ATP Indian Wells, Sinner: “A fine carriera voglio aver dato tutto”

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ATP Indian Wells, Sinner: “A fine carriera voglio aver dato tutto”

Esordio sul velluto per Jannik Sinner, al quale ha “fatto bene arrivare prima a Indian Wells”, ma nemmeno ha fatto male un avversario al ventesimo match in carriera nel Tour e così è stato 6-1 6-1 62, l’ultimo numero la durata in minuti. Alla passerella in campo è seguita quella davanti ai media, tra cui quella al tavolo di Tennis Channel con il simpatico Prakash Amritraj.

Giocare con un qualificato

A proposito delle condizioni ambientali e di gioco – ricordiamo che quest’anno le palline Dunlop hanno preso il posto delle Penn –, Jannik ricorda che “ogni giorno è diverso. Ieri era caldo, oggi un po’ più freddo, ma per lo più senza vento. Non è mai facile giocare con un qualificato, aveva vinto due gran match”.

L’ultimo pezzo di cemento

Un anno fa Jannik era fermo per la squalifica concordata con la WADA: “Mi è mancato il Sunshine Double. Sono gli ultimi due tornei prima della terra battuta” fa notare sorridendo. “C’è la passione del pubblico, vogliono vedere dell’energia in campo. Spero di portare un po’ di spettacolo, ma allo stesso tempo sono qui per cercare di massimizzare il mio potenziale. Ho lavorato molto negli ultimi dieci giorni, due sessioni al giorno, molto fisico”.

Terra in vista, ci vuole il fisico

Visto che ha citato il fisico, Prakash gli fa i complimenti per l’ultimo video postato su Instagram in cui appare bello scolpito, Jan replica ridendo, “stai scherzando, eh?”, ma l’altro insiste, “su cosa stai lavorando, sulla forza? Ma ti muovi benissimo. Qual è la parte fisica principale?” “Non ce n’è una principale” spiega il Rosso. “Per noi tennisti è importante avere grande mobilità e al contempo essere esplosivi. E dobbiamo anche giocare per molto tempo. Quindi c’è anche molta prevenzione. Avvicinandoci alla stagione su terra, la parte superiore del corpo deve essere un po’ più forte perché ti ritrovi a colpire più spesso sopra la linea delle spalle e hanno bisogno di più forza. Per me, la parte più importante è avere una buona routine perché ti dà una buona mentalità. È quello che mi ha portato successo in passato e quindi cerco di mantenerlo. Sto bene mentalmente adesso. Qui ci sono un paio di amici che tifano per me, ma ci divertiamo anche parecchio fuori dal campo e ciò mi aiuta tanto.

Chi si ferma è raggiunto

Parlando di motivazioni, se le trovi dentro di sé o in vista delle sfide con Alcaraz e Djokovic, Sinner spiega: “Ho avuto la possibilità di osservare i Big 3 in allenamento cercando di prendere piccoli dettagli da ognuno di loro e faccio lo stesso con Carlos, se vedo qualcosa che fa alla grande, mi dico, ‘perché non dovrei provarlo?’. Lo stesso con Novak, con tutti. Ho visto Sascha [Zverev] giocare molto più aggressivo, per esempio, tutti cercano di migliorare e, se rimani fermo, ti raggiungono. Devi essere onesto con te stesso, non sei il miglior giocatore del mondo e capire che c’è sempre spazio per migliorare. Che è quello che cerco di fare. Voglio finire la carriera dicendo che ho massimizzato il mio potenziale”. Bella l’ultima frase, ma aver visto Sascha molto più aggressivo è al livello di cose che voi umani non potreste immaginarvi.

ATP Indian Wells, Sinner:“Ottima off-season, ammalato solo un paio di volte”

Jannik ha chiuso il suo straordinario 2025 con la vittoria alle ATP Finals, rinunciando a competere in Coppa Davis, dunque con due mesi senza match ufficiali. Non sorprende allora quando dice, “ho avuto un’ottima off-season, tanto allenamento. Mi sono ammalato per Natale e prima di partire per l’Australia, ma ho recuperato bene. Beh, a Melbourne c’è stato solo un match con qualche crampo, ma mi sento bene. Per me è importante l’aspetto mentale”.

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