L’importanza di chiamarsi Jarry (Fillol)

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L’importanza di chiamarsi Jarry (Fillol)

Nicolas Jarry non ingrana più, ormai da quasi 8 mesi a questa parte. Quello che arrivava in finale agli Internazionali BNL d’Italia 2024, perdendo a testa alta contro Alexander Zverev, è parente lontanissimo di quello che da poco meno di un anno non vince più una partita. L’ultima ‘macchia’ è la sconfitta contro Dino Prizmic al debutto al Bci Seguros Chile Open 2026 di Santiago, che per lui è letteralmente il torneo di casa, essendo nato proprio nella Capitale. L’acuto più recente, invece, è rappresentato da quella cavalcata semi-trionfale a Wimbledon 2025, dove partì dalle qualificazioni e si spinse fino agli ottavi di finale superando – nell’ordine – Holger Rune, Learner Tien e Joao Fonseca, prima di arrendersi al quinto contro Cameron Norrie.

Quel filotto ha rappresentato un unicum, perché arrivava dopo un periodo tutt’altro che positivo, ma quello che è giunto in seguito, se possibile, è stato ancora peggiore. Da quella caduta contro Cameron Norrie, in cui rimontò da 0-2 a 2-2, Nicolas Jarry non ha mai più vinto una partita in quasi otto mesi, neanche quando ha scelto di scendere di categoria e giocare a livello Challenger. La situazione, a pensarci bene, è ai limiti del paradossale, anche perché alcuni avversari incontrati al debutto negli svariati tornei a cui ha partecipato nel corso dell’ultimo semestre sono stati tutt’altro che ostici. Eppure dietro al crollo dal n. 16 alla 155ª posizione del ranking ATP deve esserci un valido motivo, che vada oltre al semplice ‘momento negativo’.

Le possibili ragioni del crollo di Nicolas Jarry

Una delle papabili ragioni, o almeno una delle prime che possano venire in mente, è la pressione dovuta al fatto di rappresentare il Cile nel circuito ATP. In realtà già questa viene meno quando si pensa che lo stesso Paese può contare su Alejandro Tabilo, recente finalista al Rio Open 2026 presented by Claro, quindi non è che Nicolas Jarry abbia tutto il peso di una nazione sulle proprie spalle.

C’è anche da dire che i problemi fisici cronici non lo hanno per nulla aiutato, in primis quella neurite vestibolare i cui primi sintomi si erano già palesati agli Internazionali BNL d’Italia 2024. Il medico della squadra di Coppa Davis del Cile, Alejandro Orizola, in tal senso ha spiegato: Non ha problemi di equilibrio o vertigini. Non sono condizioni gravi, ma sono molto limitanti e il recupero può richiedere due anni o più. 
Nel suo caso, è già un buon risultato”.

I pareri di nonno Jaime Fillol e del fratello Diego

Ma allora a cosa è dovuto il suo crollo? A fornire una possibile spiegazione ci hanno pensato due persone molto care a Nicolas Jarry, che ritorneranno più in là (e per altri motivi). Il nonno Jaime Fillol ha provato a fornire una prima lettura ai microfoni della testata locale ‘La Tercera’: “A nessuno piace perdere al primo turno, ma anche lui non ha giocato molto perché non ha avuto continuità. Vorrebbe tornare a giocare come una volta, e non poterlo fare è difficile da accettare. La chiave è comprendere appieno tutto ciò che sta accadendo e cercare di alleviare tutte quelle preoccupazioni che lo stanno turbando. Quindi, la salute è sicuramente una questione importante, ed è solo questione di tempo, perché dice di essersi ripreso“.

Il fratello Diego, invece, la vede come un ulteriore banco di prova che la vita gli ha messo di fronte: Direi che non è una novità per Nico. Credo sia solo un altro ostacolo che deve superare. Ho sempre detto di essere impressionato dalla sua etica del lavoro e da come continua a impegnarsi nonostante tutti i problemi e le pressioni che la vita gli impone. Ma finora è sempre riuscito a superarla, e dubito che sarà diverso ora. C’è una piccola formula segreta. Basta tenere la testa bassa e lavorare sodo, come in ogni altra cosa della vita”.

L’esordio a livello di ATP di Diego Jarry

Detto di Nicolas Jarry, per completare il discorso è necessario spostare lo sguardo su Diego Jarry Fillol. Nato l’11 febbraio 2003, quindi ad 8 anni di distanza, a partire dal 2023 ha avuto pochissime apparizioni tra tornei ITF e Challenger, senza mai convincere nemmeno un po’, prima della grande occasione della vita. Il 24 febbraio ha infatti fatto il proprio esordio a livello ATP, condividendo il campo con il fratello, al primo turno del doppio maschile. Avversari, per l’occasione, Gonzalo Escobar/Jean-Julien Rojer, che si sono imposti in 7-5 7-6(10), dando un grande dispiacere agli ‘Hermanos Jarry’, al pubblico di casa – letteralmente – e soprattutto a nonno Jaime Fillol, che potrebbe essere la chiave di volta della questione.

La pressione e le aspettative di nonno Jaime Fillol

Alla vigilia del loro esordio in coppia, che per Diego rappresentava come detto un debutto assoluto a livello ATP, Jaime Fillol – sempre ai microfoni de ‘La Tercera’ – ha osato: “Jarry è un cognome francese, e da circa 10 anni dico che 
prima di morire devo vedere una coppia Jarry-Jarry giocare la finale di doppio del Roland Garros“.
Il ricordo va dritto al 1972, quando lui stesso, al fianco di Patricio Cornejo, perse sulla terra rossa di Parigi contro Bob Hewitt/Frew McMillan, ma forse si sta correndo un po’ troppo.

Non contento, Jaime Fillol ha poi aggiunto: Devono aiutarsi a vicenda. Nico deve essere una buona guida per Diego, che deve impegnarsi per livellare il gioco in modo che in futuro possano condividere un calendario simile. Per ora, giocheranno solo poche partite di doppio perché sono impegnati in tour diversi. La loro statura è un fattore piuttosto rilevante nel doppio; entrambi servono bene, tirano bene al volo e amano giocare a rete. Potrebbe essere una buona combinazione“. E se a pesare così tanto su Nicolas Jarry fossero proprio le aspettative – enormi – che il nonno, decisamente più vincente, ha su di lui? Ai posteri l’ardua sentenza…

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