Wimbledon, Fritz: “Il gioco di Musetti è più efficace col vento. Non mi ha dato scampo”

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Due anni fa a Wimbledon la sfida l’aveva vinta Taylor Fritz. Quest’anno valeva la semifinale ed è Lorenzo Musetti a spuntarla dopo una maratona conquistata col punteggio di 3-6 7-6 6-2 3-6 6-1. Per l’americano, che sperava di superare per la prima volta i quarti di uno slam, c’è delusione. Ma la ferita non fa male come quella profonda del 2022 dove la semifinale è sfumata per un soffio con quel match vinto da Rafa Nadal. Il vento ha reso ancor più letale il gioco di Lorenzo per l’americano che riflette sulle contromisure, pronto a rifarsi ai Giochi Olimpici dove spera che l’ombra della pubalgia, strascico del Roland Garros, gli dia definitivamente tregua. 

D.  Taylor, una battaglia. Non era previsto. Cosa ne pensi?

“Una partita difficile.  Lui ha giocato bene su alcuni punti davvero importanti. Non ho servito bene come probabilmente avrei dovuto o come fatto finora. Ancora una volta, oggi c’era molto vento, quindi mi è sembrato difficile. Il ritmo, il timing e le sensazioni mutavano continuamente cambiando lato. Lui ha giocato particolarmente bene nel quinto set”.

D.  Quanto è diversa questa sconfitta nei quarti di finale rispetto a quella di due anni fa? (Con Nadal ndr)

“Non lo so. Potrebbe sembrare strano ma credo che quella di due anni fa faccia ancora più male perché ero a pochi punti dalla vittoria. Però probabilmente oggi sono un po’ più deluso”.

D. Lorenzo gioca con molta varietà. Era evidente nel primo set?  Che effetto fa essere dall’altra parte della rete?

Con Sascha ho giocato con il tetto chiuso: le condizioni sono più favorevoli, non c’è vento. Sai sempre dove sarà la palla. Si riesce ad avere un buon ritmo. Oggi ho giocato contro qualcuno che taglia la palla con il vento. È dura. Probabilmente la cosa più importante quando gioco contro qualcuno che gioca come Musetti è essere in grado di generare potenza e di individuare con precisione il punto in cui voglio colpire la palla. È importante essere precisi. È stato molto difficile da fare: questi slice si muovono dappertutto prima di colpire”.

D. Pensi che le Olimpiadi ti aiuteranno a smaltire questa sconfitta?

“Penso che i Giochi saranno un’esperienza divertente. Sono un po’ preoccupato per l’effetto che mi farà la terra battuta. Non so quanto la gente lo sappia, ma il mio infortunio all’Open di Francia è stato più grave di quanto sembrasse. Probabilmente peggiore di quello che ho fatto credere. Sono stato parecchio male quando sono tornato a casa. Ho saltato la prima settimana sull’erba, cosa che non faccio mai. Sull’erba non scivolo e i dolori mi vengono proprio scivolando e allargando le gambe. Tornerò immediatamente a fare ginnastica e cercherò di fare più esercizi possibile: spero di sentirmi bene e di tornare a scivolare sulla terra battuta. Sono un po’ preoccupato per l’effetto che avrà sul mio corpo.

D. Hai il nome dell’infortunio?

Credo che il modo migliore per descriverlo sia pubalgia. Anche se potrei aver detto una stupidaggine. (sorride ndr).