Wimbledon, Djokovic: “Le partite al 5° set servono al tennis. Abbiamo bisogno di rinnovarci per non estinguerci”

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Una partita iniziata male, finita come al solito, quella di Novak Djokovic contro Alexei Popyrin, che é valsa al serbo gli ottavi di finale a Wimbledon. Al netto però di un buon match, ciò da rimarcare di sabato 6 luglio per quanto riguarda il serbo é la conferenza stampa. Quasi un monologo in cui ha fornito un quadro completo del tennis attuale, ipotizzando anche soluzioni per andare avanti e non vedere “il re delle racchette” essere surclassato. Piccolo spoiler: Nole é assolutamente pro alle partite tre su cinque.

D: “Non ti é ancora successo nel torneo, ma cosa ne pensi delle partite da cinque set, le chiavi per vincerli e la loro importanza per il gioco?

Djokovic: “Oggi ci sono solo negli Slam, ed é eccitante sia per i giocatori che per la folla. La maggior parte della gente ama le partite da cinque set, e a noi da giocatori piace giocarle, anche se forse non spesso. Se dovessi scegliere un match da cinque set come highlight é la finale di Wimbledon 2019 contro Federer, uno dei più eccitanti della mia carriera. Era il primo anno con il tie-break sul 12-12, e noi lo testammo nella finale, in un match incredibile con match point salvati. Se fosse stato due su tre sarebbe stato diverso, perché lui era il giocatore migliore, anche se io ero due set a uno. Mentre se sei sotto 2-0 nelle partite 3 su 5, come Rune oggi, che é il mio prossimo avversario, non sei fuori, puoi ancora vincere. Durante la mia carriera ho avuto delle partite in cui ero uno o due set sotto e poi ho vinto, ho un buon record al quinto set. Mi piacciono, sono un aspetto importante della storia e del futuro dello sport”.

E sono a favore, specie nelle fasi più avanzate degli Slam. Ho visto che c’è stata una sorta di dibattito, in cui avete chiesto a molti giocatori se negli Slam si dovesse iniziare a giocare due su tre. Per me no, bisogna rimanere tre su cinque. L’unica cosa che forse potrebbe essere buona é giocare i primi turni al meglio dei tre set e optare per una soluzione ibrida, con partite al meglio dei cinque dagli ottavi o dai quarti. Ma, parlando di innovazione nel nostro sport, credo sia necessaria. Penso che dobbiamo attrarre un’audience giovane, e non solo con gli Slam. Da un lato il tennis é in una buona posizione, ma allo stesso tempo, se guardiamo ad esempio alla Formula 1 e cosa fanno in termini di marketing, crescita dello sport, corse in tutto il mondo e quanto sono popolari, penso che dobbiamo fare un lavoro migliore sui nostri tour.

Gli Slam vanno sempre bene, ma penso che i nostri tour debbano fare meglio. E siamo fortunati ad essere uno sport molto storico e globale. Ma uno degli studi fatto dalla PTPA tre, quattro anni fa ha mostrato che il tennis é il terzo o quarto sport più popolare, più guardato al mondo, alla pari del cricket. Primo il calcio, secondo il basket. Ma il tennis é numero 9 o 10 nella lista di tutti gli sport in termini di popolarità e commercializzazione. Penso che ci sia ampio spazio per crescere e che siamo un po’ frazionati come sport, quindi ci sono un po’ di cose da osservare collettivamente e provare a migliorare. E dobbiamo aumentare il numero di giocatori che vivono con questo sport. Molto raramente vedo scrivere che ci sono 350 o 400 giocatori che riescano a vivere di tennis. Lo trovo preoccupante”.

Certo, diciamo che il vincitore Slam vince questo o quell’altro, ma ci concentriamo sempre sui grandi premi. Ma a livello base? Credo che lì stiamo facendo davvero un lavoro misero; il tennis é uno sport globale ed é amato da milioni di bambini che prendono una racchetta e vogliono giocare. Ma non lo rendiamo accessibile, né sostenibile, specie nei Paesi che non hanno una federazione forte, uno Slam, storia o ampi budget. Penso che tutti insieme dobbiamo capire come mantenere la fondazione dello sport o crearne una nuova, una pietra angolare su cosa sia il tennis, il livello base, il livello club. Ora abbiamo il padel in crescita, che alle persone piace, si divertono. Ma il tennis é il tennis, che é il re degli sport con la racchetta. Ma a livello di club il tennis é in pericolo, e se non faremo qualcosa a livello globale, o quantomeno insieme, il padel e il pickle ball renderanno i club di tennis club di padel e pickle ball, perché più economici. Su un campo da tennis puoi costruirne tre da padel, é matematica ed é più attuabile da un punto di vista finanziario. Abbiamo bisogno di rendere tutte queste cose delle sfide dirette per noi

D: “Parlaci di Holger Rune, lo conosci da un po’. Quale parte del suo gioco pensi abbia sviluppato di più?

Djokovic: “Penso che lui abbia sempre avuto una buona etica del lavoro, é un ragazzo che si impegna molto. Quando vede che qualcosa non va, va sul campo di allenamento e ci lavora su, é questo che di lui ho sempre adorato. Si tratta di un giocatore a tutto campo, sa fare tutto: può giocare ugualmente veloce e bene e aggressivo, sia aggressivo che difensivo da ambo i lati, dritto e rovescio, e su tutte le superfici. Gli sta probabilmente mancando un po’ di consistenza con i risultati in confronto a Sinner, Alcaraz, la sua generazione.

Mi sembra un giocatore pronto per fare grandi cose. Gli servirà un po’ di tempo forse sul lato mentale, per maturare e guadagnare esperienza, capire come ha bisogno di giocare in certi momenti e di conseguenza su certi palcoscenici. Ma ha comunque già abbastanza esperienza per un ragazzo di 21 anni. Ha lavorato, e sta lavorando, veramente bene. Il suo servizio é una grande arma, più di quanto non fosse in passato. Ottimo servizio e dritto, e ha ovviamente un rovescio solido come tutti. Ha anche una buona risposta, vicina alla riga, e cerca molto di togliere il tempo all’avversario