La guerra continua a mettersi di traverso sul regolare svolgimento dei tornei di tennis. Sì, ha anche altre conseguenze come morte e distruzione, ma noi ci vogliamo conformare al pensiero della maggioranza dei tennisti, convinti di vivere in una bolla. “La politica fuori dallo sport” (e viceversa) dicono, uno slogan che farebbe la sua figura sotto le immagini del presidente della FIFA Gianni Infantino tutto contento mentre indossa un cappellino MAGA al Board of Peace.
D’altra parte, quando compi un genocidio, ci sono sempre dei problemi connessi; così, non solo non apprezzi che qualcuno te lo faccia notare, ma capita pure che, sterminando (anche) bambini e adolescenti, i bersagli tendano a finire. Per risolvere il primo problema, in Italia ci stiamo organizzando con un disegno di legge già approvato dal Senato, mentre per il secondo è sufficiente allargare gli orizzonti con un’operazione di combattimento (“operazione speciale” era già presa).
Tutto è bene quel che finisce (o è interrotto) bene
A ogni modo, quelli bombardati hanno risposto e a farne le spese sono stati i tennisti (sì, rientriamo nella nostra bolla), sia quelli più famosi, come Medvedev, Rublev e Khachanov, inizialmente bloccati a Dubai ma ormai giunti in California, sia quelli dei circuiti minori, come i partecipanti al Challenger di Fujairah, sempre negli Emirati Arabi Uniti, che si sono visti cancellare il torneo quando non si erano ancora completati tutti gli incontri di qualificazione.
Il calendario ITF
Ma ci sono anche gli eventi ITF. Sul proprio sito, la federazione internazionale comunica la cancellazione dei Masters World Championships, previsti in Turchia dall’8 marzo, per “motivi di sicurezza” legati al conflitto in Medio Oriente. Dando un’occhiata ai calendari pro, invece, vediamo che sono stati cancellati i quattro tornei femminili W15 previsti questo mese in Turchia, al Megasaray Club di Adalia (Antalya). Il primo di questi, cominciato il 2 marzo, era già in corso con il primo turno completato. Stessa sorte per i tornei maschili M15 previsti nelle stesse settimane e per i due eventi M25 a Fujairah.
Stesso posto, altre idee
La Turchia, però, non rimane senza tennis. Questa settimana, infatti, è in corso un WTA 125 proprio ad Adalia, il Megasaray Hotels Open. La stessa sede che l’ITF non giudica sicura non presenta criticità per la WTA. Il torneo, parte appunto del circuito “125”, è arrivato ai quarti di finale, con le tre azzurre impegnate – Bronzetti, Pigato e Brancaccio già eliminate. La prossima settimana è programmato un altro WTA 125 (il terzo consecutivo) nello stesso impianto. Vedremo se la WTA deciderà diversamente.
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