Non è arrivata una vittoria, ma il divertimento per Jannik Sinner con Reilly Opelka non è mancato. Per chi era sugli spalti e per una volta anche per chi era in campo, libero dalla pressione di dover per forza vincere e con la possibilità di fare qualche sorriso o due chiacchiere in più al cambio campo. Anche di questo aveva bisogno l’azzurro, nell’unico grande torneo sul cemento che gli manca in bacheca e in cui non ha mai raggiunto, per un motivo o per l’altro, nemmeno la finale.
La partita con il grande amico Opelka, che vicino a lui fa sembrare piccolo Sinner nonostante i suoi 191 centimetri, è finita con un doppio 6-4 per Granollers/Zeballos, al contrario motivati più del solito per dimostrare che anche i doppisti puri possono vincere contro una coppia di singolaristi (specie se questi ultimi non hanno tutta questa voglia di vincere).
Sinner…intervistatore per Opelka!
“Mi sono divertito!”, ha raccontato Sinner a Sky Sport subito dopo la partita. “Siamo forse stati un po’ sfortunati nel secondo set, però Reilly per me è un grande amico, ci siamo divertiti e ci conosciamo da un bel po’ di tempo ormai. È stata una bellissima emozione”. Poi si torna a pensare alle cose importanti: “Ovviamente domani (contro Fonseca, non prima delle 2 nella notte tra martedì e mercoledì, ndr) l’approcio sarà leggermente diverso! Sono contento comunque di aver giocato in doppio insieme a Reilly”.
Prima di uscire dal campo, spinto anche da un’atmosfera giocosa e rilassata, Sinner ha addirittura preso in mano il microfono, vestendo i panni dell’intervistatore con Opelka. “Che ne dici, le mie volée devono migliorare, vero?”, ha scherzato Jannik con il gigante statunitense, che però ha subito voluto precisare: “No ragazzi, Jannik non è certo il problema di questa coppia!”.
“Gli ho detto che avevamo bisogno di una wild card ed è sicuramente perché lui è ‘solo’ numero due al mondo [che l’abbiamo ottenuta]. È un onore per me giocare con Sinner – ha proseguito Opelka -. “È una persona speciale, incredibilmente gentile: sono fortunato a poterlo chiamare amico. Il nostro sport è fortunato ad avere ragazzi come lui. Porta un’attenzione che non potete immaginare, è davvero bello condividere il campo con lui“.
Da questa notte si torna a fare sul serio, ma per una volta anche una sconfitta può essere presa con il sorriso.
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