[5] F. Cobolli b. M. Kecmanovic 7-6(5) 3-6 6-4
Non chiamatela più sorpresa: Flavio Cobolli è ormai una realtà consolidata del circuito maggiore. Il romano ha staccato il pass per la sua quarta finale in carriera superando un ostico Miomir Kecmanovic (26 anni, numero 84 ATP) al termine di una battaglia di nervi durata quasi due ore e mezza. Con questo successo, Cobolli non solo eguaglia il suo best ranking (n. 17 virtuale), ma diventa il primo italiano nella storia di Acapulco a raggiungere l’atto conclusivo, confermando una crescita mentale che lo vede ora tra i più solidi lottatori del tour. Cobolli entra anche nel club esclusivo degli italiani con almeno tre finali ATP 500 (insieme a Jannik Sinner e a Fabio Fognini).
Primo set: Cobolli vince la guerra di nervi ad Acapulco
L’avvio è tutto in salita per l’azzurro, che subisce il break nel terzo gioco e fatica a contenere il ritmo del serbo. Tuttavia, la reazione è immediata: Flavio alza il volume dei suoi colpi da fondo, aggredendo sistematicamente la seconda di servizio di Kecmanovic e ristabilendo l’equilibrio. Dopo aver mancato due set point nel decimo game, si approda al tie-break. Qui Cobolli va subito sotto 0-3, ma non si scompone: con pazienza certosina, l’azzurro risale la china, approfittando di qualche errore gratuito di troppo del serbo e chiudendo per 7 punti a 5 dopo oltre un’ora di gioco.
Secondo set: la reazione di Kecmanovic
Nel secondo parziale lo spartito cambia radicalmente. Kecmanovic, ex top 30 che sul cemento sa essere letale, ritrova precisione millimetrica con i fondamentali. Il serbo ritrova profondità con il rovescio bimane e inizia a togliere tempo a Flavio, che invece accusa un leggero calo di spinta nelle gambe. Cobolli è costretto a remare e a salvare due palle break già nel secondo gioco, ma l’allungo del serbo arriva puntuale nell’ottavo game. Con un parziale di 6-3, Miomir rimanda ogni discorso al set decisivo, approfittando di un leggero calo di spinta dell’italiano che fatica a trovare la prima palla di servizio con continuità (chiuderà il match con un modesto 52%).
Terzo set: Flavio sale in cattedra
L’ultima frazione è un vero e proprio thriller. Flavio sembra accusare il colpo e scivola sotto 1-3, ma è proprio nel momento del bisogno che emerge il suo carattere. Sì, perché il set decisivo è un autentico saggio di resilienza. Recuperato il break nel sesto gioco, l’azzurro annulla due palle break sanguinose nel game successivo grazie al servizio e a due diritti fulminanti. Sul 5-3 Cobolli serve per il match, ma il braccio trema e Kecmanovic rientra in partita. La parola fine arriva però nel decimo gioco: sul terzo match-point, il Cobolli scocca un diritto inside-out vincente che gela il serbo e fa esplodere l’Arena GNP Seguros raggiungendo la finale di Acapulco.
Il tabellino parla chiaro: 13 ace a fronte di 36 vincenti e altrettanti errori gratuiti, segno di un tennis aggressivo che cerca sempre il comando dello scambio. Ora Flavio attende in finale lo statunitense Frances Tiafoe (28 anni, n. 28 ATP) con cui è uscito sconfitto nei due precedenti fin qui disputati. Dopo aver già messo in bacheca i trofei di Budapest e Amburgo lo scorso anno, l’azzurro punta al suo secondo ATP 500, un traguardo che lo proietterebbe ufficialmente in una nuova dimensione del ranking mondiale.
[8] F. Tiafoe b. B. Nakashima 3-6 7-6(6) 6-4
Non è stata una partita per cuori deboli quella tra Frances Tiafoe e Brandon Nakashima, un derby statunitense trasformatosi in una vera e propria prova di resistenza durata quasi tre ore. Il numero 28 del mondo ha dovuto attingere a tutto il suo repertorio per ribaltare un match che sembrava scivolargli via dalle mani, chiudendo col punteggio di 3-6 7-6(6) 6-4. Per l’istrionico Frances si spalancano così le porte dell’undicesima finale in carriera, la terza in un ‘500’, con l’obiettivo di spezzare un digiuno di titoli che dura ormai dall’erba di Stoccarda del 2023.
Nakashima spreca, “Big Foe” ringrazia
Il rimpianto più grande per Nakashima resterà quel secondo set dominato per lunghi tratti. Dopo aver incamerato la prima frazione con una certa solidità, Brandon si era trovato a servire per il match sul 6-5, a un passo dal traguardo. Lì, però, l’esperienza di Tiafoe ha fatto la differenza: una reazione d’orgoglio ha permesso al nativo del Maryland di strappare il contro-break e trascinare la contesa a un tie-break mozzafiato, vinto per 8 punti a 6. Da quel momento l’inerzia è cambiata: Tiafoe ha acciuffato il terzo parziale con un break immediato, volando sul 5-2 e resistendo al tentativo di rientro finale del connazionale.
La finale: Cobolli contro il suo “tabù” americano
L’ultimo atto di Acapulco metterà dunque di fronte due giocatori dai destini incrociati. Se Flavio Cobolli arriva con l’entusiasmo della prima finale in Messico, dovrà fare i conti con un avversario che finora si è dimostrato decisamente ostico. I precedenti dicono infatti 2-0 per Tiafoe, con lo statunitense capace di imporsi sempre in due set nelle sfide di Delray Beach e Washington. Flavio dovrà essere bravo a disinnescare l’esplosività di Frances, apparso un po’ provato dalle fatiche della semifinale: la chiave del match potrebbe risiedere proprio nella freschezza atletica del romano.
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