ATP Indian Wells, Fonseca e la crisi mai esistita: i problemi fisici, le sconfitte e il fuoco del deserto

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ATP Indian Wells, Fonseca e la crisi mai esistita: i problemi fisici, le sconfitte e il fuoco del deserto

Ci sarà pur un motivo per il quale viene chiamato Tennis Paradise. Il BNP Paribas Open di Indian Wells, primo ATP Masters 1000 della stagione, possiede un fascino unico. Per molti noto come il quinto Slam, il torneo combined organizzato nel deserto californiano, oltre ad avere una cornice molto suggestiva, per alcuni è anche un evento che può lanciare una stagione iniziata magari non nel migliore dei modi. In passato la prima tappa del Sunshine Double ha risvegliato l’io tennistico di molti giocatori. Questa edizione 2026 sino ad ora ha visto distinguersi un nome tra tutti: Joao Fonseca, prossimo avversario di Jannik Sinner a livello di ottavi di finale.

Il 2025 di Joao Fonseca: dalla teoria ai fatti

Il 2025 è stato un anno che ha lanciato definitivamente Fonseca verso l’élite del tennis mondiale. Il segnale era arrivato già all’Australian Open, torneo nel quale il 19enne (allora 18enne) brasiliano aveva liquidato il top 10 Andrey Rublev, al primo turno, in tre scintillanti set. Poi il primo titolo ATP 250 a Buenos Aires e alcuni buoni piazzamenti nei 1000 e negli Slam avevano permesso al talento carioca di scalare la classifica con molta rapidità. Eppure, nonostante questi successi, le critiche non mancavano in quei tempi.

Molti consigliavano a Fonseca di cambiare team, così da piazzare il salto definitivo che gli avrebbe consentito di compiere l’ultimo passo verso la top mondiale. Joao aveva presto risposto con i fatti vincendo l’ATP 500 di Basilea. La squadra non si cambia. Dalla posizione numero 145 al mondo ricoperta a inizio stagione, il fuoriclasse sudamericano si era così issato fino alla 24esima piazza a fine novembre. Un balzo significativo che negli ultimi giorni gli è valso la nomina per il premio ‘Rivelazione del 2025’ ai Laureus World Sports Awards, gli Oscar dello sport.

Intoppi di percorso: non è crisi, è tennis

Lo slancio ottenuto nel 2025 è andato però dissolvendosi in questo inizio di 2026. Complice un infortunio alla schiena, Fonseca è stato costretto a posticipare il rientro in campo nelle competizioni ufficiali. Si è quindi rivisto all’Australian Open, dove ha perso all’esordio contro Eliot Spizzirri, in quattro set, mostrando ancora parecchia ruggine sia in termini tennistici che atletici. Mi mancava il ritmo partita, ma ho recuperato dai problemi alla schiena”, ha affermato il brasiliano a Melbourne dopo la sconfitta. Una resa quasi naturale, considerando che tra dicembre e gennaio non aveva preso in mano una racchetta per quasi quindici giorni.

La tappa successiva è stata l’amato golden swing, nel quale Fonseca è arrivato prontissimo fisicamente (almeno, così ha detto lui). Il debutto è stato però amaro. La pressione di dover difendere il titolo a Buenos Aires ha bloccato il suo braccio e il brasiliano si è così fatto fregare da Alejandro Tabilo. “È una sconfitta molto dura per me”, ha raccontato dopo la partita. “Ma se continuo a lavorare duramente i risultati arriveranno.

Senza il bisogno di paragoni – che Joao non gradisce – con Jannik Sinner, Carlos Alcaraz o il connazionale Guga Kuerten, Fonseca si è quindi rimesso all’opera. In casa, a Rio de Janeiro, ha però ancora faticato. Dopo il primo successo stagionale su Thiago Monteiro, Joao ha sbattuto su un incandescente Ignacio Buse, che lo ha estromesso dal torneo in tre frazioni. L’ennesima batosta per lui, che però è stata presto tramutata in fuoco. Anche perché per il Sunshine Double bisogna senz’altro scaldare il proprio tennis per fare la differenza.

Indian Wells come luogo di ripartenza

All’esordio a Indian Wells Raphael Collignon si è trovato a servire per chiudere il primo set contro Joao. Un sussulto d’orgoglio ha però consentito all’attuale numero 35 al mondo – che, come conseguenza di questo suo leggero calo in classifica, non ha potuto beneficiare di un bye– di ribaltare la situazione e di chiudere la pratica in due set, avendo strappato ottime percentuali di conversione in battuta sia con la prima che con la seconda.

Quindi la sfida contro Karen Khachanov e il baratro solamente sfiorato. Il russo si è procurato due match point nel tie-break del secondo set: il primo lo ha buttato via con un brutto gratuito di rovescio, mentre nel secondo Joao ha stampato un ace. Vinto pochi minuti dopo il parziale, il sudamericano ha poi intascato due break nel parziale decisivo. Sebbene in qualche momento il colpo di inizio gioco abbia tradito pure lui, Fonseca è riuscito a giungere al traguardo. È stata la sua prima affermazione contro un top 20 dalla finale vinta a Basilea ai danni di Alejandro Davidovich Fokina.

La conferma di questo risveglio è arrivata al terzo turno, dove Joao ha impresso un ritmo di gioco molto elevato costringendo Tommy Paul a velocizzare le operazioni. Lo statunitense non è però stato in grado di limitare gli errori – 31 a fine partita contro i 12 del brasiliano – e nonostante il 2-0 di vantaggio nel secondo set è uscito dal campo avendo messo a referto cinque miseri game.

La sfida contro Sinner: per Fonseca il giorno della verifica

Martedì 10 marzo sarà il giorno della prima sfida tra Jannik Sinner e Joao Fonseca. Il sudamericano andrà a caccia della sua prima qualificazione ai quarti di finale in un 1000. Sarà l’azzurro a partire ovviamente con i favori del pronostico dalla sua parte. Dal lato opposto, però, il brasiliano durante l’ultima conferenza stampa ha rivelato che in futuro sente di poter colmare il divario con Sinner e Carlos Alcaraz. “Penso di avere il livello giusto. Quindi, credo di poter arrivare lì. Ci vuole tempo. Bisogna lavorare sulla mente, sul fisico e anche sulla tecnica. C’è molto da migliorare, ma penso di essere sulla strada giusta, ha spiegato.

Ciò non vuol dire che ci si aspetti che faccia partita pari con il numero 2 del mondo. Quanto più che osservi con attenzione ciò che gli manca in tutti i reparti che riguardano la prestazione in campo, così da poter poi lavorarci nei prossimi mesi. “Mi divertirò a giocare là fuori. Cercherò di vincere. Ma allo stesso tempo proverò a godermi il tempo in campo anche per vedere a che punto è il mio gioco. L’intenzione è quella. Rimane solo da capire se Sinner gli permetterà di esprimersi o se lo soffocherà di pallate sin dal primo 15. Lo scopriremo presto.

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