Wimbledon, Sinner approda ai quarti: “Riesco sempre a dare il massimo nei momenti importanti. Questo fa la differenza”

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Non credo ne vedrete molti altri. Non sono quel tipo di giocatore”, commenta Jannik Sinner lo spettacolare colpo sotto le gambe che ha impreziosito la sua vittoria di oggi contro Ben Shelton, ottenuta in tre set, nell’ultimo dei quali ha dovuto annullare tre set point. “In questo caso si è trattato di fortuna, oltre al fatto che fosse il colpo più facile, dal momento che non potevo andare né a destra né a sinistra.”

La vera chiave della partita, comunque, come dice Sinner stesso è stata “la risposta. Quando giochi contro un big server come Shelton a volte devi provare a indovinare la traiettoria, soprattutto nei momenti importanti. Ben mette molto in difficoltà col kick, che salta dalla parte del diritto, e con i servizi al corpo. In definitiva, sono contento di come ho risposto.” Incalzato, Sinner ha affermato che Shelton serve in maniera diversa rispetto a un altro formidabile battitore, Matteo Berrettini. “Sono due servizi diversi, soprattutto sulla seconda, perché sulla prima hai poco controllo. Coi mancini ti serve più tempo per abituarti, ma è difficile rispondere a entrambi.”

Jannik se l’è vista brutta soprattutto in occasione del tiebreak del terzo. “E’ stata dura, perché ero in vantaggio 5-2, poi ho sbagliato un colpo e in un attimo ero 5-6 sotto. L’inerzia è cambiata. Avrei potuto perdere il set, e poi sarebbe potuto succedere di tutto. Ma sono contento di come ho gestito la situazione.” Questo è il quarto tiebreak su quattro che il numero uno porta a casa a Wimbledon. Ma Sinner non crede che questo possa aiutarlo: “Ad Halle ho perso i primi tre, poi ho cominciato a vincerli (fino al doppio 7-6 con cui ha vinto il titolo, in totale quattro di fila, ndr). Prima di giocare quello più importante del torneo, al terzo con Struff, non pensavo al fatto di aver perso i tre precedenti, non me ne facevo condizionare. Allo stesso modo oggi non mi sento in fiducia per averne vinti quattro di fila. Ciò che conta è come si arriva al tiebreak, più che altro.  Oggi mi sentivo in difficoltà, perché avevo dovuto salvare un set point in precedenza; ero sotto pressione. Poi sono riuscito a gestire la situazione, ma avrei anche potuto perderlo.”

L’altoatesino si è espresso anche riguardo al prossimo match, quello dei quarti di finale, in cui affronterà per la dodicesima volta in carriera Daniil Medvedev (ha perso i primi 6 confronti, ha vinto gli ultimi 5): “Sarà una partita molto tattica e molto fisica, con scambi molto lunghi. Vediamo come imposterà il gioco e come lo imposterò io. Lui sta giocando molto bene: ci siamo allenati insieme all’inizio di questa settimana.” La chiave per batterlo, secondo Sinner, cambia “da superficie a superficie. Sarà fondamentale per entrambi il servizio, che sull’erba è il colpo più importante. A Pechino ho provato a fare serve and volley, ed è stata la prima volta che l’ho battuto – ha aggiunto rispondendo ad una domanda del Direttore Scanagatta -, poi a Vienna ci ho riprovato ma non ha funzionato molto. Bisogna saper accettare quando una tattica non funziona e cambiarla in corso d’opera. Valuterò se fare serve and volley sull’erba, perché non si hanno gli stessi appoggi che sul cemento.” Jannik ha vinto le ultime cinque sfide col russo, e quindi si aspettauna reazione, come la mia con lui dopo sei sconfitte consecutive. Questa comunque è una superficie diversa da tutte le altre (sull’erba non si sono mai incontrati, ndr); perciò, sarà difficile per tutti e due. “

Sinner si è anche espresso sull’altro quarto di finale azzurro, quello di Jasmine Paolini, e sul possibile approdo fra gli ultimi otto di Lorenzo Musetti, con l’autorevolezza del capo baracca: “Non sono riuscito a parlare molto con Jasmine, ma le ho fatto i complimenti. Speriamo ci raggiunga ai quarti anche Lorenzo. Stanno tutti giocando un ottimo tennis, e più giocatori abbiamo meglio è, perché tutto può cambiare in un attimo.”

Non sono contento di nessuna parte del mio gioco in particolare – chiosa Sinner – ma sono soddisfatto di essere in grado di dare il massimo nei momenti importanti. A volte questo può fare la differenza. La partita di oggi è stata uno dei momenti più importanti del torneo. Vedremo cosa succederà ora.”

Infine, una grande rivelazione: Sinner è…mancino! O almeno in parte. “A calcio gioco con la sinistra perché coi piedi sono mancino. Sopra invece faccio tutto con la destra.”