[6] J. Pegula b. [1] A. Sabalenka 2-6 6-4 7-6(2)
Jessica Pegula gioca un tennis silenzioso. Non è appariscente e non sembra avere armi uniche, né tantomeno devastanti. La statunitense è però forse il termometro più veritiero del circuito WTA. Quasi sempre le sue giornate le regalano la stessa qualità tennistica, e sta all’avversaria di turno superare questa ripida barriera fatta di solidità. Aryna Sabalenka di solito ci riesce. Ma in semifinale al Dongfeng Voyah Wuhan Open 2025, la numero 1 al mondo ha finito per distruggersi con le sue stesse mani. Per 2-6 6-4 7-6(6) la sesta tennista in classifica (sarà 5 dal prossimo lunedì) l’ha battuta per la terza volta su undici scontri diretti. Per l’americana, solo sconfitte negli ultimi quattro precedenti, dato che non ci vinceva dalle WTA Finals di Cancun del 2023.
Primo set: Sabalenka è incostante all’inizio. Poi dilaga e Pegula non può nulla
C’è subito lotta in avvio di partita. A 30 le due si scambiano un break nei primi due giochi. Sabalenka riesce poi a cancellare un’ulteriore chance di Pegula in risposta e in seguito è lei a essere aggressiva sul servizio della 31enne americana. Spinge a tutta e sale sul 3-1. Successivamente, in alcuni colpi si disunisce. Sbaglia parecchie palle e restituisce la battuta alla numero 6 al mondo, che cerca di metterle pressione sulla seconda di servizio. Torna a ruggire la prima giocatrice in classifica, che in breve tempo passa di nuovo avanti 4-2 con break di vantaggio.
Questa volta riesce a confermarlo. Lascia partire delle bordate non indifferenti con i colpi a rimbalzo e allunga così sul 5-2. È poi ancora straripante in ribattuta. Trova degli angoli che per la campionessa dei tornei di Austin, Charleston e Bad Homburg sono irraggiungibili. Propone persino qualche palla tagliata e con questo mix di soluzioni archivia il primo parziale per 6-2 dopo trentanove minuti, con l’ennesimo break, al terzo set point.
Secondo set: Pegula muove Sabalenka e dirige le operazioni
La 27enne bielorussa ha un passaggio a vuoto nel game inaugurale della seconda frazione. La statunitense – giunta in semifinale con tre successi al parziale decisivo – è precisa da fondocampo, stimola l’errore dell’avversaria e viene ripagata con un break a 0, poi confermato a 15 con sicurezza e carattere. Conquista il suo primo gioco del set anche la prima classificata allo US Open, a Madrid, Miami e Brisbane. E prova così a rientrare in corsa. Ci riesce senza faticare molto, ‘semplicemente’ spingendo come lei e poche altre al mondo sanno fare. Sfianca la rivale in alcuni scambi tostissimi e la sorpassa presto sul 3-2.
Ma Pegula non si fa condizionare da questa trafila negativa di giochi persi. Continua ad aggredire Sabalenka sin dalla risposta e le strappa un break. Jessica inizia a spostare Aryna sull’asse orizzontale cercando talvolta soluzioni strette, e la bielorussa tenta alcuni colpi che finiscono abbondantemente fuori misura. L’americana si porta sul 5-3 e al momento di servire per chiudere il parziale è perfetta. Con il dritto è una sentenza: trova un vincente dietro l’altro e con un gioco vinto a 0 sigilla per 6-4 il secondo set, a seguito di un’ora e diciassette minuti.
Terzo set: Sabalenka non chiude sul 5-2, perde il primo tie-break da febbraio e l’imbattibilità nel torneo
Pegula e Sabalenka – entrambe con un record stagionale positivo nei match terminati alla frazione decisiva (16-11 la statunitense, 10-5 la bielorussa) – tengono un ritmo alto sin dai primi scambi. Lo stesso dritto che pochi minuti prima aveva regalato all’americana parecchie gioie la tradisce nel secondo game. Con questo colpo commette un paio di gratuiti e regala il break alla finalista dell’Australian Open e del Roland Garros. Torna però subito sui suoi passi: risponde con attenzione, chiama a rete un paio di volte l’avversaria, che dal canto suo sbaglia in più di un’occasione e restituisce il break a 0.
L’aggancio sul 2-2 arriva nonostante qualche difficoltà e, anche se la tensione relativa al punteggio inizia a farsi sentire, Sabalenka è fredda quanto basta per rimanere poi in testa nello score issandosi sul 3-2. Nel sesto gioco torna ad aggredire Pegula con la sua pesantezza di palla e si porta nuovamente avanti di un break. La statunitense non riesce più a reggere il ritmo imposto dalla sua sfidante, che senza troppi patemi allunga sul 5-2. Al momento di servire per il match Aryna diventa tutt’un tratto fallosa. Jessica si procura una palla break e la converte grazie a un errore forzato della tre volte campionessa di questo torneo.
La partita si riapre e dal 5-2 in favore della numero 1 ci si ritrova sul 5-5. Pegula ormai non sbaglia più un colpo. Sabalenka, invece, perde le staffe e concede tre opportunità filate in risposta alla sua avversaria, che le manca tutte e tre. Un dritto mancato della bielorussa regala un’altra occasione alla tennista a stelle e strisce. Questa volta la converte a seguito di uno scambio conclusosi con una volée sbagliata da parte di Aryna, e conquista così la possibilità di servire per chiudere la contesa. La fretta di Sabalenka di concludere i punti manda Pegula a match point. Qui la statunitense piazza un sanguinoso doppio fallo. Ne commette un altro paio ai vantaggi, la bielorussa le cancella un secondo match point con un dritto vincente e alla quarta palla break la prima tennista del ranking trasforma grazie all’ennesimo doppio fallo della sua rivale.
Si arriva quindi al tie-break e Jessica passa subito in vantaggio di un minibreak, che Aryna si riprende nell’immediato con una risposta vincente di dritto. Una smorzata sublime e un altro gratuito di Sabalenka consentono all’americana di avanzare prima sul 4-1 e poi, grazie a un buon servizio, sul 5-1. Ancora errore di rovescio e Pegula si procura cinque match point uno dietro l’altro. Gratuito di dritto di una Sabalenka fuori controllo e dopo circa due ore e venti di partita la tennista statunitense mette la firma sull’incontro con il punteggio di 2-6 6-4 7-6(2).
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