Alla scoperta di Lilli Tagger: i consigli di Francesca Schiavone e il rovescio a una mano

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Alla scoperta di Lilli Tagger: i consigli di Francesca Schiavone e il rovescio a una mano

Lilli Tagger non perde tempo. La neo-diciottenne austriaca ha intascato da poco la sua prima vittoria in un WTA 1000. Al BNP Paribas Open di Indian Wells l’attuale numero 112 nella graduatoria virtuale (best ranking) ha regolato per 6-2 6-4 la francese Varvara Gracheva, al momento 58esima tennista in classifica. La scalata verso i piani alti di questo sport sembra quindi essere già a un buon punto per Tagger, che solo un anno fa era appena dentro la top 800 mondiale. Ma com’è stato possibile un balzo tanto significativo in un così breve lasso di tempo?

La famiglia di tennisti, l’aiuto di Vittur e il periodo con Max Sartori

Lilli Tagger nasce il 17 febbraio 2008 a Lienz, in Austria. Sia il padre Stephan che la madre Sabine possiedono uno storico non banale nel tennis nazionale. La famiglia è composta da cinque figli. Va da sé che alcuni di loro scelgano la via della racchetta: Ben, Emma, ma anche Lilli, che si scopre subito avere un gran talento per il tennis. Dopo un periodo trascorso a Kirchberg, l’intenzione della 13enne Tagger è quella di iscriversi all’accademia di Patrick Mouratoglou. Ed è qui che entra in gioco Jannik Sinner

O meglio, il manager di Jannik, Alex Vittur, che Stephan e Sabine riescono a contattare in quel periodo. Vittur spiega loro che nel contratto per entrare in accademia ci sono delle clausole non troppo chiare. Rimane quindi la pista italiana a Vicenza con Massimo Sartori, ex allenatore di Andreas Seppi. Abbiamo lavorato insieme per due anni e mezzo, ha raccontato Max di recente in un’intervista esclusiva realizzata dal direttore Ubaldo Scanagatta e da Giovanni Pelazzo.

Ha un carattere molto simile a Seppi, ha spiegato Sartori. “Anche al tempo, le piaceva giocare a tennis e riusciva a farsi scivolare addosso le cose. Se c’erano problemi grossi si affrontavano e poi dopo ci si rilassava. All’inizio, quando è arrivata, voleva solo giocare punti e non voleva fare cesti. Poi ha iniziato a lavorare moltissimo e ci ha dato subito molte soddisfazioni.

Il rovescio a una mano e le caratteristiche di gioco

“Il padre all’inizio seguiva ciò che Lilli faceva”, ha continuato il coach azzurro. “Poi dopo, quando ha capito che doveva lasciarla andare un po’ di più perché noi andavamo veloci, lui ha lasciato che lei facesse la sua vita”. Tagger e Sartori iniziano così a lavorare su tutti gli aspetti del gioco, che Max cerca di perfezionare tenendo bene a mente le qualità insite nella ragazza austriaca. “Lei è molto alta (185 cm, ndr) e per l’altezza che ha si muove molto bene. Batte bene, gioca smorzate, rovesci a una mano – quindi anche molti back – e spinge parecchio. È una ragazza che deve arrivare nei pressi della rete, perché se ci arriva copre bene gli spazi.

La scelta di giocare il rovescio a una mano era stata presa in autonomia da Lilli quando aveva circa 10 anni. Il passaggio dal rovescio a due mani non era stato subito semplice. Ma Tagger non si è demoralizzata e ha così iniziato a lavorarci con pazienza. “Quando ho iniziato a giocare il rovescio a una mano non sapevo quanto sarebbe stato difficile, ma mi divertiva troppo giocarlo, ha raccontato l’austriaca ai giornalisti presenti a Parigi in occasione del Roland Garros junior 2025. “Direi che è stata la scelta giusta.

“Lilli trovava più attraente il colpo, ha spiegato mamma Sabine in un’intervista concessa a Laola1. Sapeva che all’inizio ci sarebbe stato un calo di risultati, ma ha avuto la lungimiranza di pensare sul lungo termine. Per lei quello era il movimento naturale. A seguito del periodo trascorso con Sartori, i genitori di Lilli propendono per mandarla a un’accademia in Germania. Ma qui entra di nuovo in scena Vittur, che propone alla giovane tennista di trascorrere qualche giorno all’accademia di Francesca Schiavone in quel di Varese. Lì scatta qualcosa. E l’opzione Germania finisce presto nel dimenticatoio.

L’arrivo di Francesca Schiavone e il titolo junior a Parigi

“Francesca dimostra un impegno incredibile, si prende cura di Lilli anche durante il weekend”, ha affermato mamma Sabine. Ha un’enorme comprensione del gioco e anche sotto l’aspetto mentale Lilli può imparare molto da lei. Le potenzialità per arrivare al top ci sono tutte. Il sodalizio tra Francesca e Lilli diventa in poco tempo una collaborazione fissa e Tagger in quel periodo decide di dedicarsi all’attività giovanile.

Se nel 2025 riesce a issarsi sino ai quarti di finale sia all’Australian Open che a Wimbledon nella categoria junior, è al Roland Garros che l’austriaca sigilla il torneo perfetto. Oltre alla semifinale in doppio, Lilli alza al cielo il trofeo nel singolare e poco dopo raggiunge la terza posizione mondiale nella classifica under 18. “Se dovessi fissare oggi un obiettivo con Lilli le direi che può diventare numero 1 del mondo, ha tuonato Sartori. “Secondo me lei ha la qualità per arrivarci. Intanto, i primi successi da pro aprono subito la strada a Tagger, a cui bastano pochi mesi per farsi notare nel circuito internazionale.

I primi risultati da pro, la finale in Cina e il nuovo status

Se le prime esperienze nei tornei pro risalgono al 2022, è nel 2025 che Lilli ottiene i primi risultati di rilievo. Agguanta un titolo W35 e in estate si comporta molto bene in alcuni W75: in uno perde in semifinale, in un altro si arrende all’ultimo atto e un altro ancora lo vince. Poi, grazie a una wild card, prende parte al WTA 250 di Jiujiang. Qui mette in piedi l’ennesima settimana dorata. Sconfigge a sorpresa Elisabetta Cocciaretto e la campionessa in carica Victorija Golubic tra le altre e si arrende solamente in finale ad Anna Blinkova. A fine anno entra nella Class of 2025 dell’ITF – che comprende i cinque talenti che più si sono contraddistinti durante l’anno – e chiude la stagione a ridosso della top 150.

L’avvio di 2026 è altrettanto positivo. Nonostante la sconfitta al turno decisivo nelle qualificazioni dell’Australian Open, Tagger si rimette subito al lavoro e torna a fare la differenza nel circuito minore. Intasca un torneo W100, fa finale in un 125 e si presenta a Indian Wells (grazie a una wild card) con un’ottima dose di fiducia sulla racchetta. Quindi la vittoria su Gracheva e ora la sfida a Maria Sakkari, due volte finalista nel 1000 californiano. Neanche a dirlo, sarà un match molto complicato per Tagger, che però potrà testare il suo tennis contro una giocatrice di caratura decisamente elevata. E chi lo sa, magari potrebbe pure piazzare il colpaccio. Non sarebbe la prima volta.

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