosa stavi provando?
Jack Draper: “Nel tie-break ho cercato di essere coraggioso, di continuare a colpire la palla con una buona velocità. Sul punto del 6-5, la partita era già molto fisica, ma anche molto dispendiosa dal punto di vista emotivo. Quando giochi una partita così tirata succedono tante cose contemporaneamente. Credo di averla gestita molto bene fisicamente. Anche mentalmente è stancante, soprattutto se non lo fai da un po’ e devi riabituarti a tutte queste sensazioni. Sono orgoglioso del tie-break che ho giocato e di come sono rimasto lì a lottare. Penso di aver fatto un gran rovescio lungolinea sul 4-4, forse. C’è ancora molto da imparare e su cui crescere dopo una prestazione del genere”.
D: Cosa pensi del livello di Novak, considerando la fase della carriera in cui si trova e i suoi 38 anni? Com’è stato affrontarlo oggi?
Jack Draper: “Negli ultimi anni ha avuto qualche difficoltà a Indian Wells, forse non ha espresso il suo miglior livello di tennis qui, ma resta un agonista incredibile, uno che dà tutto in ogni partita. Quando sono stato lontano dal circuito non ho guardato molte partite di tennis, ma quando ha giocato lui l’ho guardato sempre e lo ammiro. Ha sempre qualcosa in più da tirare fuori nei momenti importanti”.
“È stata una partita dura e il fatto che giochi ancora così a 38 anni, dopo tutto quello che ha fatto nel tennis è incredibile. Penso che tutti gli siamo molto grati per essere ancora nel circuito e spero che continui a dare tutto. Per noi giovani è bello avere ancora qualcuno così grande da guardare come esempio. Ho un rispetto enorme per Novak. Vincere oggi contro di lui è qualcosa che faccio fatica a descrivere”.
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