ATP Doha, Alcaraz: “La mia mentalità è vincere tornei e sollevare trofei. Odio perdere”

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ATP Doha, Alcaraz: “La mia mentalità è vincere tornei e sollevare trofei. Odio perdere”

Nella consueta conferenza stampa post-match, un esausto ma soddisfatto Carlos Alcaraz ha analizzato la sua vittoria in rimonta contro Karen Khachanov ai quarti di finale del Qatar ExxonMobil Open. Fresco del traguardo storico come più giovane tennista ad aver completato il Career Grand Slam, il fuoriclasse spagnolo ha provato a dire la sua sulla propria solidità al servizio nei set decisivi, sulla gestione mentale della stanchezza fisica e su quell’insaziabile ambizione di voler continuare a collezionare trofei nei tornei più prestigiosi del circuito. Di seguito, le dichiarazioni rilasciate dal numero 1 del mondo.

D. In primis, è stato un match davvero duro. Come ti senti per aver ottenuto la vittoria alla fine?
Carlos Alcaraz:Sono esausto, questo è sicuro. Sono solo felice e orgoglioso del modo in cui ho giocato. Penso di aver espresso un ottimo tennis, un livello alto e costante per tutta la partita. Credo che lui abbia iniziato a giocare bene, stava mettendo a segno grandi punti e un gran tennis nei momenti che contano. È stata dura, molto combattuta, ma sono davvero felice di averla spuntata alla fine”.

D. Quale pensi sia stato il cambio di mentalità dopo aver perso il primo set e quali aggiustamenti tattici hai fatto per rientrare in partita?
Carlos Alcaraz:In realtà non ho cambiato nulla nella mentalità. Ho avuto alcune palle break nel primo set che non ho sfruttato. Ho avuto un set point. Sapevo solo che avrei avuto le mie occasioni. A essere onesto, all’inizio del match ero molto stanco fisicamente, quindi ho cercato di approcciare l’incontro nel modo giusto mentalmente, cercando di essere positivo, di restare calmo. Così, dopo il primo set, ho solo cercato di continuare a lottare, provando a tirare fuori l’energia dal nulla. Ho continuato a correre cercando di cogliere l’occasione che lui mi avrebbe concesso per batterlo, perché sapevo che l’avrei avuta. Il mio atteggiamento era solo quello di continuare a spingere”.

D. Livello incredibile e rimonta pazzesca. Apprezzo molto il fatto che in ogni singola partita ci regali una quantità incredibile di giocate da highlights. Non importa se è un primo turno o una semifinale. Al momento, sappiamo tutti che sei il più giovane di sempre ad aver completato il Career Grand Slam. Per la gente è facile dire che vincerai 15, 20 o 30 Slam. Il record di titoli Slam è la tua priorità numero uno in questo momento? Pensi così a lungo termine o procedi settimana dopo settimana, anno dopo anno?
Carlos Alcaraz:Sono molto ambizioso. Odio la sensazione della sconfitta. Quindi ogni volta che scendo in campo per un torneo o per un match, voglio solo dare il massimo. Voglio solo vincere. Voglio vincere tornei, sollevare trofei. Questa è la mia mentalità. Ovviamente, quando giochi così tante partite in un anno, è molto impegnativo dal punto di vista fisico e mentale. Quindi i miei obiettivi sono nei tornei più importanti del mondo. Quando non gioco quelli, cerco solo di fissarmi dei traguardi e di inseguirli. Non importa se vinco o meno, l’importante è continuare a provarci nei match, nella competizione. Ed è quello che sto cercando di fare in questo tipo di tornei, con la mente rivolta a quelli grandi”.

D. Hai perso il primo set. Ma poi, nel secondo e nel terzo, hai servito nove volte, nove game, e hai perso solo nove punti. Lui non è mai arrivato a 40. Non c’è mai stata parità. Nessuna palla break. Niente. Quando sei in campo, te ne rendi conto, capisci che stai vincendo i tuoi turni di battuta molto facilmente, o non ti interessa perché sei già concentrato sul punto successivo?
Carlos Alcaraz:A dire il vero, non conoscevo questa statistica. Quando sei in partita, si tratta solo di andare punto dopo punto. Poi, quando vinci il tuo turno di battuta e ti approcci a quello successivo, non pensi a quello precedente. Cerchi solo di essere concentrato sul fare le cose giuste e servire bene in quel game. Quindi non sto a pensare a quanti punti ho perso, se sto servendo bene o no. Penso solo: ‘Va bene, da che parte devo servire ora?’, e mi concentro su quell’obiettivo partendo dal servizio. Però è stata un’ottima arma, e mi rendo conto di non aver concesso troppe palle break in tutta la partita”.

D. Hai giocato contro Khachanov per la sesta volta, vincendo sempre. E lo hai affrontato solo due volte sul cemento. Quali sono state le differenze tecniche tra questa partita e le altre?
Carlos Alcaraz:Sì, non ricordo nemmeno quando sia stata l’ultima volta che ho giocato contro di lui sul cemento. So che sono successe molte cose, direi. Però ricordo bene quando l’ho affrontato sulla terra battuta. Il suo stile non cambia molto in base alla superficie. Penso che giochi con un gran ritmo da fondo campo. Cambia direzione molto facilmente, e credo che questo gli piaccia. Ha un gran servizio. È davvero difficile trovare uno spiraglio nel suo tennis. Ecco perché è molto complicato giocarci contro. Ma sono felice che ogni partita sia finita dalla mia parte. Quello che posso dire è che ogni match è una battaglia. Ogni partita contro di lui è veramente, veramente difficile. Direi che è fantastico giocare contro di lui in ogni occasione”.

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