Boris Becker: “Sinner è il giocatore più in fiducia del circuito. Nessuno è costante come lui”

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Non sarà più su nessuna panchina ad allenare giocatori, ma di tennis, specialmente quando si parla di Wimbledon, Boris Becker ne mastica ancora molto. Nella prossima settimana farà anche parte della squadra di commentatori di Sky Sport a partire dai quarti di finale del singolare maschile. E, intervistato da Federica Cocchi della Gazzetta dello Sport, si è detto entusiasta di una partita nello specifico di questa prima settimana: “Il match tra Sinner e Berrettini è stata una partita “vera” di ottimo tennis. Mi ha fatto piacere vedere Matteo finalmente competitivo, ma non avevo grosse preoccupazioni per Jannik: è in fiducia come pochi altri sul circuito in questo momento“.

Una fiducia che viene da mesi e mesi di vittorie, non sempre facili, spesso impegnative anche nei primi turni. Come é capitato a Wimbledon, in cui il tabellone di Sinner ha scatenato molte riflessioni per la difficoltà. “C’è l’eterno dibattito sui sorteggi “buoni” o “cattivi“, riflette Becker, “a me, da giocatore e poi da coach, è sempre sembrata una discussione sterile, é il giocatore che rende il tabellone un buon tabellone. Personalmente ho sempre preferito iniziare con avversari più tosti, perché mi preparava mentalmente alla seconda settimana. Penso che la vittoria di Sinner con Berrettini l’abbia proiettato in pieno nel torneo“. In un torneo speciale, storico, vinto dagli eletti. Soprattutto per la difficoltà insita nel giocare su erba.

Il tennis sull’erba è uno sport diverso da quello che si gioca sulle altre superfici”, spiega il tedesco, “i movimenti sono molto più complicati, ricordo che i primi giorni facevo fatica a organizzare i piedi. Il corpo ha una posizione differente, più bassa, i punti sono molto rapidi e devi essere fisicamente preparato e mentalmente reattivo. Se sulla terra prendi un break hai modo di riorganizzarti, se ti succede sull’erba hai molte meno occasioni. Psicologicamente è di sicuro la superficie più pesante da gestire, devi avere molta fiducia nel tuo gioco e Sinner in questo momento ce l’ha“. D’altronde Jannik é già n.1 al mondo, ma secondo un grande ex n.1 come Boris, ha margini ancora ampi per entrare sempre più a fondo nella leggenda di questo sport.

In un circolo elitario che potrebbe passare anche già da una vittoria ai Championships: “Penso che Sinner sia sulla strada giusta. Sta giocando da mesi ormai a un livello altissimo, e la sua più grande qualità è la costanza. Se ci concentriamo sull’ultimo periodo non ha ancora giocato un “brutto match”, toccando ferro. Da un lato non si può vincere sempre, ma dall’altro ha sempre un livello molto alto, più di ogni altro dall’inizio dell’anno. Quindi per superarlo devi fare ancora meglio ed ecco perché
quest’anno ha perso soltanto un paio di partite
“. E due delle sue tre sconfitte sono arrivate, ad Indian Wells e al Roland Garros, con l’amico e già rivale, con prospettiva di sfide eterne, Carlos Alcaraz.

E proprio con una chiosa sulla rivalità del futuro, già diventata il match più sognato dagli appassionati, chiude le sue interessanti dichiarazioni Becker, il più giovane campione della storia di Wimbledon, a 17 anni nel 1985: “Tutti abbiamo delle debolezze, anche Alcaraz! Scherzi a parte, sul
campo rasenta la perfezione, ma a volte è un po’ altalenante nella forma mentre Sinner è più continuo. Quando vedi una partita di Jannik, oggi, sai
esattamente cosa aspettarti
, con Carlos no. In questo momento l’italiano è mentalmente solido e questo si vede sul campo
“. Sperando di poterlo vedere anche venerdì luglio, in semifinale, contro Carlitos.