ATP Doha: Alcaraz si complica la vita, ma la spunta su un ritrovato Rublev

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ATP Doha: Alcaraz si complica la vita, ma la spunta su un ritrovato Rublev

[1] C. Alcaraz b. [5] A. Rublev 7-6(3) 6-4
Deve vincere la propria semifinale più di una volta Carlos Alcaraz, ma alla fine la spunta in due set, con il punteggio di 7-6(3) 6-4 in 2 ore e 3 minuti, su una ritrovata versione di Andrey Rublev.

Il numero 1 del mondo si complica la vita a più riprese prima poter festeggiare la 34esima finale della carriera, prestando il fianco alla rimonta del russo in entrambi i set. Tuttavia, i 29 vincenti – al cospetto di 31 gratuiti – gli sono sufficienti per evitarsi il terzo parziale.

Rublev deve inchinarsi per la quinta volta in sette incroci ad Alcaraz, ma, pur non potendo difendere il titolo del 2025, lascia Doha con la sensazione di aver ritrovato tennis e mentalità per affrontare i prossimi impegni, a partire da Dubai. Il diritto e qualche prodezza di rovescio sono le note liete di giornata – che gli valgono 21 vincenti contro la grande difesa di Carlos e 30 gratuiti – e, continuando su questa strada, potrà provare a riavvicinare la top 10, che, al prossimo aggiornamento di classifica, sarà distante otto lunghezze.

Carlitos attende di sapere se a separarlo da suo trofeo ATP numero 26 sarà Arthur Fils o Jakub Mensik.

Primo set: Carlos inciampa sul finale, ma si rifà al tiebreak

(di Pietro Sanò)
Picchiano come due fabbri, Andrey Rublev e Carlitos Alcaraz, protagonisti della prima semifinale dell’ATP di Doha. Il primo ad avere palla break – inaspettatamente – è il russo, campione in carica e in ottima forma in questa settimana qatariota.
Il numero 5 del seeding spinge all’impazzata col dritto, a tal punto da mettere in difficoltà un eccellente difensore come Carlitos, costretto a sventare due chance di break al russo. Sulla prima, la risposta di rovescio di Rublev risulta insufficiente, ma sulla seconda è Alcaraz a compiere il miracolo, tirando un fendente sui piedi dell’avversario, incredulo. Il murciano, apparentemente partito sottotono, impiega un nonnulla per invertire l’inerzia, e, con un eccellente turno di risposta al quinto gioco, manda letteralmente fuori giri Rublo, che stecca il dritto spedendolo in direzione Dubai.

L’ottimo avvio di Andrey si disgrega in appena 30 minuti, e nel settimo game si presenta la chance del doppio vantaggio per l’iberico, ma questa volta il russo tira fuori l’orgoglio, e con due sventagliate inside-out ricuce il gap, restando a contatto con Carlitos.

Un set che sembrava già archiviato ha ancora qualcosa da raccontare, complice un calo d’attenzione di Alcaraz che concede la palla del contro break a Rublev, ma le solite defezioni di quest’ultimo sul rovescio tranquillizzano il numero uno del mondo, proiettato a mettere la firma sul set nel gioco successivo. Il campione in carica del Qatar ExxonMobil Open ha piani ben diversi, e mentre Carlitos opta stranamente per un gioco conservativo nei primi punti, Rublo si getta all’attacco, regalandosi un’ultima opportunità per riacciuffare l’avversario nello score. Il russo si lamenta vistosamente con l’arbitro dopo uno scambio prolungato con Carlos, quest’ultimo si lascia distrarre, commettendo un sanguinoso doppio fallo che riporta in parità Andrey.

Allo spagnolo non va giù il passaggio a vuoto, e nell’undicesimo game spalanca la manopola del gas sul dritto, paralizzando il povero Rublev per ben tre volte. Il set non ha alcuna intenzione di terminare, e infatti, l’assenza di cinismo di Alcaraz dona la possibilità del tiebreak all’avversario, resuscitato per la seconda volta. Il tiebreak suona l’assolo iberico, e Carlitos, dopo oltre un’ora di gioco, riesce a imporsi in un travagliatissimo primo set.

Secondo set: Alcaraz si complica la vita, ma la spunta su un grande Rublev

Il secondo parziale vede la reazione di Rublev. Tuttavia, portatosi sul 30-30, non riesce a passare Alcaraz con il rovescio. Il game, però, non è finito: con un pallonetto e un cross di rovescio stretto annulla due chance dell’1-0 a Carlos e, trovando il passante con il colpo bimane mancato in precedenza, il russo si procura la palla break. Lo scambio parte e il numero 1 del mondo ingabbia il suo avversario nella solita morsa da fondocampo, gestendo alla perfezione la diagonale sinistra per aspettare il momento propizio per girarsi sul diritto e concludere con l’inside-in. Rublev rimane attaccato al game e si crea la seconda opportunità, cancellata con lo schema servizio e schiaffo al volo da Alcaraz. Tratto in salvo il turno di servizio, il fenomeno di Murcia si prende a sua volta la palla break, vincendo un duello sottorete.

Il numero 14 del mondo non trema e si rimette in parità grazie al servizio e all’accelerazione di diritto nell’angolo aperto. Il sette volte campione Slam, però, intuisce che le opportunità mancate hanno lasciato strascichi nella testa del suo avversario e alla seconda palla break si innalza sul 2-0. Sul 3-1 due martellate di diritto di Andrey gli valgono il 30-30 e, come nel primo set, un poco concentrato Carlitos si lascia andare a qualche leggerezza. Prima offre la chance di controbreak con un doppio fallo, rimediando con un servizio al corpo che sorprende il 28enne di Mosca, poi una smorzata troppo debole raddoppia le possibilità. Stavolta Rublev fa esplodere il diritto per riportarsi sotto nel punteggio e, con un turno a 30, fa 3-3.

Nell’ottavo game il rovescio di Alcaraz sale in cattedra e gli regala tre palle break. Svanite le prime due, la terza è quella buona: la risposta bimane di Carlos induce all’errore il russo in uscita dal servizio. I margini per la reazione di Andrey sono minimi, ma Rublo rimane in partita e cancella due match point. Con il terzo ace Alcaraz si prende il terzo match point, ma non capitalizza insaccando un rovescio in rete. Allora tocca a Rublev giocarsi le proprie carte. Un passante bimane che pizzica gli ultimi millimetri di riga vale alla quinta testa di serie la palla del 5-4, ma un erroraccio con il rovescio sulla seconda lavorata del rivale lo condanna. È il medesimo fondamentale a riportarlo a palla break e, con il suo diritto inside out, non può più sbagliare.

Sebbene vada avanti 30-0, il russo concede a Carlos il quarto match point, ma prolunga ancora la propria permanenza in campo. Tuttavia, si incarta in uno scambio in cui pare al comando delle operazioni e sul quinto match point non può più niente.

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