Flavio Cobolli, numero 20 del ranking, sembra riprendersi dopo un inizio di stagione difficile. “Sono motivato, ho voglia di fare bene” sottolinea in un’intervista riportata da Sky Sport. “Sono veramente contento di essere qui, Acapulco è una città speciale. Mi piace veramente tanto giocare questo torneo ogni anno, mi sento a casa. Anche contro Rodrigo (Pacheco Méndez, ndr) ho avuto tanto pubblico per me in un match molto duro contro un messicano. Qua mi fanno sentire bene, mi fanno sentire un quasi un messicano, quindi sono veramente contento”.
Poi, riguardo all’incontro di primo turno, aggiunge: “È stata una partita difficile, le condizioni qua sono molto dure, fa tanto caldo ed è difficile ambientarsi perché si suda molto. Io non sono abituato a sudare, ma qui dopo due game sei completamente zuppo ed è difficile continuare. Però sono motivato, ho voglia di fare bene e spero di poter andare avanti ancora più a lungo in questo in questo torneo che mi piace molto”.
Flavio Cobolli sembra aver trovato uno spiraglio di luce in una stagione che è partita con il piede sbagliato. Sotto il peso di aspettative altissime, il 2026 dell’azzurro ha avuto un avvio pieno di intralci. Il giovane romano è entrato in campo a gennaio avvolto ancora nell’aura che la vittoria della Coppa Davis gli aveva conferito, un trionfo collettivo che lo aveva consacrato come uno dei pilastri del nuovo movimento azzurro e che lui ha deciso di ricordare tatuando Hulk sulla coscia, simbolo della forza trovata nei vari match in quel di Bologna.
Tuttavia, il finale esaltante del 2025 sembrava aver prosciugato ogni riserva di energia, lasciando spazio a due mesi decisamente privi di soddisfazioni. Le prime crepe si erano intraviste già alla United Cup, dove dopo il successo contro Stan Wawrinka, Cobolli ha ceduto a Rinderknech sprecando tante occasioni e mostrando una condizione fisica ancora approssimativa.
Il momento più difficile è arrivato però all’Australian Open: l’eliminazione al primo turno per mano del britannico Arthur Fery è stata un colpo durissimo, condizionata pesantemente da problemi allo stomaco che ne hanno limitato il rendimento. Anche il successivo passaggio a Montpellier, dove Flavio aveva beneficiato di una wild card, non ha portato i frutti sperati e l’italiano ha lasciato il torneo agli ottavi battuto dal connazionale Luca Nardi – detentore di 4 vittorie su altrettanti match contro Cobolli. Poi, a intensificare i dubbi dei tifosi è stata l’ennesima sconfitta al Dallas Open, dove accreditato della quarta testa di serie, ha ceduto a Jack Pinnington Jones – numero 181 e proveniente dalle qualificazioni – con un doppio 6-2 in appena 54 minuti.
Dopo una serie di delusioni, sembra arrivare la rinascita dalle ceneri: Flavio Cobolli raggiunge le semifinali nell’ATP 250 di Delray Beach – dove si ferma contro Sebastian Korda, poi campione – e, volato in Messico per l’ATP 500 di Acapulco, ha superato un esordio insidioso contro l’idolo locale Rodrigo Pacheco Méndez. In un’atmosfera elettrica e tutta a favore dell’avversario, Flavio non si è lasciato condizionare dall’ombra grigia che lo ha travolto nei tornei precedenti. La partita si è risolta con un doppio 7-6(3) a favore di Cobolli, non è stata una vittoria semplice, ma necessaria per interrompere la spirale negativa.
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