ATP Indian Wells, Auger-Aliassime: “Siamo agonisti, abbiamo bisogno delle avversità”

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ATP Indian Wells, Auger-Aliassime: “Siamo agonisti, abbiamo bisogno delle avversità”

Felix Auger-Aliassime è stato l’ultimo avversario di Gael Monfils a Indian Wells. L’ultimo di sempre, davanti agli spalti gremiti, dal momento che Lamonf è alla stagione dei saluti. 6-7 6-3 6-4 il punteggio per il canadese, in attesa di sapere se giocherà con Rublev o l’amico Diallo. Nel frattempo c’è stato spazio per una chiacchierata con Prakash Amritraj al desk di Tennis Channel.

ATP Indian Wells, Auger-Aliassime:“Scusate, ma devo cercare di vincere”

“Ero un fan di Gael da adolescente” dice Felix. “Dopo il match, ho detto al pubblico che probabilmente ero l’unico lì presente che non aveva potuto tifare per lui, ‘scusate, ma devo provare a batterlo’. Sono ancora un suo fan, è stato bello dividere il campo con lui, forse non per l’ultima volta, però. Ha fatto molto bene al nostro sport”.

Grande rispetto tra i due e tutto quanto, ma l’incontro è stato tosto e alla fine Felix ha trovato il modo di uscirne vittorioso. “Cerco di giocare sui miei punti forti” dice. “Per vincere devo servire bene, colpire il dritto con precisione ed essere solido di rovescio. Non esagerare se non c’è bisogno, aspettare il colpo giusto, giocare la palla giusta al momento giusto. Se posso andare avanti ci vado, altrimenti aspetto. Però, se guardiamo la mappa di calore delle nostre posizioni, lui era parecchio indietro e io probabilmente più avanti, a chiudere a rete”.

Il bisogno di competere

Dopo Melbourne, terminato subito con il ritiro durante il match di primo turno contro Borges, in tre tornei Auger-Aliassime ha vinto un titolo, fatto un’altra finale e una semi. Una luce verde dietro l’altra, gli fa notare Prakash. “Luci verdi, sì” ride Felix. “Ma bisogna sempre stare all’erta. Con Gael sarebbe potuto finire in modo diverso. Devi trovare la soluzione quel giorno che non giochi al meglio. Sono contento perché il lavoro fatto lo scorso anno continua a dare i suoi frutti”.

La precoce fine della trasferta australiana ha avuto il risvolto positivo di resettare e dedicarsi a un mini-blocco di preparazione. “Durante la off-season, dedichi più tempo alla preparazione atletica” spiega FAA, “magari non toccando la racchetta anche per dieci giorni e non lo puoi fare durante la stagione. Sì, faccio del lavoro fisico, ma programmo anche allenamenti in campo giocando punti e set. Io e i colleghi siamo agonisti, abbiamo bisogno di quella sensazione, delle avversità. Se non le provi a lungo, qualcosa non funziona. Non puoi stare troppo a tuo agio”.

“Trust the process”

Se è stato visto sfoggiare una nuova auto, elettrica e costosa, a guidarlo in questo periodo è “il focus sul processo, sul lavoro. Voglio vincere ogni match e entrare in campo con il miglior atteggiamento mentale possibile, ma credo che avere fiducia nel lavoro, allenarsi, con gli obiettivi giusti, lavoro sul mio gioco pagherà i dividendi”.

A proposito del prossimo avversario, Rublev o Diallo, diche che “con quelli che servono bene, come Gabriel, devi cercare di entrargli in testa. Con Monfils per un set e mezzo ho avuto poche occasioni, ho dovuto aspettare un suo calo. Ma anche se l’altro non ha cali devo trovare il modo di farlo servire male, rispondendo efficacemente sulle seconde, cosa che non ho fatto nel primo set. È la parte che più devo migliorare”.

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